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mercoledi, 19 febbraio 2020


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 318 - del 16-01-2020

Sommario




  • Argomento: Laboratorio sociale


    «Misure di straordinaria necessita' ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti». Prima parte.

    Importanti novità per i lavoratori del comparto Scuola è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.11 del 15 gennaio 2020 il testo del Decreto-Legge 29 ottobre 2019, n. 126, coordinato con la legge di conversione 20 dicembre 2019, n. 159, recante: «Misure di straordinaria necessita' ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti»

    Il Decreto Legge così come sopra coordinato è strutturato nei seguenti 10 articoli:

    Art. 1

    Disposizioni urgenti in materia di reclutamento e abilitazione del
    personale docente nella scuola secondaria

    1. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
    e' autorizzato a bandire, contestualmente al concorso ordinario per
    titoli ed esami di cui all'articolo 17, comma 2, lettera d), del
    decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, entro il 2019, una
    procedura straordinaria per titoli ed esami per docenti della scuola
    secondaria di primo e di secondo grado, finalizzata all'immissione in
    ruolo nei limiti di cui ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo. La
    procedura e' altresi' finalizzata all'abilitazione all'insegnamento
    nella scuola secondaria, alle condizioni previste dal presente
    articolo.
    2. La procedura straordinaria di cui al comma 1, bandita a livello
    nazionale con uno o piu' provvedimenti, e' organizzata su base
    regionale ed e' finalizzata alla definizione, per la scuola
    secondaria, di una graduatoria di vincitori, distinta per regione e
    classe di concorso nonche' per l'insegnamento di sostegno, per
    complessivi ventiquattromila posti. La procedura consente, inoltre,
    di definire un elenco dei soggetti che possono conseguire
    l'abilitazione all'insegnamento alle condizioni di cui al comma 9,
    lettera g).
    3. La procedura di cui al comma 1 e' bandita per le regioni, classi
    di concorso e tipologie di posto per le quali si prevede che vi
    siano, negli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, posti
    vacanti e disponibili ai sensi del comma 4. Ove occorra per
    rispettare il limite annuale di cui al comma 4, le immissioni in
    ruolo dei vincitori possono essere disposte anche successivamente
    all'anno scolastico 2022/2023, sino all'esaurimento della graduatoria
    dei ventiquattromila vincitori.
    4. Annualmente, completata l'immissione in ruolo, per la scuola
    secondaria, degli aspiranti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento
    e nelle graduatorie di merito dei concorsi docenti banditi negli anni
    2016 e 2018, per le rispettive quote, e disposta la confluenza
    dell'eventuale quota residua delle graduatorie ad esaurimento nella
    quota destinata ai concorsi, all'immissione in ruolo della procedura
    straordinaria e del concorso ordinario di cui al comma 1 e' destinato
    rispettivamente il 50 per cento dei posti cosi' residuati, fino a
    concorrenza di 24.000 posti per la procedura straordinaria.
    L'eventuale posto dispari e' destinato alla procedura concorsuale
    ordinaria.
    5. La partecipazione alla procedura e' riservata ai soggetti, anche
    di ruolo, che, congiuntamente:
    a) tra l'anno scolastico 2008/2009 e l'anno scolastico 2019/2020,
    hanno svolto, su posto comune o di sostegno, almeno tre annualita' di
    servizio, anche non consecutive, valutabili come tali ai sensi
    dell'articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124. Il
    servizio svolto su posto di sostegno in assenza di specializzazione
    e' considerato valido ai fini della partecipazione alla procedura
    straordinaria per la classe di concorso, fermo restando quanto
    previsto alla lettera b). I soggetti che raggiungono le tre
    annualita' di servizio prescritte unicamente in virtu' del servizio
    svolto nell'anno scolastico 2019/2020 partecipano con riserva alla
    procedura straordinaria di cui al comma 1. La riserva e' sciolta
    negativamente qualora il servizio relativo all'anno scolastico
    2019/2020 non soddisfi le condizioni di cui al predetto articolo 11,
    comma 14, entro il 30 giugno 2020;
    b) hanno svolto almeno un anno di servizio, tra quelli di cui
    alla lettera a), nella specifica classe di concorso o nella tipologia
    di posto per la quale si concorre;
    c) posseggono, per la classe di concorso richiesta, il titolo di
    studio di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017,
    n. 59, fermo restando quanto previsto all'articolo 22, comma 2, del
    predetto decreto. Per la partecipazione ai posti di sostegno e'
    richiesto l'ulteriore requisito del possesso della relativa
    specializzazione.
    6. Al fine di contrastare il fenomeno del ricorso ai contratti a
    tempo determinato nelle istituzioni scolastiche statali e per
    favorire l'immissione in ruolo dei relativi precari, il servizio di
    cui al comma 5, lettera a), e' preso in considerazione unicamente se
    prestato nelle scuole secondarie statali ovvero se prestato nelle
    forme di cui al comma 3 dell'articolo 1 del decreto-legge 25
    settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
    novembre 2009, n. 167, nonche' di cui al comma 4-bis dell'articolo 5
    del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128. Il predetto
