Articoli - Lavoro e Post Mercato

Home page | Chi siamo | Statuto | Rivista - Lavoro e Post Mercato                                   Area riservata   
Ricerca per argomenti


Ultima rivista



Archivio rivista
<< precedente successiva >>


Cerca un articolo inserendo una parola




  stampa questo articolo


argomento:  Rete sociale 

Il mestiere di cittadino: la nuova Ecotassa ex L. n.145/2008 (prima parte)
Rivista  n. 297
autore:   Diego Piergrossi



Pubblicata dall'Agenzia delle Entrate la Risoluzione n.32/E del 28 febbraio 2019 avente ad oggetto "Primi chiarimenti sugli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e non inquinanti, sulle detrazioni fiscali delle spese per le infrastrutture di ricarica e sull’imposta (c.d. ECOTASSA) di cui articolo 1, commi da 1031 a 1047 e da 1057 a 1064, della legge 30 dicembre 2018, n. 145".

Sono pervenute alla scrivente richieste di chiarimenti in merito alla corretta
interpretazione di taluni aspetti degli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e non inquinanti, delle detrazioni fiscali delle spese per le infrastrutture di ricarica e
dell’imposta (c.d. ECOTASSA) di cui articolo 1, commi da 1031 a 1047 e da 1057 a 1064, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019).

I commi da 1031 a 1047 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2019 introducono misure, da un lato, incentivanti l’acquisto di autovetture nuove a basse emissioni di biossido di carbonio (CO2) e, dall’altro, disincentivanti (sotto forma di
imposta) l’acquisto di autovetture nuove con emissioni di CO2 superiori ad una certa soglia.

In particolare, i commi da 1031 a 1042 disciplinano le misure incentivanti
sia a carattere fiscale che extra fiscale, mentre i commi da 1042 a 1045 recano le previsioni disincentivanti. I commi 1046 e 1047 dettano disposizioni comuni ad entrambe le discipline.

Infine, i commi da 1057 a 1064 prevedono incentivi per l’acquisto di
ciclomotori e motocicli non inquinanti a fronte della rottamazioni di quelli più inquinanti.

1. Le misure incentivanti l’acquisto di autoveicoli nuovi con basse emissioni
di CO2 (commi da 1031 a 1042)
La prima misura incentivante è destinata all’acquisto di veicoli nuovi a basse emissioni di CO2.

I commi da 1031 a 1042 prevedono il riconoscimento da parte del venditore
di tali veicoli di un contributo corrisposto all’acquirente, mediante compensazione con il prezzo di acquisto del veicolo nuovo (ossia, sotto forma di sconto sul prezzo di acquisto ai sensi del comma 1036).

Il comma 1037 prevede che, successivamente, le imprese costruttrici o importatrici del veicolo nuovo rimborsino al venditore l’importo del contributo e recuperino detto importo quale credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in
compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 senza
applicazione dei limiti stabiliti dall’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388
e dall’articolo l, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, presentando il modello F24 esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle entrate.

I commi 1031 e ss. non definiscono l’impresa costruttrice. Come già
evidenziato nella Risoluzione n. 15/E del 2010, tale nozione, tuttavia, si evince sia dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209 (emanato in attuazione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000, n. 2000/53/CE,
relativa ai veicoli fuori uso), sia dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (nuovo codice della strada). In particolare, il costruttore del veicolo è colui che detiene l’omologazione del veicolo (cfr. articolo 3 del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 209) e rilascia all’acquirente, per ciascun veicolo costruito conformemente
al tipo omologato, la dichiarazione di conformità, assumendosi la piena
responsabilità ad ogni effetto di legge (cfr. articolo 76 del decreto legislativo n. 285
del 1992).

Il contributo riconosciuto all’acquirente del veicolo spetta in caso di acquisto, anche in locazione finanziaria, e immatricolazione in Italia, dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, di un veicolo di categoria M1 nuovo di fabbrica,
caratterizzato da base emissioni inquinanti di CO2, inferiori a 70 g/km, con prezzo risultante dal listino prezzi ufficiale della casa automobilistica produttrice inferiore a
50.000 euro (IVA esclusa).

