Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico
e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare
nella materia del lavoro

Stampa articolo - Lavoro Post Mercato

Home page | Chi siamo | Statuto | Rivista - Lavoro e Post mercato

torna indietro

stampa questo articolo  stampa questo articolo


argomento:  Approfondimento 

Prime riflessioni sulle elezioni europee in Italia tra Antropologia e Politica.
Rivista  n. 303
autore:   Diego Piergrossi



Non risulta essere d'interesse per chi scrive su questa rivista esprimere un giudizio fazioso (positivo o negativo) su questo o quel partito politico, su questo o quel leader nell'approccio manicheo che tanta fortuna riscuote ai nostri giorni anche tra le testate più tecniche, si verrebbe meno agli obiettivi perseguiti dal nostro periodico.

Ciò che interessa rilevare sono invece due evidenze assolutamente inattese:

innanzitutto una disaffezione preoccupante e crescente di quasi metà dell'elettorato, in controtendenza con gli Stati più prossimi, nonostante la presenza di un movimento importante rappresentativo di cittadini comuni; di seguito, un'autentica sorpresa, l'improvviso interesse della politica così come intesa dai cittadini del fattore religioso, Cristiano in particolare provocato dall'incendio di Notre Dame e dai riferimenti religiosi di uno dei leader italiani al punto da divenire un autentico caso antropologico.

Il riferimento religioso che dagli anni 70 era diventato un elemento non rilevante ed anzi da nascondere per un pregiudizio modernista, condiviso anche dalla parte più progressista del ceto clericale, improvvisamente diventa elemento strategico. E quel che più ha sorpreso gli esperti di comunicazione, di successo.

Il bisogno di Sacro che tutti pensavano definitivamente cancellato dal cuore e dall'intelletto dell'Uomo ricompare con prepotenza, segno della falsità dell'assunto nichilista del "Dio è Morto!".

E così è avvenuto che mentre qualcuno inseguendo i dettami dei Comunicatori e degli Influencer più famosi abbandonava ogni riferimento al sacro e perseguiva il linguaggio e le ideologie della politica più faziosa, snaturando l'essenza stessa della propria istituzione; altri, raccogliendo ciò che gli altri avevano scartato, hanno dimostrato ciò che appariva antropologicamente improbabile: il riscatto del valore e dell'attualità di un linguaggio e di un desiderio di Sacro di cui non solo non ci si vergogna ad esternare , ma che diventa di nuovo elemento catalizzante e distintivo dopo quasi 50 anni di egemonia culturale laicista .

Abbiamo assistito, in particolare, al pubblico ludibrio del Popolo di Verona (e dei suoi valori) minacciato ed insultato con violenza non comune in ogni modo dai Migliori, da quelli che si presentavano rampanti, dotti e intelligenti, che, in una parola, ragionano con la testa non con la pancia; abbiamo assistito al silenziamento delle frange più fragili delle nostre periferie subito etichettate come fasciste da chi non esita due volte ad usare spranghe e violenza per chiudere la bocca a chi osa dissentire, abbiamo assistito pericolosamente muti alla chiusura di numerosissime pagine dei Social più famosi (a 15 giorni dalle votazioni europee ) su iniziativa di ong globaliste ai danni di followers in gran parte appartenenti ai partiti più popolari, abbiamo assistito al tentativo di rinviare a giudizio, mentre la nostra Giustizia è ultima in Europa per la lunghezza dei processi e non riesce a debellare le mafie nazionali ed internazionali (quest'ultime sempre più potenti), un vice presidente del Consiglio per un atto politico attuativo del programma elettorale ed addirittura accusato di sequestro di persona, abbiamo assistito alla santificazione di chi, da pubblico ufficiale, vantava la non applicazione di norme dello Stato in virtù di una soggettiva valutazione delle norme, abbiamo assistito ad un tentativo di condizionamento della campagna elettorale da parte di esponenti autorevoli di uno Stato straniero, addirittura con un blitz che ha minacciato la sicurezza degli abitanti di uno stabile in violazione dei provvedimenti espressi da organi della Repubblica italiana... Ebbene la risposta più chiara e meno prevedibile sia sul piano politico che antropologico è stata quella civile (senza blitz, minacce o "fatwa", ma con il voto democratico) di chi non vive nei salotti vellutati dei quartieri chic delle grandi città, non ha guardie del corpo, non ha due macchine (ma se è fortunato ha un vecchio ciclomotore) o la seconda casa, ma vive in piccoli spazi, sognando un alloggio popolare, nelle periferie e nelle città di confine e che si vede superato in Patria da chi molto spesso è entrato in Italia violando la legge, clandestinamente che ha voluto e saputo evidenziare la propria esistenza ed i propri valori in proporzioni e modalità che non credo sia siano state pienamente intese nemmeno da chi ne è risultato beneficiario.

Un'Italia non rappresentata ed in alcun modo ascoltata dai grandi Giornali, dalle TV, dagli Opinion Leaders...ed anzi dileggiata... perfino da chi dovrebbe difenderla. Un'Italia di cittadini veri che credono ancora che Dio, Patria e Famiglia siano dei valori su cui fondare la propria vita senza per questo essere marchiati come fascisti o peggio , un'Italia fatta di cittadini che con orgoglio esibiscono i loro segni distintivi (nel rispetto della carta costituzionale del 1948) e la propria fragilità umana e non si vergognano di parlare di Dio per paura di non apparire moderni e progressisti. Questa è la mia personale valutazione dei risultati delle ultime votazioni. Nulla di più, poiché la grave crisi non cambia, non cambia la mancanza di una classe dirigente del livello di quella dell'ultimo dopoguerra, come non cambiano i numeri del Parlamento italiano e sostanzialmente neanche di quello europeo, ma neanche nulla di meno.



stampa questo articolo