    servizio e' considerato se prestato come insegnante di sostegno
    oppure in una classe di concorso compresa tra quelle di cui
    all'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 14
    febbraio 2016, n. 19, e successive modificazioni, incluse le classi
    di concorso ad esse corrispondenti ai sensi del medesimo articolo 2.
    7. E' altresi' ammesso a partecipare alla procedura, unicamente ai
    fini dell'abilitazione all'insegnamento, chi e' in possesso del
    requisito di cui al comma 5, lettera a), tramite servizio prestato,
    anche cumulativamente, presso le istituzioni statali e paritarie
    nonche' nell'ambito dei percorsi di cui all'articolo 1, comma 3, del
    decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, relativi al sistema di
    istruzione e formazione professionale, purche', nel caso dei predetti
    percorsi, il relativo servizio sia stato svolto per la tipologia di
    posto o per gli insegnamenti riconducibili alle classi di concorso di
    cui al comma 6, secondo periodo, del presente articolo. Restano fermi
    gli ulteriori requisiti di cui al comma 5. Possono altresi'
    partecipare alla procedura ai fini abilitanti, in deroga al requisito
    di cui al comma 5, lettera b), i docenti di ruolo delle scuole
    statali che posseggono i requisiti di cui al comma 5, lettere a) e
    c), con almeno tre anni di servizio.
    8. Ciascun soggetto puo' partecipare alla procedura di cui al comma
    1 in un'unica regione sia per il sostegno sia per una classe di
    concorso. E' consentita la partecipazione sia alla procedura
    straordinaria di cui al comma 1 sia al concorso ordinario, anche per
    la medesima classe di concorso e tipologia di posto.
    9. La procedura di cui al comma 1 prevede:
    a) lo svolgimento di una prova scritta, da svolgersi con sistema
    informatizzato, composta da quesiti a risposta multipla su argomenti
    afferenti alle classi di concorso e sulle metodologie didattiche, a
    cui possono partecipare coloro che sono in possesso dei requisiti di
    cui ai commi 5 e 6;
    b) la formazione di una graduatoria di vincitori, sulla base del
    punteggio riportato nella prova di cui alla lettera a) e della
    valutazione dei titoli di cui al comma 11, lettera c), nel limite dei
    posti di cui al comma 2;
    c) l'immissione in ruolo dei soggetti di cui alla lettera b), nel
    limite dei posti annualmente autorizzati ai sensi del comma 4,
    conseguentemente ammessi al periodo di formazione iniziale e prova;
    d) lo svolgimento di una prova scritta, da svolgersi con sistema
    informatizzato, composta da quesiti a risposta multipla su argomenti
    afferenti alle classi di concorso e sulle metodologie didattiche, a
    cui possono partecipare i soggetti di cui al comma 7;
    e) la compilazione di un elenco non graduato dei soggetti che,
    avendo conseguito nelle prove di cui alle lettere a) e d) il
    punteggio minimo previsto dal comma 10, possono conseguire
    l'abilitazione all'insegnamento alle condizioni di cui alla lettera
    g);
    f) l'abilitazione all'esercizio della professione docente per la
    relativa classe di concorso, dei vincitori della procedura immessi in
    ruolo, all'atto della conferma in ruolo. I vincitori della procedura
    possono altresi' conseguire l'abilitazione prima dell'immissione in
    ruolo, alle condizioni di cui alla lettera g), numeri 2) e 3);
    g) l'abilitazione all'esercizio della professione docente per
    coloro che risultano iscritti nell'elenco di cui alla lettera e)
    purche':
    1) abbiano in essere un contratto di docenza a tempo
    indeterminato ovvero a tempo determinato di durata annuale o fino al
    termine delle attivita' didattiche presso una istituzione scolastica
    o educativa del sistema nazionale di istruzione, ferma restando la
    regolarita' della relativa posizione contributiva;
    2) conseguano i crediti formativi universitari o accademici di
    cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 13
    aprile 2017, n. 59, ove non ne siano gia' in possesso;
    3) superino la prova di cui al comma 13, lettera c).
    10. Le prove di cui al comma 9, lettere a) e d), sono superate dai
    candidati che conseguano il punteggio minimo di sette decimi o
    equivalente, e riguardano il programma di esame previsto per il
    concorso ordinario per titoli ed esami per la scuola secondaria
    bandito nell'anno 2016.
    11. La procedura di cui al presente articolo e' bandita con uno o
    piu' decreti del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca, da adottare entro il termine di cui al comma 1. Il bando
    definisce, tra l'altro:
    a) i termini e le modalita' di presentazione delle istanze di
    partecipazione alla procedura di cui al comma 1;
    b) la composizione di un comitato tecnico scientifico incaricato
    di predisporre e di validare i quesiti relativi alle prove di cui al
    comma 9, lettere a) e d), in base al programma di cui al comma 10;
    c) i titoli valutabili e il punteggio a essi attribuibile, utili
    alla formazione della graduatoria di cui al comma 9, lettera b);
    d) i posti disponibili, ai sensi del comma 4, per regione, classe
    di concorso e tipologia di posto;
    e) la composizione delle commissioni di valutazione, distinte per
    le prove di cui al comma 9, lettere a) e d), e delle loro eventuali
    articolazioni;
    f) l'ammontare dei diritti di segreteria dovuti per la
    partecipazione alla procedura di cui al comma 1, determinato in
    maniera da coprire integralmente ogni onere derivante
