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argomento:  Laboratorio sociale 

Scandalo CSM: non si spengano i riflettori prima della riforma della Giustizia.
Rivista  n. 307
autore:   La Redazione (D.P.)



L'estate 2019 sarà purtroppo ben descritta nei libri di storia della Repubblica italiana: lo scandalo scoperto di una vera e propria rete coordinata da un politico e da autorevoli esponenti di ANM e CSM sulle nomine dei Magistrati alle Funzioni più importanti e strategiche nell'Amministrazione della Giustizia hanno minato dalle fondamenta la fiducia che il popolo di uno Stato deve riporre nell'Organo Giudiziario.

Dubbio ancor più grave se si pensa che dopo la riforma costituzionale del 1993 votata sull'onda emotiva di Mani Pulite il sistema costituzionale ideato dai Padri Costituenti del 1948 è stao fortemente sbilanciato in favore del potere giudiziario.

Tornano quasi profetici allora i moniti che tanto fecero discutere quando venero proferiti dall'ex Presidente del Consiglio Craxi, dall'ex Ministro della Giustizia Martelli (colui che protesse il Giudice Falcone quando era in vita) e soprattutto dall'ex Presidente della Repubblica Cossiga.

Quest'ultimo più di 10 anni fa aveva denunciato il pericolo che un'associazione privata potesse condizionare e controllare il CSM, proprio l'organo costituzionale di autogoverno della Magistratura.

Il Presidente della Repubblica ha chiesto ed ottenuto un passo indietro di tutti gli indagati, ma la sordina e le sospensioni ed in un caso la sostituzione non risolve in alcun modo la grave criticità emersa.

Senza una totale riforma votata dal Parlamento del "pianeta giustizia" il problema lungi dall'essere risolto si ripresenterà nella sua drammaticità forse senza più alcuna possibilità di intervenire.

Ecco perché questa redazione auspica almeno: 1. una riforma costituzionale del CSM affinché alla stessa si acceda per estrazione a sorte tra autorevoli operatori con almeno 15 anni di anzianità e specchiata condotta. 2. una modifica dei requisiti di accesso in Magistratura da riservarsi agli avvocati con almeno 5 anni di iscrizione all'Albo (sulla falsariga di quanto avviene ad es. nel Regno Unito) . 3- la separazione delle carriere e del CSM dei magistrati inquirenti e di quelli giudicanti 4. incremento di giudici e di cancellieri 5. riduzione della discrezionalità ad oggi eccessivamente ampia e tale da porre in seria discussione il principio costituzionale di cui all'articolo 3




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