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argomento:  Laboratorio sociale 

La disciplina della cd “Riserva Selezionata” dopo il D.Lgs. 15 marzo 2010, n.66: lineamenti di una normativa incompiuta a otto anni dalla sua entrata in vigore.
Rivista  n. 292
autore:   Diego Piergrossi



Prima di esaminare l’argomento oggetto del presente articolo occorre fare chiarezza e tentare di condividere un “vocabolario” comune, senza tale tentativo si continuerebbe a comunicare informazioni approssimative in un contesto in cui anche gli addetti ai lavori molte volte fanno fatica ad orientarsi.

1.Riserva Selezionata è il nome del bacino in cui vengono inseriti gli Ufficiali di complemento appartenenti alle Forze di Completamento, non gli Ufficiali medesimi!

2.Gli Ufficiali, infatti, sono distinti nel COM come Ufficiali in Servizio Permanente (artt.646-671) e Ufficiali Ausiliari (artt.672-678) .

3.Tra gli Ufficiali Ausiliari vengono compiutamente disciplinati gli Ufficiali di Complemento (artt. 674-675).

4.Tra gli Ufficiali di Complemento si distinguono a) gli Ufficiali reclutati attraverso il conferimento diretto del grado di ufficiale di complemento (art.674): gli Ufficiali della cd “riserva selezionata” e b) gli Ufficiali reclutati in servizio di prima nomina (art.675) in adempimento degli obblighi di leva (gli Ufficiali dei vecchi corsi AUC) . Al momento il reclutamento di quest’ultima categoria di Ufficiali di Complemento è sospesa e verrà riattivato solo in caso di ripristino del servizio militare obbligatorio.

5.La sigla R.S. posta dopo il grado non indica Riserva Selezionata, ma l’appartenenza al Ruolo Speciale, distinto dal Ruolo Normale indicato con la sigla RN. La sigla Ris. Sel. non ha alcun rilievo o accezione giuridica.

6.Ai sensi dell’articolo 874 del D.Lgs. n.66/2010 smi (che da adesso indicheremo con COM: Codice dell’Ordinamento Militare) in base allo stato giuridico i militari si distinguono in: a) militari in servizio permanente, b) militari in servizio temporaneo, c) militari in congedo (Non esistono altre categorie).

7.Ai sensi dell’articolo 878 COM gli Ufficiali di complemento in “ferma” e “rafferma” appartengono alle categorie di personale in servizio temporaneo. I militari in servizio temporaneo non sono forniti di rapporto di impiego e prestano servizio attivo in relazione alla durata della rispettiva ferma. (E’ questo uno dei motivi su cui l’INPS fonda l’esclusione del trattamento di disoccupazione (oggi NASPI) degli Ufficiali di Complemento, terminata la ferma.

8.Più precisamente ai sensi dell’articolo 879 COM il militare (nella fattispecie l’Ufficiale) in congedo può trovarsi nelle seguenti posizioni di “stato”: a) temporaneamente richiamato o trattenuto in servizio (cioè “in servizio temporaneo”) , b) sospeso dalle funzioni del grado (cioè propriamente “in congedo”).

9.Ai sensi dell’articolo 887 COM “Riserva” è la categoria composta dai militari che cessano dal servizio permanente o che vi transitano dalla categoria dell’Ausiliaria. I militari della Riserva possono essere richiamati SOLTANTO in tempo di guerra o di grave crisi internazionale (non vi è alcuna attinenza, dunque, con gli Ufficiali oggetto del presente articolo).

10.Ai sensi dell’articolo 890 COM gli Ufficiali di complemento o gli Ufficiali in servizio permanente che hanno cessato di appartenere alle rispettive categorie transitano nella “Riserva di complemento” I militari della Riserva di complemento possono essere richiamati SOLTANTO in tempo di guerra o di grave crisi internazionale (in altri termini per quel che quivi interessa vi transitano gli Ufficiali de quibus al raggiungimento di un’età prefissata ad es. per il grado di Capitano dell’Esercito nel Corpo di Commissariato attualmente il limite è fissatosemplificando -vedi al riguardo la nota 1- nel raggiungimento del 52° anno).