    dall'organizzazione della medesima. Le somme riscosse sono versate
    all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai
    pertinenti capitoli di bilancio dello stato di previsione del
    Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
    12. Ai membri del comitato di cui al comma 11, lettera b), non
    spettano compensi, emolumenti, indennita', gettoni di presenza o
    altre utilita' comunque denominate, fermo restando il rimborso delle
    eventuali spese.
    13. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
    della ricerca, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della
    legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla data di
    entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
    sono definiti:
    a) le modalita' di acquisizione per i vincitori, durante il
    periodo di formazione iniziale e con oneri a carico dello Stato, dei
    crediti formativi universitari o accademici di cui all'articolo 5,
    comma 1, lettera b), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59,
    ove non ne siano gia' in possesso;
    b) l'integrazione del periodo di formazione iniziale e prova di
    cui all'articolo 13 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59,
    con una prova orale, che precede la valutazione del periodo di
    formazione iniziale e di prova, da superarsi con il punteggio di
    sette decimi o equivalente, nonche' i contenuti e le modalita' di
    svolgimento della predetta prova e l'integrazione dei comitati di
    valutazione con non meno di due membri esterni all'istituzione
    scolastica, di cui almeno uno dirigente scolastico, ai quali non
    spettano compensi, emolumenti, indennita', gettoni di presenza o
    altre utilita' comunque denominate, ne' rimborsi spese;
    c) le modalita' di acquisizione, per i soggetti di cui al comma
    9, lettera f), secondo periodo, e lettera g), ai fini
    dell'abilitazione e senza oneri a carico della finanza pubblica, dei
    crediti formativi universitari o accademici di cui all'articolo 5,
    comma 1, lettera b), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59,
    nonche' le modalita' ed i contenuti della prova orale di abilitazione
    e la composizione della relativa commissione.
    14. Il periodo di formazione iniziale e prova, qualora valutato
    positivamente, assolve agli obblighi di cui all'articolo 438 del
    decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nel rispetto del vincolo
    di cui all'articolo 1, comma 116, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
    Ai candidati che superano il predetto periodo si applica l'articolo
    13, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59.
    15. All'articolo 17, comma 2, lettera d), del decreto legislativo
    13 aprile 2017, n. 59, il secondo e terzo periodo sono soppressi. Il
    comma 7-bis dell'articolo 14 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e'
    abrogato.
    16. Il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento non da'
    diritto ad essere assunti alle dipendenze dello Stato.
    17. Al fine di ridurre il ricorso ai contratti a tempo
    determinato,a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021, i posti del
    personale docente ed educativo rimasti vacanti e disponibili dopo le
    operazioni di immissione in ruolo disposte ai sensi del testo unico
    di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, del decreto
    legislativo 13 aprile 2017, n. 59, del decreto-legge 12 luglio 2018,
    n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n.
    96, e del presente articolo sono destinati alle immissioni in ruolo
    di cui ai commi da 17-bis a 17-septies.
    17-bis. I soggetti inseriti nelle graduatorie utili per
    l'immissione nei ruoli del personale docente o educativo possono
    presentare istanza al fine dell'immissione in ruolo in territori
    diversi da quelli di pertinenza delle medesime graduatorie. A tale
    fine, i predetti soggetti possono presentare istanza per i posti di
    una o piu' province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria
    di provenienza. L'istanza e' presentata esclusivamente mediante il
    sistema informativo del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e
    della ricerca, in deroga agli articoli 45 e 65 del codice
    dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo
    2005, n. 82.
    17-ter. Gli uffici scolastici regionali dispongono, entro il 10
    settembre di ciascun anno, le immissioni in ruolo dei soggetti di cui
    al comma 17-bis, nel limite dei posti di cui al comma 17.
    17-quater. Le immissioni in ruolo di cui al comma 17-ter sono
    disposte rispettando la ripartizione tra le graduatorie concorsuali,
    cui viene comunque attribuito l'eventuale posto dispari, e le
    graduatorie di cui all'articolo 401 del testo unico di cui al decreto
    legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Per quanto concerne le
    graduatorie concorsuali, e' rispettato il seguente ordine di
    priorita' discendente:
    a) graduatorie di concorsi pubblici per titoli ed esami,
    nell'ordine temporale dei relativi bandi;
    b) graduatorie di concorsi riservati selettivi per titoli ed esami,
    nell'ordine temporale dei relativi bandi;
    c) graduatorie di concorsi riservati non selettivi, nell'ordine
    temporale dei relativi bandi.
    17-quinquies. Con decreto del Ministro dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca, da adottare entro novanta giorni
    dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
