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argomento:  Etica e lavoro 

Il mestiere di giornalista tra articolo 21 della Costituzione e Polically Correct: il caso Chiara Giannini e la casa Editrice Altaforte.
Rivista  n. 302
autore:   Diego Piergrossi



La nostra rivista non ha mai esaminato tematiche con un approccio partitico, e non lo adotterà nemmeno nell'articolo in esame. Quel che preme all'autore è, invece, evidenziare il rischio che anche nei Paesi Occidentali i giornalisti cominciano ad "affrontare" con il venir meno del principio erroneamente attribuito a Voltaire del rispetto dell'altrui libertà anche se contraria ai propri convincimenti "non condivido le tue idee, anzi le avverso, ma lotterò fino alla morte perché tu abbia la possibilità di esprimerle"; e con il diffondersi dei reati di opinione.

Evito di rappresentare nei dettagli la cronaca dell'esclusione dello stand (già autorizzato e allestito)della casa editrice Altaforte al Salone del Libro di Torino, perché già ampiamente trattata da tutti media nazionali.

Evito anche di evidenziare come l'attenzione a tale casa editrice sia stata indotta più che dalle dichiarazioni di uno dei referenti della Casa Editrice dall'oggetto del libro più discusso in assoluto: l'intervista ad un vice Ministro dell'attuale Governo.

Mi limiterò, invece, a brevi flash sugli aspetti giuridici e comunicazionali che ineriscono a tale esclusione di un editore da una manifestazione editoriale.

Il caso Altaforte e l'apparente antifascismo di chi l'ha esclusa!!!

CUI PRODEST (a chi giova) ???

Non affronterò e non cadro' nella tentazione di affrontare il tema della legittimità o meno dell'esclusione della casa editrice Altaforte dal Salone del libro di Torino... l'articolo 21 della Costituzione parla chiaro e non necessita di commento alcuno...anche per i non giuristi. Ciò che ha sempre distinto un regime liberale da un regime totalitario è, infatti, la libertà di stampa, di opinione, di coscienza garantite a TUTTI i cittadini, se vengono meno queste libertà la differenza tra i regimi, semplicemente, non c'è!!!

Voglio, invece, evidenziare la strategia portata avanti fin qui da molti di coloro che, a parole, si definiscono "antifascisti", anche in questo caso non mi soffermeró sulle prassi "fasciste" di molti di questi... Troppo facile e troppo evidente. Voglio, invece, trattare di chi, dal ddl Fiano in poi, sta tentando in ogni modo di creare un "caso fascismo" in Italia sovradimensionando minoranze statisticamente fisiologiche, di pubblicizzare tali movimenti residuali, di pubblicizzare sigle pressoché sconosciute ( e quindi di promuovere le loro idee) rendendole "interlocutori credibili e rappresentativi". Sì, infatti, anche ad un profano delle tecniche di comunicazione non può sfuggire che da almeno tre anni a questa parte (in concomitanza con le prime difficoltà del Governo Renzi) si sia cominciato a dare grande risalto a tutto ciò che fosse ascrivibile a queste sigle che hanno realizzato lo 0.9 per cento alle ultime politiche, avete letto bene: 0.9 per cento!!! E che unite a tutte le altre sigle che in qualche modo si richiamano all'ideologia fascista non arrivano all'1.30 per cento dei voti validi!!! Avete letto bene: meno dell'1.3%!!! Eppure, proprio da parte di molti di coloro che si presentano contro l'ideologia fascista, si sta facendo di tutto per alimentarla... Non passa giorno che questa sigla sia presente nei giornali, nelle tv... (non stiamo parlando di fatti di cronaca giudiziaria, ma di eventi di rappresentanza politica) e gli sia data una indebita pubblicità!!! Quale mai ricevuta prima!!! Quale in rapporto al suo 0.9 per cento non hanno mai goduto nemmeno il PD, la Lega e il Movimento 5 stelle messi tutti insieme. Perché??? CUI PRODEST??? Questo sovradimensionamento di un fenomeno fisiologico in una democrazia matura??? 1.Certamente "giova" a queste sigle che si vedono riconosciute, sia pure come avversarie, un ruolo sempre più importante, e catalizzatore dell'attenzione delle frange più povere e più fragili degli italiani. Quelle frange che la sinistra con il Rolex ha abbandonato da almeno un ventennio. 2. Ma altrettanto giova, certamente, a molti partiti, alcuni anche molto importanti, costituiti da sedicenti antifascisti... perché, se il collante è non solo l'Antifascismo ma la "caccia al fascista" ... ma il Fascismo non c'è più e con esso i fascisti, viene meno un formidabile punto di "coesione" e, soprattutto, uno strumento per bollare come "fascista" chiunque osi manifestare un pensiero diverso e su cui trasferire un odio militante attentamente custodito per oltre 70 anni (nessuno ricorda, però, che il Fascismo, quello vero, sia stato definitivamente sconfitto nel 1943 e che la disposizione costituzionale che tanto si richiama, non a caso era stata denominata ed inserita dagli stessi Costituenti tra le disposizioni, appunto, "transitorie" e non nel corpo dei 139 articoli costituzionali "strictu sensu") e, dunque, la loro stessa ragion d'essere e di distinzione, rilevato l'abbandono dei principali valori della sinistra ( lavoro, lotta alla disoccupazione, difesa del proletariato, attenzione alle periferie...) da almeno 20 anni. Occorreva, dunque, soprattutto in un momento di opposizione e di crisi politica di certa sinistra, quale quella attuale, che riemergesse il 'vecchio nemico' così da recuperare i voti dispersi. Occorreva ed occorre, cioè, un movimento neofascista visibile e credibile ben superiore a quell' 1,25 % complessivo esistente !!! Occorre in una parola farlo crescere... solo così potrà essere credibile un "caso fascismo" in Italia!!! Inoltre una promozione "legittimatrice" di queste sigle può catalizzare a se' i voti dei più poveri togliendoli a quelli del vero avversario "la Lega", questa sì un pericolo per la capacità dimostrata di svestirsi della vecchia ideologia nordista e di ascoltare il grido di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. E, dunque, contribuire a ridistribuire i voti nelle prossime elezioni ed ad indebolire l'avversario. Attenzione, però, a soffiare troppo sul fuoco!!! Ritengo, infatti, che sia un grave errore politico lasciare queste "sigle" sole a raccogliere la disperazione reale di queste fasce di popolazione, e lo sia ancora di più il criminalizzarle, o, errore maggiore, se possibile, il bollare come "fascista" tutto ciò che cozza contro le proprie narrazioni ideologiche e che di "fascista" , a dire il vero, ha veramente ben poco!!! In altre parole, si potrà etichettare con tutto ciò che si vuole il fenomeno delle periferie cittadine italiane (xenofobia, populismo, razzismo, inciviltà...) , ma i problemi veri ed il malessere di milioni di cittadini rimarranno, comunque, gli stessi e continueranno, anzi, a crescere geometricamente rispetto all'indifferenza e all'opposizione manifestate dai signori della Sinistra con il Rolex, più attenti ai presunti diritti dei migranti che a quelli calpestati da troppo tempo delle frange più povere e fragili degli italiani.



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