In proposito, è bene evidenziare che laddove il listino prezzi ufficiale della casa produttrice indichi prezzi in una valuta diversa dall’euro, al fine di determinare i presupposti per l’applicazione del contributo (ossia, il prezzo inferiore a 50.000
euro), in un’ottica di semplificazione dei rapporti tra privati, si potrà tener conto del cambio delle valute estere accertato, su conforme parere della Banca d’Italia, con
provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, in relazione al mese precedente a quello
di acquisto dell’autovettura.

Il contributo, che non è cumulabile con altri incentivi di carattere nazionale,
è compreso tra i 1.500 e i 6.000 euro ed è differenziato sulla base di due fasce di emissioni di CO2 e della circostanza per cui l'acquisto avvenga o meno alla contestuale consegna per la rottamazione di un veicolo della medesima categoria omologato alle classi Euro 1, Euro 2, Euro 3 o Euro 4.
E’ previsto, inoltre, l’adempimento di specifiche condizioni ai fini del
riconoscimento della spettanza del contributo in favore dell’acquirente.
Fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata
emessa la fattura di vendita, le imprese costruttrici o importatrici sono obbligate a conservare copia della fattura di vendita e dell’atto di acquisto, i quali devono essere
ad esse tempestivamente trasmessa dal venditore.

Ancorché non espressamente indicato, si deve ritenere che, al pari di quanto previsto dal comma 1062 in merito
agli incentivi per l’acquisto di motoveicoli, unitamente ai predetti documenti, in caso di consegna contestuale all’acquisto per la rottamazione di un veicolo della
medesima categoria, il venditore dovrà trasmettere alle imprese costruttrici o
importatrici (le quali li debbono conservare) anche la copia del libretto e della carta di circolazione e del foglio complementare o del certificato di proprietà del veicolo usato o, in caso di loro mancanza, la copia dell’estratto cronologico e l’originale del certificato di proprietà relativo alla cancellazione per demolizione.

Nel caso in cui il veicolo usato consegnato dall’acquirente non sia, nei
termini di cui al comma 1034, dal venditore avviato alla demolizione o non sia, sempre nei termini di cui al citato comma, richiesta dal venditore la cancellazione per demolizione, il comma 1034 prevede il “non riconoscimento del contributo”, nel
senso che, per quanto di competenza, l’impresa produttrice o importatrice del veicolo non potrà beneficiare del corrispondente credito d’imposta.

Rientra tra le misure incentivanti in esame, come sopra anticipato, anche
l’introduzione di una nuova detrazione fiscale, ai fini delle imposte sui redditi, per l'acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica per i veicoli alimentati a energia elettrica.

Tale beneficio è previsto dal comma 1039 dell’articolo 1 della
legge di bilancio 2019 mediante l’inserimento dell’articolo 16-ter nel decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90
(recante “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione
energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla
Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale”).

In base a tali nuove previsioni ai contribuenti è riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese documentate sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021, relative all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, ivi inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW.


(Fonte: Agenzia delle Entrate)




  stampa questo articolo                                        torna su







Periodico a diffusione nazionale: “Lavoro e Post Mercato”
Registrazione Tribunale di Roma 3 agosto 2006 n. 332
Direttore Responsabile: Dott. Davide Dionisi
Sede legale: Via Rocca Imperiale, 70 - 00040 Roma (Roma)
Editore - "Terzo Settore Onlus" ass. -
Iscrizione Registro degli Operatori della Comunicazione
(R.O.C.) al n° 15138/2007
Stampato telematicamente dall'Editore presso la propria sede legale
sita in Roma: via Rocca Imperiale, 70
Host-Provider: Aruba S.p.A. P.za Garibaldi,8 - 52010 Soci (AR)
Aut. Min. Com. n. 473
Avvisi legali



Elenco articoli
 Rete sociale
articoli n°: 314


Articoli succ. -->