    presente decreto, sono disciplinati i termini e le modalita' di
    presentazione delle istanze di cui al comma 17-bis nonche' i termini,
    le modalita' e la procedura per le immissioni in ruolo di cui al
    comma 17-ter.
    17-sexies. Alle immissioni in ruolo di cui al comma 17-ter si
    applica l'articolo 13, comma 3, terzo periodo, del decreto
    legislativo 13 aprile 2017, n. 59. L'immissione in ruolo a seguito
    della procedura di cui al comma 17-ter comporta, all'esito positivo
    del periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni
    graduatoria finalizzata alla stipulazione di contratti a tempo
    determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad
    eccezione delle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami
    di altre procedure, nelle quali l'aspirante sia inserito.
    17-septies. Nel caso in cui risultino avviate, ma non concluse,
    procedure concorsuali, i posti messi a concorso sono accantonati e
    resi indisponibili per la procedura di cui ai commi da 17 a
    17-sexies.
    17-octies. Il comma 3 dell'articolo 399 del testo unico delle
    disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative
    alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16
    aprile 1994, n. 297, e' sostituito dai seguenti:
    «3. A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l'anno
    scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di
    nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento,
    l'assegnazione provvisoria o l'utilizzazione in altra istituzione
    scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo
    determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo cinque
    anni scolastici di effettivo servizio nell'istituzione scolastica di
    titolarita', fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o
    soprannumero. La disposizione del presente comma non si applica al
    personale di cui all'articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio
    1992, n. 104, purche' le condizioni ivi previste siano intervenute
    successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi
    concorsuali ovvero all'inserimento periodico nelle graduatorie di cui
    all'articolo 401 del presente testo unico.
    3-bis. L'immissione in ruolo comporta, all'esito positivo del
    periodo di formazione e di prova, la decadenza da ogni graduatoria
    finalizzata alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo
    determinato o indeterminato per il personale del comparto scuola, ad
    eccezione di graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami di
    procedure concorsuali diverse da quella di immissione in ruolo».
    17-novies. Le disposizioni di cui ai commi 3 e 3-bis dell'articolo
    399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
    297, come modificato dal comma 17-octies del presente articolo, non
    sono derogabili dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Sono
    fatti salvi i diversi regimi previsti per il personale immesso in
    ruolo con decorrenza precedente a quella indicata al comma 3 del
    medesimo articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo
    n. 297 del 1994, come sostituito dal citato comma 17-octies del
    presente articolo.
    18. Le graduatorie di merito e gli elenchi aggiuntivi del concorso
    di cui all'articolo 1, comma 114, della legge 13 luglio 2015, n. 107,
    conservano la loro validita' per un ulteriore anno, oltre al periodo
    di cui all'articolo 1, comma 603, della legge 27 dicembre 2017, n.
    205.
    18-bis. Al fine di contemperare le istanze dei candidati inseriti
    nelle graduatorie di merito e negli elenchi aggiuntivi dei concorsi
    per titoli ed esami banditi con i decreti direttoriali del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca numeri 105, 106 e
    107 del 23 febbraio 2016, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, 4ª
    Serie speciale, n. 16 del 26 febbraio 2016, con la necessita' di
    mantenere la regolarita' dei concorsi ordinari per titoli ed esami
    previsti dalla normativa vigente, i soggetti collocati nelle
    graduatorie e negli elenchi aggiuntivi predetti possono, a domanda,
    essere inseriti in una fascia aggiuntiva ai concorsi di cui
    all'articolo 4, comma 1-quater, lettera a), del decreto-legge 12
    luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
    agosto 2018, n. 96, per la scuola dell'infanzia e primaria, e di cui
    all'articolo 17, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 13
    aprile 2017, n. 59, per la scuola secondaria di primo e di secondo
    grado, anche in regioni diverse da quella di pertinenza della
    graduatoria o dell'elenco aggiuntivo di origine. Con decreto del
    Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, da
    adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
    legge di conversione del presente decreto, sono disciplinate le
    modalita' attuative del presente comma.
    18-ter. Sono ammessi con riserva al concorso ordinario e alla
    procedura straordinaria di cui al comma 1, nonche' ai concorsi
    ordinari per titoli ed esami per la scuola dell'infanzia e per la
    scuola primaria, banditi negli anni 2019 e 2020 per i relativi posti
    di sostegno, i soggetti iscritti ai percorsi di specializzazione
    all'insegnamento di sostegno avviati entro la data di entrata in
    vigore della legge di conversione del presente decreto. La riserva e'
    sciolta positivamente solo nel caso di conseguimento del relativo
    titolo di specializzazione entro il 15 luglio 2020.