11.Ai sensi dell’articolo 1010 COM l’Ufficiale che ha raggiunto i 65 anni (se Ufficiale superiore) o i 62 anni (se Ufficiale inferiore) cessa di appartenere alla Riserva di complemento sopra descritta e transita nel “congedo assoluto”.

12.L’istituto della Ferma è distinto da quello del Richiamo (ma su questa distinzione ci soffermeremo più avanti).

Conseguentemente:

A) gli Ufficiali inseriti nel bacino denominato “Riserva Selezionata” sono, ai sensi della Legge vigente, Ufficiali di complemento, tale rilievo getterà nello sconforto tanti commilitoni (non tutti per la verità) dei vecchi corsi AUC, e certamente anche qualche autore di Wikipedia, ma la Legge, più precisamente il D.Lgs. n.66/2010, lo dispone chiaramente e non ammette “ignoranza” (“ignorantia legis non excusat”), anzi, nell’Ordinamento giuridico vigente, sono l’unica categoria di Ufficiali di complemento attualmente reclutabile, essendo la Leva obbligatoria attualmente sospesa dal 2005.

B) La sigla distintiva di tali Ufficiali dopo il grado sarà pertanto “cpl” come abbreviazione di “complemento”, e non RS o Ris. Sel. come “immaginato creativamente ”, ma erroneamente, da alcuni, e ciò per le motivazioni sopra declinate). Tali Ufficiali sono inseriti nelle Forze di Completamento delle varie Forze Armate.

C) Non esistono Ufficiali Riservisti in Italia, nel senso inteso in altri Stati, intendendosi in Italia per “Riserva” e “Riserva di complemento”, come abbiamo visto, istituti assolutamente diversi, ma Ufficiali di Complemento inseriti nelle Forze di Completamento. Un bacino di queste Forze di Completamento (o se si preferisce il “progetto” attraverso cui si è costituito questo bacino) è denominato “Riserva Selezionata”.
Definito il contesto normativo, premesso un “vocabolario condiviso” e chiarito termini ed istituti su cui si riscontra continuamente una “conoscenza(?)” che eufemisticamente valuteremo come approssimativa, evidenziamo i limiti reali della normativa vigente e disciplinante questa importante e strategica categoria di Ufficiali.

Il D.Lgs. n.66/2010 (il COM) nelle intenzioni del Legislatore doveva racchiudere tutte le disposizioni inerenti l’Ordinamento Militare, tanto da chiamarlo “Codice” dell’Ordinamento Militare, così come il DPR n.90 del 2010 avrebbe dovuto contenere il “Testo Unico” delle disposizioni Regolamentari in materia di Ordinamento Militare, ma così non solo non è avvenuto nel 2010 , ma nemmeno negli anni successivi, almeno ad oggi ad OTTO anni di distanza.

Un esempio per tutti?

L’articolo 987 COM, l’articolo cardine su cui si fondano tutti i richiami degli Ufficiali delle Forze di Completamento, oltre a non definire le differenze tra i molto diversi istituti della “Ferma” e del “Richiamo” (a dire il vero i due termini nell’articolato del COM vengono spesso usati come sinonimi!!!) distinzione rilevantissima ai fini degli effetti dei limiti temporali posti all’istituto della “Ferma”, rinvia tale distinzione e le modalità in cui la stessa si attualizzerà ad una Decretazione Ministeriale ad oggi, 4 dicembre 2018, mai intervenuta (dal 2010!!!).

La spiegazione di tale ritardo consisterebbe nella circostanza, reale, l’autore non l’ha mai contestato, che è vero che con il D.Lgs. n.66/2010 (si osservi bene del 2010!!!) si è voluto accorpare in un unico “Codice” la normativa prima dispersa in innumerevoli leggi (prevalentemente abrogate con l’entrata in vigore del COM) ed è vero che si dispone l’attuazione dell’articolo in esame con apposita decretazione ministeriale, ma molte di queste norme del COM non sono “nuove”, ma sono la mera ripetizione letterale di articoli di leggi (rectius: Decreti Legislativi) oggi abrogate. In particolare l’articolo 987 è esattamente la riproduzione letterale dell’articolo 25 del D.Lgs. n.215 del 2001, articolo che era effettivamente attuato dal DM Difesa 15 novembre 2004!!!

