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argomento:  Rete sociale 

Immigrazione e illegalità: una questione terminologica?
Rivista  n. 304
autore:   Rita Schiarea



E' di qualche giorno fa la dichiarazione di un importante politico fatta a Palermo sulla necessità di non utilizzare più il termine migrante nei confronti dei cittadini extracomunitari che si introducono illegalmente in Italia perché non inclusivo!

Difficilmente non vedere in queste dichiarazioni qualcosa che si è già visto e che Orwell descrisse magistralmente sia nel suo capolavoro "1984" che nello straordinario "La fattoria degli animali".

Si sta proponendo una sorta di Stato Etico 2.0?

Infatti, prima si è proibito ai giornalisti (censura? Neolingua scriverebbe Orwell), nel 2008, di utilizzare il termine "clandestino" nei confronti di chi illegalmente si introduceva in Italia (appunto, nella lingua italiana, un "clandestino") in favore del termine, più politicamente corretto, di "migrante irregolare" ("irregolare" che è stato, però, immediatamente eliminato perché non inclusivo ) ora, 11 anni dopo, anche questa definizione è ritenuta non corretta, e proprio da molti di coloro che l'avevano promossa..., anche il termine "migrante" deve essere censurato???

Ci sarebbe da sorridere, se non ci fosse da piangere (anticipo subito che l'intervista che contiene le dichiarazioni richiamate è certamente più articolata, ma dopo la Carta di Roma del 2008, divenuta parte del "Testo unico dei doveri del giornalista" ..., sottolineo dei "doveri", occorre essere molto attenti alle nuove proposte "terminologiche" ed alla neolingua "proposta" ai giornalisti).

Lo stato etico inizia sempre così...censurando a fin di bene i giornalisti!!!



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