    18-quater. In via straordinaria, nei posti dell'organico del
    personale docente, vacanti e disponibili al 31 agosto 2019, per i
    quali non e' stato possibile procedere alle immissioni in ruolo, pur
    in presenza di soggetti iscritti utilmente nelle graduatorie valide a
    tale fine, in considerazione dei tempi di applicazione dell'articolo
    14, comma 7, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, sono nominati in
    ruolo i soggetti inseriti a pieno titolo nelle graduatorie valide per
    la stipulazione di contratti di lavoro a tempo indeterminato, che
    siano in posizione utile per la nomina rispetto ai predetti posti. La
    predetta nomina ha decorrenza giuridica dal 1°settembre 2019 e
    decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene nell'anno
    scolastico 2020/2021. I soggetti di cui al presente comma scelgono la
    provincia e la sede di assegnazione con priorita' rispetto alle
    ordinarie operazioni di mobilita' e di immissione in ruolo da
    disporsi per l'anno scolastico 2020/2021. Le autorizzazioni gia'
    conferite per bandire concorsi a posti di personale docente sono
    corrispondentemente ridotte.
    18-quinquies. Il Fondo di cui all'articolo 1, comma 202, della
    legge 13 luglio 2015, n. 107, e' incrementato di euro 7,11 milioni
    per l'anno 2020 e di euro 2,77 milioni annui a decorrere dall'anno
    2022.
    18-sexies. Il comma 4 dell'articolo 20 del decreto legislativo 13
    aprile 2017, n. 66, e' sostituito dal seguente:
    «4. I componenti dei GIT non sono esonerati dalle attivita'
    didattiche. Ai predetti componenti spetta un compenso per le funzioni
    svolte, avente natura accessoria, da definire con apposita sessione
    contrattuale nazionale nel limite complessivo di spesa di 0,67
    milioni di euro per l'anno 2020 e di 2 milioni di euro annui a
    decorrere dall'anno 2021».
    18-septies. All'onere derivante dai commi 18-quater, 18-quinquies e
    18-sexies, pari a euro 7,78 milioni per l'anno 2020, a euro 13,20
    milioni per l'anno 2021 e a euro 10,37 milioni annui a decorrere
    dall'anno 2022, si provvede mediante i risparmi di spesa derivanti
    dall'attuazione del comma 18-sexies.
    18-octies. Nei concorsi ordinari per titoli ed esami di cui
    all'articolo 17, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 13
    aprile 2017, n. 59, in sede di valutazione dei titoli, ai soggetti in
    possesso di dottorato di ricerca e' attribuito un punteggio non
    inferiore al 20 per cento di quello massimo previsto per i titoli.
    19. Agli oneri di cui al comma 13, lettera a), pari a 4 milioni di
    euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede ai sensi
    dell'articolo 9.