Quindi , in virtù dell’articolo 2186 del COM , la normativa regolamentare attuativa (nel 2004) di norme primarie (del 2001), dichiarate abrogate con il COM (nel 2010), continuano ad essere vigenti (anche nel 2018) ed attuative dal 2004 di norme vigenti in virtù di un atto avente forza di legge del 2010!!! Pur essendo previsto nella fonte primaria del 2010 (il COM per intenderci) che sarebbero state disciplinate con apposita decretazione ministeriale ovviamente successiva (al 2010)!!!

Questa situazione, appena esemplificata e sintetizzata per i lettori non addetti ai lavori chiarisce l’attuale problematicità (e incertezza sul piano degli esiti) di eventuali contenziosi su tali argomenti, tenuto conto che ad esclusione degli Ufficiali provenienti dalla “Libera Professione”, per tutti gli Ufficiali “Dipendenti” nella vita civile da datori di lavoro del comparto privato, ma anche pubblico , la “problematica” descritta, per tutte le implicazioni connesse anche ad un eventuale licenziamento connesso alla non riconosciuta “copertura” dell’articolo 987, e quindi dell’articolo 990, non risulta di scarso rilievo, anche per le sorti del progetto “Riserva Selezionata” che pure ha ottenuto ottimi risultati.

Allarme eccessivo?

Questi sono solo i fatti!

Il Gabinetto del Ministro della Difesa, dall’autore interpellato, da ultimo in data 21 settembre 2018, continua, senza soluzione di continuità tra Governi, a sottovalutare lecriticità sollevate (l’articolo 987 è uno degli articoli critici) ed a richiamare, come anticipato l’articolo 2186 COM , che era, ed è, norma di chiusura inserita per sopperire a situazioni transitorie che dopo OTTO (!!!) anni si sarebbero dovute ritenersi concluse per far finalmente posto alle disposizioni attuative dell’articolo 987, senza che si faccia riferimento alcuno a prossimi interventi di decretazione ministeriale, circostanza quest’ultima che rende il quadro assolutamente distonico, oltre che giuridicamente incerto.

Distonia che amplifica le già evidenti criticità di normative regolamentari, già originariamente non puntuali, e che dovrebbero essere armonizzate con il quadro normativo del 2010, soprattutto alla luce del rilievo non secondario ai fini dell’amministrazione della Giustizia che i Giudici aventi giurisdizione in materia non siano i Giudici TAR, specializzati in Diritto amministrativo e militare, ma Giudici Ordinari della sezione Lavoro, ovviamente specializzati nelle materie giuslavorative privatistiche e che, dunque, risulta obbligo imprescindibile e improcrastinabile quello di emanare norme chiare in materia prima che si consolidino orientamenti ed interpretazioni illegittime.

Nota 1: Il limite di 52 anni è un limite semplificato poiché il personale in congedo transiterebbe (ad es. per l’Esercito) ex art. 1000 COM per gli Ufficiali Subalterni al compimento del 45° anno, per i Capitani al compimento del 47° anno (48 per i Corpi Logistici), per gli Ufficiali Superiori al compimento del 52° anno (54 per i Corpi Logistici). Tuttavia il D.Lgs. n.8/2014 ha introdotto con l’art.988 bis una deroga “atipica” (perché in realtà con questa disposizione viene modificata la ratio stessa della “riserva di complemento”) che dispone per gli stessi Ufficiali transitati nella Riserva di Complemento la possibilità di essere richiamati fino al compimento del 52° anno se Ufficiali Inferiori o del 56° anno se Ufficiali Superiori. Tale “deroga” all’art.1000 COM ha, dunque, introdotto un’ulteriore categoria tra il Complemento e la Riserva di Complemento, categoria non prevista e potenzialmente discriminatoria per il personale ivi transitato oltre che di dubbia legittimità.




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