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argomento:  Formazione 

La nuova antropologia del Terzo Millennio.
Rivista  n. 300
autore:   La Redazione (R.S.)



DIFESA DELLA VITA, DELLA FAMIGLIA, E DELLA LIBERTA' RELIGIOSA NON E' TEMPO DI DIVIDERSI TRA CATTOLICI! Riporto un estratto di un interessantissimo articolo del Dott. Paciolla sull'ultimo attacco alla Libertà religiosa ed ai valori cristiani avvenuto a Verona contro chi partecipava al Congresso WCF:
"... il problema, da oggi in poi, è che non si potrà più parlare di famiglia naturale semplicemente perché, secondo alcune forze, è un concetto che lede la dignità di altri “tipi di famiglia”. Quindi, la necessità di un bavaglio. Esattamente quello che è andato in scena a Verona.
Mi chiedo: ma questo mondo cattolico si rende conto che quello che ci aspetta, implicito nel percorso intrapreso dalle forze LGBT, sarà il tentativo di impedirci di testimoniare la nostra fede per non urtare la sensibilità di chi non ha fede?
Infatti, secondo alcune frange culturali, molto potenti e influenti dal punto di vista dei mezzi finanziari e mediatici, la libertà religiosa, cioè la libertà di esprimere il proprio credo religioso, è considerata intrinsecamente discriminatoria nei confronti di chi non ha fede poiché censura alcuni comportamenti o orientamenti sessuali. In questo senso, queste forze tendono a considerare la libertà religiosa non come un diritto pienamente riconosciuto ma come una eccezione che deve essere malamente tollerata. Una eccezione che, in quanto eccezione, diventerà sempre più limitata, fino a scomparire del tutto.
Questo mondo cattolico, purtroppo, attardandosi su concetti piuttosto fumosi, sta perdendo di vista la questione fondamentale che è in gioco, ovvero, la libertà religiosa tout court. Poiché la libertà religiosa è un diritto preminente e la pietra angolare della democrazia, in gioco, dunque, c’è l’essenza stessa della democrazia e non la semplice irritazione espressa da alcune forze nei confronti di un convegno di cui non condividono i contenuti. Pertanto, la cifra alla base del “chiasso” di Verona non è altro che il totalitarismo intrinseco alla nostra cultura sempre più post-liberale. Un totalitarismo abilmente camuffato di buoni sentimenti, falsamente non discriminatorio,
Alcuni esponenti della Chiesa non si sono resi conto che quello che a Verona è andato in scena è stato il primo, plateale, evidente, chiarissimo tentativo messo in atto da parte di alcune forze di mettere il bavaglio ad altri, per il semplice motivo che non si vuole che si parli, si agisca e persino si pensi secondo una particolare concezione antropologica, quella cristiana.
D’altra parte, è stato lo stesso card. Parolin, il 3 aprile scorso, a dire che il sostegno del principio del diritto naturale, della famiglia e delle questioni relative alla vita dei credenti religiosi è sotto attacco, perché la società laica non ritiene che il credo religioso sia parte essenziale della natura umana.
“Alcuni dei cosiddetti ‘nuovi diritti umani’ a volte tendono a entrare in conflitto con quelli universalmente riconosciuti come diritti umani fondamentali, tra cui la libertà religiosa e il diritto alla vita”, ha detto Parolin.
È in atto nella nostra società contemporanea un evidente (per chi abbia gli occhi aperti) esperimento di liberare l’uomo estirpando dal suo cuore il desiderio di Dio, il desiderio di un Padre buono. Infatti, la radice ultima della ideologia del gender non è altro che questo. Lo aveva ben capito Dostoevskij quando scrisse nel suo quaderno nel 1863-1864: “I socialisti vogliono rigenerare gli esseri umani, per liberarli, presentandoli senza Dio e senza la famiglia”.
Eppure, alcune personalità della Chiesa non si rendono conto che passo dopo passo, tentativo dopo tentativo, il bavaglio messo sulla bocca dei cristiani, e quindi della Chiesa, si fa sempre più stretto. Esse non si rendono conto della sofferenza patita da tanti cristiani che hanno visto distrutta la loroattività economica a causa della loro concezione cristiana della famiglia. Non si rendono conto che medici perdono il loro lavoro o vengono arrestati perché si sono rifiutati di eseguire aborti. Non si rendono conto che laureatinon riescono a trovare lavoro negli ospedali o nelle scuole pubbliche perché provenienti da Università che professano chiaramente una concezione della famiglia secondo l’insegnamento di sempre della Chiesa. Non si rendono conto che professori perdono il posto per la loro concezione cristiana della famiglia e della sessualità. Non si rendono conto che legislazioni, vedi l’Irlanda, potrebbero imporre agli ospedali Cattolici l’obbligo di offrire il servizio degli aborti se volessero mantenere i fondi pubblici. Non si rendono conto che Università come la Yale Law School non fornirà più sostegno finanziario a studenti e laureati che lavorano presso organizzazioni che operano in base ad un “orientamento sessuale e identità ed espressione di genere”. Non si rendono conto del grave atto messo in atto in questi giorni dal Comune di Milano, dove è stata imposta per legge l’esclusione dalla partecipazione ad un bando per l’assegnazione di un negozio di proprietà del Comune, per qualsiasi associazione contraria all’aborto, alle Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento) e alle unioni civili.
Questi sono tutti esempi che dimostrano che sarà sempre più difficile, finanche impossibile, esprimere liberamente il proprio pensiero cristianamente definito perché, proprio come è avvenuto a Verona, si sarà accusati di essere propagatori di odio, di omofobia, di transfobia, di intolleranza, di razzismo, ecc. Questo significa che per noi cristiani non ci sarà posto nella società odierna, e che per questo motivo saremo oggetto di discriminazione, a meno che la nostra fede diventi spiritualistica e privata, cioè insignificante.
Guardate quello che è avvenuto. Si è passati in pochissimo tempo da una tolleranza verso manifestazioni che esprimevano contenuti anche in maniera blasfema (Gay Pride), alla completa intolleranza verso coloro che vogliono parlare della santità della vita, del matrimonio cristiano e della famiglia naturale. È difficile capirlo? (Sabino Paciolla)"




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La nuova antropologia del Terzo Millennio.
rivista n° 300
(La Redazione (R.S.))

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