    Art. 1-bis

    Disposizioni urgenti in materia di reclutamento
    del personale docente di religione cattolica

    1. Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e'
    autorizzato a bandire, entro l'anno 2020, previa intesa con il
    Presidente della Conferenza episcopale italiana, un concorso per la
    copertura dei posti per l'insegnamento della religione cattolica che
    si prevede siano vacanti e disponibili negli anni scolastici dal
    2020/2021 al 2022/2023.
    2. Una quota non superiore al 50 per cento dei posti del concorso
    di cui al comma 1 puo' essere riservata al personale docente di
    religione cattolica, in possesso del riconoscimento di idoneita'
    rilasciato dall'ordinario diocesano, che abbia svolto almeno tre
    annualita' di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del
    sistema nazionale di istruzione.

    3. Nelle more dell'espletamento del concorso di cui al presente
    articolo, continuano a essere effettuate le immissioni in ruolo
    mediante scorrimento delle graduatorie generali di merito di cui
    all'articolo 9, comma 1, del decreto dirigenziale del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 2 febbraio 2004, di
    cui all'avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie
    speciale, n. 10 del 6 febbraio 2004, relativo all'indizione di un
    concorso riservato, per esami e titoli, a posti d'insegnante di
    religione cattolica compresi nell'ambito territoriale di ciascuna
    diocesi nella scuola dell'infanzia, nella scuola primaria e nelle
    scuole di istruzione secondaria di primo e secondo grado.

    4. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione del
    presente articolo nell'ambito delle risorse umane, strumentali e
    finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza
    nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


    Art. 1-ter

    Disposizioni in materia di didattica digitale
    e programmazione informatica

    1. Nell'ambito delle metodologie e tecnologie didattiche di cui
    all'articolo 5, commi 1, lettera b), e 2, lettera b), del decreto
    legislativo 13 aprile 2017, n. 59, nonche' nei corsi di laurea in
    scienze della formazione primaria, ovvero nell'ambito del periodo di
    formazione e di prova del personale docente, sono acquisite le
    competenze relative alle metodologie e tecnologie della didattica
    digitale e della programmazione informatica (coding).
    2. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
    della ricerca sono individuati i settori scientifico-disciplinari
    all'interno dei quali sono acquisiti i crediti formativi universitari
    e accademici relativi alle competenze di cui al comma 1, nonche' i
    relativi obiettivi formativi.

    3. Le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione del
    presente articolo nell'ambito delle risorse umane, strumentali e
    finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza
    nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


    Art. 1-quater

    Disposizioni urgenti in materia di supplenze

    1. Al fine di ottimizzare l'attribuzione degli incarichi di
    supplenza, all'articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 6 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e, in
    subordine, a decorrere dall'anno scolastico 2020/2021, si utilizzano
    le graduatorie provinciali per le supplenze di cui al comma 6-bis»;
    b) dopo il comma 6 e' inserito il seguente:
    «6-bis. Al fine di garantire la copertura di cattedre e posti di
    insegnamento mediante le supplenze di cui ai commi 1 e 2, sono
    costituite specifiche graduatorie provinciali distinte per posto e
    classe di concorso».
    2. Una specifica graduatoria provinciale, finalizzata
    all'attribuzione dei relativi incarichi di supplenza, e' destinata ai
    soggetti in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno.
    3. I soggetti inseriti nelle graduatorie provinciali di cui al
    comma 6-bis dell'articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124,
    introdotto dalla lettera b) del comma 1 del presente articolo,
    indicano, ai fini della costituzione delle graduatorie di circolo o
    di istituto per la copertura delle supplenze brevi e temporanee, sino
    a venti istituzioni scolastiche della provincia nella quale hanno
    presentato domanda di inserimento per ciascuno dei posti o classi di
    concorso cui abbiano titolo.
    4. All'articolo 1, comma 107, della legge 13 luglio 2015, n. 107,
    le parole: «2019/2020» sono sostituite dalle seguenti: «2022/2023» ed
    e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In occasione
    dell'aggiornamento previsto nell'anno scolastico 2019/2020,
    l'inserimento nella terza fascia delle graduatorie per posto comune
    nella scuola secondaria e' riservato ai soggetti precedentemente
    inseriti nella medesima terza fascia nonche' ai soggetti in possesso
    dei titoli di cui all'articolo 5, commi 1, lettera b), e 2, lettera
    b), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59»

