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argomento:  Disagio lavorativo 

Lavorare con le stellette: quanto vale la vita di un militare?
Rivista  n. 305
autore:   Diego Piergrossi



Cosa interessa se un uomo in divisa, per 1.300 euro al mese, muore o rimane invalido nell'adempiere il dovere mentre la loro eroina deve forzare il posto di blocco e mettere in difficoltà il loro nemico politico, anche a costo di affondare un'imbarcazione della Guardia di Finanza?

Non certo erano lì a rischiare la vita sulla piccola unità (i loro rappresentanti erano sulla nave straniera che stava letteralmente schiacciando l'imbarcazione italiana !!!).

CHE TRISTEZZA!!!

Ed onore, invece, ai Finanzieri, lavoratori con le stellette, cioé militari, che ancora una volta hanno saputo gestire una situazione pericolosa con grande professionalità.

Qualcuno poi spiegherà in un momento in cui si esalta l'anarchia e la disobbedienza civile a tanti scienziati che sono pure Professori di Diritto (Questo segna il livello, si spera solo di politicizzazione, delle nostre Università ) che un Decreto Legge, da almeno il 1948 ad oggi, non è l'atto di un singolo Ministro come è stato scritto (potrà essere proposto da un Ministro), e nel contesto attuale nemmeno di un solo singolo partito, ma è un atto normativo del Governo della Repubblica Italiana, che ha sì valore provvisorio, ma che finché è in vigore ha valore di fonte primaria, ha cioè nell'ordinamento giuridico italiano "forza di Legge" ex art. 77 della Costituzione italiana.
Si studia al 1° anno di Giurisprudenza già in "Diritto pubblico generale" e si approfondisce al 2 °anno in "Diritto Costituzionale".

Conseguentemente, chi in Italia nel periodo di vigenza viola un Decreto Legge, nella fattispecie il Decreto Legge 14 giugno 2019, n. 53, rubricato "Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica" (e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n .138 del 14 giugno 2019), e noto come decreto Sicurezza Bis non viola un Atto Arbitrario per definizione del cittadino Salvini, ma un Atto avente forza di Legge della Repubblica Italiana.

Quindi la violazione di quanto stabilito dal Decreto Legge citato e dagli ordini della Guardia di Finanza (a tacere del tentativo violento di schiacciamento contro un'imbarcazione molto più piccola) non è uno "schiaffo" al Ministro X, o al Presidente Y ma uno "schiaffone" alla sovranità del Popolo Italiano di cui il Governo è espressione democratica...

Qualcuno dovrebbe ricordarlo anche ai Parlamentari che in virtù di quella stessa Costituzione, in questi giorni più volte violata, sono stati eletti eppure con entusiasmo partecipavano alla infrazione di un ordine legittimo dello Stato in un una nave olandese con equipaggio tedesco!!!

Ribadisco "Che tristezza"!!!

Ciò chiarito qualcuno potrebbe eccepire, allora, l'Istituto del "porto sicuro" di cui ai noti Trattati internazionali...che prevalgono ex Costituzione anche sulla legge italiana (ma non certo sugli articoli della Costituzione che permettono allo Stato stesso di sussistere) ma, a parte l'assoluta "relatività" dell'istituto del "porto sicuro"... si pensi che vi è tra i docenti di diritto, chiaramente "orientati" politicamente, chi ha avuto l'ardire di sostenere pubblicamente che nemmeno Malta, figuriamoci la Tunisia (che pure ha firmato le Convenzioni che tutelano i diritti dei rifugiati), sarebbe da considerarsi "porto sicuro" ( come se, semplificando, un'ambulanza italiana non fosse tenuta a portare il ferito raccolto al più vicino ospedale in grado di curare le ferite dell'assistito, ma lo dovesse portare obbligatoriamente in un ospedale considerato tra i 10 migliori ospedali d'Italia...)... Ma a parte questa complessissima discussione che nel caso di specie è già stata sostanzialmente risolta con il rigetto del ricorso da parte della CEDU, siamo proprio sicuri che si debba applicare tale tutela e non gli articoli 25 e 19 della Convenzione di Montego Bay???

Molti lo danno per scontato, ma la ratio dei trattati per come furono redatti e sottoscritti prevedeva per il diritto di passaggio la disciplina di fattispecie assolutamente diverse da quelle attuali!!!

Mi spiego meglio : fermo l'intervento per salvare vite in immediato pericolo siamo realmente sicuri che si possa definire "naufrago" in stato di necessità ai sensi della volontà degli Stati firmatari dei Trattati richiamati chi consapevolmente si imbarca su di un natante che oggettivamente non è nelle condizioni di raggiungere l'Italia, fidandosi non del natante chiaramente inidoneo, ma delle navi delle ong che più volte è stato dimostrato sono state precontattate da bordo o addirittura dagli scafisti?

E ancora...possa definirsi "soccorritore" sempre secondo quei trattati chi si fa sistematicamente notare anche attraverso costosissimi droni o barche d'appoggio nei pressi delle coste libiche (quando non addirittura nelle acque territoriali libiche) dagli scafisti... quando non ha precontattato gli stessi.... così da promuovere di fatto il traghettamento con mezzi inidonei o una sorta di migrazione per tratte ???

Possono considerarsi, cioè tali fattispecie come ipotesi della concretizzazione di uno stato di necessità inaspettato...e dunque da sussumere come tale sotto la vigenza degli articoli delle richiamate convenzioni? O, invece, come appare, deve ritenersi indotto o promosso dagli attori principali non necessariamente con preaccordi formali per eludere le norme poste a tutela della sovranità del paese cui si è deciso di andare??? Con la conseguente applicabilità degli articoli 19 e 25? E ancora perché, in ogni caso, non si supera Triton (siglato dal Governo Renzi) e si ripristina la norma del cd Stato di bandiera di cui alla Convenzione di Montego bay del 1982 per cui la nave è da considerarsi territorio dello Stato di cui batte bandiera con tutte le conseguenze in termini di primo Stato che soccorre il presunto naufrago??? Ribadisco subito, è bene precisarlo, che ciò non significa non soccorrere in mare chi è realmente in pericolo di vita, ma il non dover essere costretti ad essere complici dei mercanti dei nuovi schiavi e delle loro organizzazioni criminali. Purtroppo gli interessi, economici, ma soprattutto geopolitici, sono eccessivamente rilevanti per per permettere alla piccola Italia di emanciparsi dal giogo cui l'hanno sottomessa i Governi dei Presidenti Letta e Renzi.




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