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argomento:  Laboratorio sociale 

Il mestiere di genitore: educare significa anche dire dei "no". Riflessioni antropologiche dopo la tragedia di Corinaldo.
Rivista  n. 292
autore:   La Redazione (D.P.)



Non si voleva intervenire con un altro articolo sulla tragedia (troppi hanno scritto sull'argomento) e non lo si farà "direttamente" sui fatti specifici di Corinaldo perché si ritiene che, a prescindere dal cantante (nemmeno presente) e dai suoi testi (da tempo noti), la tragedia sia avvenuta per la triste consueta, e purtroppo nota, indifferenza al rispetto della Legge , tutta italiana, che sia, poi, dovuta a corruzione, a leggerezza incosciente o a favoritismi non importa: 1. Numero di presenti circa 1000 (non solo pari ai biglietti effettivamente venduti, ma anche ai tanti comunque presenti per avere prenotato un tavolo, o aver pagato direttamente alla cassa come scritto dai giornali in riferimento a testimoni) rispetto alla capienza effettiva della sala e alla normativa vigente in tema di sicurezza. 2. Somministrazione di alcol a volontà nonostante che l'età dei presenti fosse molto bassa (come raccontato dal marito della giovane donna morta)e le disposizioni vigenti lo vietino. 3. Cattivo funzionamento (forse per un guasto o forse per una errata valutazione da parte della sicurezza) di una o più delle porte delle vie di fuga (casualità o inadempienza?) 4. L'introduzione di bombolette antistupro probabilmente del tipo vietato utilizzate illegittimamente, o addirittura per rapinare...ecc.. Vorrei, invece, trattare di un altro problema assolutamente diverso, antropologico in senso lato, e di pari gravità che questa tragedia fa emergere: l'emergenza educativa dei nostri giorni e che attiene una fascia di età , fino a pochi anni fa inimmaginabile...la fascia 10-14 anni.

I fatti di questi giorni evidenziano un ruolo sociale dei bambini da 10 a 14 anni (un ruolo superficialmente ed inconsapevolmente concesso e che ora quei giovani rivendicano) che dovrebbe fare riflettere antropologi , educatori, sociologi, politici..: i minori muovono oggi non solo più i mercati dei giocattoli o dei fumetti, ma muovono i mercati degli adulti dall'alta tecnologia, agli interventi politici, sociali, di opinione...allo stesso grado anzi con una spregiudicatezza ed anche una violenza ed una rabbia che non trova confronti... È giusto? Non credo! Come è potuto accadere? Facile a spiegarlo La famiglia o se non piace il termine i genitori per poter mantenere un livello di vita ritenuto socialmente adeguato non possono permettersi di stare con i figli ...una volta il pericolo era la strada, ora è l'alta tecnologia...la nuova babysitter non è più la TV ma lo smartphone sarò chiaro per evitare malintesi ritengo la rivoluzione digitale la più grande occasione di libertà per il genere umano e lo smartphone uno degli strumenti più importanti mai inventati dall'uomo, paragonabile forse all'invenzione della ruota o al controllo del fuoco. Ma è proprio questo il punto, premesso che questi strumenti sono così rivoluzionari e potenti dareste una Ferrari ad un bambino di 12 anni senza patente e sopratutto permettereste che possa sfrecciare per la città con milioni di persone per le strade? Credo che presi dall'euforia dei successi della tecnica e da ciò che l'uomo sia riuscito a costruire abbiamo dimenticato quali siano i nostri limiti umani.L'uomo è al vertice degli esseri animati, ma è sempre un mammifero dotato di un corpo specifico. Studi antropologici recenti fondati su elettroencefalogramma e risonanza magnetica nucleare hanno dimostrato che la corteccia cerebrale umana non è sviluppata completamente prima di una età minima (17 18 anni) dare la disponibilità piena di strumenti così potenti a minori non è prova di lungimiranza, ma di incoscienza...come appunto affidare un'auto di grossa cilindrata a chi non ha nemmeno la patente. Incoscienza che diventa follia educativa (a qualunque scuola educativa si appartenga) ove tale opzione si realizzi in un contesto in cui la famiglia viene ritenuta un ostacolo alla crescita emancipata dell'individuo, in un contesto educativo in cui si conoscono i propri diritti ma vengono sottostimati i propri doveri, in cui l'elemento individuale diventa diritto a tutto, a qualunque costo e dove l'altro ha senso solo come elemento utile per la propria soddisfazione. Eppure al di là delle euforie e delle illusioni relativiste tecniciste il mammifero uomo è un animale con dei precisi limiti, ci piaccia o non ci piaccia riconoscerlo, ...se non impareremo a riscoprirli ed accettarli diventeremo vittime delle nostre stesse illusioni.




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