    Art. 1-quinquies

    Disposizioni in materia di contenzioso concernente il personale
    docente e per la copertura di posti vacanti e disponibili nella
    scuola dell'infanzia e nella scuola primaria

    1. All'articolo 4 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, sono
    apportate le seguenti modificazioni:

    a) i commi 1 e 1-bis sono sostituiti dai seguenti:
    «1. Al fine di contemperare la tutela dei diritti dei docenti
    inseriti a pieno titolo nelle graduatorie concorsuali, a esaurimento
    o di istituto e le esigenze di continuita' didattica, le decisioni
    giurisdizionali in sede civile o amministrativa relative
    all'inserimento nelle predette graduatorie, che comportino la
    decadenza dei contratti di lavoro di docente a tempo determinato o
    indeterminato stipulati presso le istituzioni scolastiche statali,
    sono eseguite entro quindici giorni dalla data di notificazione del
    provvedimento giurisdizionale al Ministero dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca, ai sensi del comma 1-bis.
    1-bis. Al fine di salvaguardare la continuita' didattica
    nell'interesse degli alunni, il Ministero dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca provvede, nell'ambito e nei limiti
    dei posti vacanti e disponibili, a dare esecuzione alle decisioni
    giurisdizionali di cui al comma 1, quando notificate successivamente
    al ventesimo giorno dall'inizio delle lezioni nella regione di
    riferimento, trasformando i contratti di lavoro a tempo indeterminato
    stipulati con i docenti di cui al comma 1 in contratti di lavoro a
    tempo determinato con termine finale fissato al 30 giugno di ciascun
    anno scolastico, nonche' modificando i contratti a tempo determinato
    stipulati con i docenti di cui al comma 1, in modo tale che il
    relativo termine non sia posteriore al 30 giugno di ciascun anno
    scolastico»;
    b) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Disposizioni in
    materia di contenzioso concernente il personale docente e per la
    copertura di posti vacanti e disponibili nella scuola dell'infanzia e
    nella scuola primaria».

    Art. 1-sexies

    Supporto educativo temporaneo
    nelle scuole dell'infanzia paritarie comunali

    1. Per garantire il regolare svolgimento delle attivita' nelle
    scuole dell'infanzia paritarie comunali, qualora si verifichi
    l'impossibilita' di reperire personale docente con il prescritto
    titolo di abilitazione per le sostituzioni, e' possibile, in via
    transitoria per l'anno scolastico 2019/2020, al fine di garantire
    l'erogazione del servizio educativo anche senza sostituzione,
    prevedere un supporto educativo temporaneo, attingendo alle
    graduatorie comunali degli educatori dei servizi educativi per
    l'infanzia in possesso di titolo idoneo a operare nei servizi per
    l'infanzia.

    Art. 2

    Disposizioni in materia di reclutamento del personale dirigenziale
    scolastico e tecnico dipendente dal Ministero dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca, e per assicurare la funzionalita'
    delle istituzioni scolastiche

