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argomento:  Formazione 

Giornalisti: nuove regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali. (Prima parte).
Rivista  n. 294
autore:   Rita Schiarea



Importanti novità per chi esercita l'attività giornalistica, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.3 del 4 gennaio 2019 la Delibera del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 29 novembre 2018 contenente le "Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivita' giornalistica pubblicate, ai sensi dell'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101. (Delibera n. 491)".

La Delibera in esame contiene in allegato le seguenti regole declinate in 13 articoli:

A.1. Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dellŽattivita' giornalistica

Art. 1. Principi generali

1. Le presenti norme sono volte a contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini allŽinformazione e con la liberta' di stampa.
2. In forza dellŽart. 21 della Costituzione, la professione
giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto
condizione essenziale per lŽesercizio del diritto dovere di cronaca,
la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di
notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi,
istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero,
attuate nellŽambito dellŽattivita' giornalistica e per gli scopi
propri di tale attivita', si differenziano nettamente per la loro
natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad
opera di banche dati o altri soggetti. Su questi principi trovano
fondamento le necessarie deroghe previste dal considerando 153 e
dall'art. 85 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 27 aprile 2016 (di seguito «regolamento») e
dal decreto legislativo 30 giugno, 2003, n. 196 (Codice in materia di
protezione dei dati personali, di seguito «Codice»), cosi' come
modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101.

Art. 2. Banche dati di uso redazionale e tutela degli archivi personali dei giornalisti

1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni
di cui all'art. 4, n. 2, del regolamento rende note la propria
identita', la propria professione e le finalita' della raccolta salvo
che cio' comporti rischi per la sua incolumita' o renda altrimenti
impossibile l'esercizio della funzione informativa; evita artifici e
pressioni indebite. Fatta palese tale attivita', il giornalista non
e' tenuto a fornire gli altri elementi dellŽinformativa di cui agli
articoli 13 e 14 del regolamento.
2. Se i dati personali sono raccolti presso banche dati di uso
redazionale, le imprese editoriali sono tenute a rendere noti al
pubblico, mediante annunci, almeno due volte lŽanno, l'esistenza
dellŽarchivio e il luogo dove e' possibile esercitare i diritti
previsti dal regolamento. Le imprese editoriali indicano altresi' fra
i dati della gerenza il responsabile del trattamento al quale le
persone interessate possono rivolgersi per esercitare i diritti
previsti dal regolamento.
3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali
allŽesercizio della professione e per lŽesclusivo perseguimento delle
relative finalita', sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle
notizie, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 69/1963 e dell'art. 14,
par. 5, lett. d), del regolamento, nonche' dell'art. 138 del Codice.
4. Il giornalista puo' conservare i dati raccolti per tutto il
tempo necessario al perseguimento delle finalita' proprie della sua
professione.

Art. 3. Tutela del domicilio

1. La tutela del domicilio e degli altri luoghi di privata dimora
si estende ai luoghi di cura, detenzione o riabilitazione, nel
rispetto delle norme di legge e dellŽuso corretto di tecniche
invasive.

Art. 4. Rettifica

1. Il giornalista corregge senza ritardo errori e inesattezze,
anche in conformita' al dovere di rettifica nei casi e nei modi
stabiliti dalla legge.

Art. 5. Diritto allŽinformazione e dati personali

1. Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine
razziale ed etnica, convinzioni religiose, filosofiche o di altro
genere, opinioni politiche, adesioni a partiti, sindacati,
associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico,
politico o sindacale, nonche' dati genetici, biometrici intesi a
identificare in modo univoco una persona fisica e dati atti a
rivelare le condizioni di salute e la sfera sessuale, il giornalista
garantisce il diritto allŽinformazione su fatti di interesse
pubblico, nel rispetto dellŽessenzialita' dellŽinformazione, evitando
riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti.
2. In relazione a dati riguardanti circostanze o fatti resi noti
direttamente dagli interessati o attraverso loro comportamenti in
pubblico, e' fatto salvo il diritto di addurre successivamente motivi
legittimi meritevoli di tutela.


Art. 6. Essenzialita' dellŽinformazione

1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o
sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando
lŽinformazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione
dellŽoriginalita' del fatto o della relativa descrizione dei modi
particolari in cui e' avvenuto, nonche' della qualificazione dei
protagonisti.
2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni
pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno
alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica.
3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla liberta'
di informazione nonche' alla liberta' di parola e di pensiero
costituzionalmente garantita a tutti.

SEGUE nel prossimo numero.




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