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argomento:  Rete sociale 

Appello Unione Giuristi Cattolici Italiani di Terni in attesa della Sentenza della Corte Costituzionale sul Fine Vita.
Rivista  n. 311
autore:   Diego Piergrossi



"Diritto inviolabile dell'uomo è il diritto alla Vita non il diritto alla morte
Appello dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani di Terni:
in attesa della sentenza della Corte Costituzionale del 24 settembre pv
a tutti i cittadini di buona volontà a qualunque fede religiosa, politica, ideologica appartengano affinché ciascuno di essi secondo le propria possibilità e nel rispetto delle norme democratiche promuova l'attivazione dei propri movimenti/partiti/referenti politici di riferimento per una tempestiva normazione da parte del Governo (Decreto Legge) /Parlamento (Legge) dell'articolo 580 del Codice Penale finito sotto il vaglio della Corte Costituzionale per un presunto ideologicamente vizio di legittimità.
A parere della Corte sussisterebbe, infatti, non solo un diritto costituzionale a lasciarsi morire, ma, addirittura un diritto costituzionale a farsi uccidere (rectius: il diritto di morire) rapidamente, pena la lesione della "dignità umana".
L'UGCI Terni, pur consapevole della sempre più diffusa in Occidente visione ideologica della “dignità umana” concepita in senso discriminatorio, non inclusivo, e della stessa “vita” che avrebbe secondo tale visione, un senso ed una sua tutela solo se e finché la stessa riesca a garantire standard di salute e di efficienza (rectius: di qualità della vita), via via sempre più elevati, rispettosamente contesta questo assunto, in quanto in contrasto non soltanto con il Diritto naturale che codifica l’istinto di sopravvivenza proprio di ogni animale (uomo compreso) e con la dignità dell’essere umano a prescindere dal raggiungimento di standard , ma con la stessa Carta Costituzionale, in particolare con l’articolo 2 della Costituzione in tema di diritti inviolabili dell’uomo.
“Il diritto alla vita, è riconosciuto universalmente come il «primo dei diritti inviolabili dell’uomo» in quanto presupposto per l’esercizio di tutti gli altri – dall’art. 2 Cost., nonché, in modo esplicito, dall’art. 2 CEDU. Dall’art. 2 Cost. – non diversamente che dall’art. 2 CEDU – discende il dovere dello Stato di tutelare la vita di ogni individuo: non quello – diametralmente opposto – di riconoscere all’individuo la possibilità di ottenere dallo Stato o da terzi un aiuto a morire
Giusto differenziare la pena tra chi istiga al suicidio e chi aiuta il suicida ad uccidersi, ma non può permettersi che il “diritto inviolabile alla vita” si trasformi per un intervento giurisprudenziale ideologico in “diritto di morire rapidamente” proprio per le fasce più fragili e meritevoli di protezione. Intervenga il Legislatore e si rispetti, altresì, il sentimento religioso della maggioranza del popolo italiano che crede che “La vita umana sia sacra perché fin dall’inizio comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore suo unico fine . Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno in nessuna circostanza può rivendicare a sé il diritto di distruggere un essere umano innocente”.
Il Presidente UGCI Terni
Avv. Diego Piergrossi".



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