    1. All'articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
    n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, le parole «corso-concorso selettivo di
    formazione» sono sostituite dalle seguenti: «concorso selettivo per
    titoli ed esami, organizzato su base regionale,» e le parole «sentito
    il Ministero dell'economia e delle finanze» sono sostituite dalle
    seguenti: «di concerto con il Ministro per la pubblica
    amministrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze»;
    b) il secondo periodo e' soppresso;
    c) al terzo periodo, le parole «per l'accesso al corso-concorso»
    sono soppresse;
    d) dopo il quinto periodo e' inserito il seguente: «Le prove
    scritte e la prova orale sono superate dai candidati che conseguano,
    in ciascuna prova, il punteggio minimo di sette decimi o
    equivalente.»;
    e) il sesto e settimo periodo sono soppressi;
    f) l'ottavo periodo e' sostituito dal seguente: «Con uno o piu'
    decreti del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione
    e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti le
    modalita' di svolgimento del concorso e dell'eventuale preselezione,
    le prove e i programmi concorsuali, la valutazione della
    preselezione, delle prove e dei titoli, la disciplina del periodo di
    formazione e prova e i contenuti dei moduli formativi relativi ai due
    anni successivi alla conferma in ruolo».
    2. E' autorizzata l'ulteriore spesa di 180 mila euro annui a
    decorrere dal 2021, per la formazione iniziale dei dirigenti
    scolastici.
    3. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
    e' autorizzato a bandire, nell'ambito della vigente dotazione
    organica, un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il
    reclutamento, a decorrere da gennaio 2021, di cinquantanove dirigenti
    tecnici, nonche', a decorrere dal 2023, di ulteriori ottantasette
    dirigenti tecnici, con conseguenti maggiori oneri per spese di
    personale pari a euro 7,90 milioni per ciascuno degli anni 2021 e
    2022 e a euro 19,55 milioni a decorrere dall'anno 2023, fermo
    restando il regime autorizzatorio di cui all'articolo 39, commi 3 e
    3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in deroga alle
    disposizioni di cui all'articolo 4, commi 3, 3-bis e 3-quinquies, del
    decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, nonche' in deroga alle
    disposizioni di cui all'articolo 1, commi 300, 302 e 344, della legge
    30 dicembre 2018, n. 145. E' altresi' autorizzata la spesa di 170
    mila euro nel 2019 e di 180 mila euro nel 2020 per lo svolgimento del
    concorso.
    4. Nelle more dell'espletamento del concorso di cui al comma 3,
    l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 94, quinto
    periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e' rifinanziata nella
    misura di 1,98 milioni di euro nel 2019 e di 7,90 milioni di euro nel
    2020, ferme restando la finalita' e la procedura di cui al medesimo
    comma 94. I contratti stipulati a valere sulle risorse di cui al
    primo periodo hanno termine all'atto dell'immissione in ruolo dei
    dirigenti tecnici di cui al comma 3 e comunque entro il 31 dicembre
    2020.
    5. All'articolo 58 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono
    apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 5, le parole: «31 dicembre 2019» sono sostituite dalle
    seguenti: «29 febbraio 2020»;
    b) al comma 5-bis, la parola: «gennaio» e' sostituita dalla
    seguente: «marzo» e dopo le parole: «di cui al comma 5» sono inserite
    le seguenti: «, per l'espletamento delle procedure selettiva e di
    mobilita' di cui ai successivi commi»;
    c) al comma 5-ter, le parole: «per titoli e colloquio» sono
    sostituite dalle seguenti: «per 11.263 posti di collaboratore
    scolastico, graduando i candidati secondo le modalita' previste per i
    concorsi provinciali per collaboratore scolastico di cui all'articolo
    554 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.
    297»,la parola: «gennaio» e' sostituita dalla seguente: «marzo», le
    parole: «non puo' partecipare» sono sostituite dalle seguenti: «non
    possono partecipare:», dopo le parole: «legge 27 dicembre 2017, n.
    205» sono inserite le seguenti: «,il personale escluso
    dall'elettorato politico attivo, coloro che siano stati destituiti o
    dispensati dall'impiego presso una pubblica amministrazione per
    persistente insufficiente rendimento o dichiarati decaduti per aver
    conseguito la nomina o l'assunzione mediante la produzione di
    documenti falsi o viziati da nullita' insanabile, nonche' i
    condannati per i reati di cui all'articolo 73 del testo unico di cui
    al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, i
    condannati per taluno dei delitti indicati dagli articoli
    600-septies.2 e 609-nonies del codice penale e gli interdetti da
    qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado o da ogni
    ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private
    frequentate abitualmente da minori» e dopo le parole: «modalita' di
    svolgimento» sono inserite le seguenti: «, anche in piu' fasi,»;
    d) il comma 5-quater e' sostituito dal seguente:
    «5-quater. Le assunzioni, da effettuare secondo la procedura di cui
    al comma 5-ter, sono autorizzate anche a tempo parziale. Nel limite
    di spesa di cui al comma 5-bis, primo periodo, e nell'ambito del
    numero complessivo di 11.263, i posti eventualmente residuati
    all'esito della procedura selettiva di cui al comma 5-ter sono
    utilizzati per il collocamento, a domanda e nell'ordine di
    un'apposita graduatoria nazionale formulata sulla base del punteggio
    gia' acquisito, dei partecipanti alla procedura medesima che, in
    possesso dei requisiti, siano stati destinatari di assunzioni a tempo
    parziale ovvero siano risultati in soprannumero nella provincia in
    virtu' della propria posizione in graduatoria. I rapporti instaurati
    a tempo parziale non possono essere trasformati in rapporti a tempo
    pieno, ne' puo' esserne incrementato il numero di ore lavorative, se
    non in presenza di risorse certe e stabili. Le risorse che derivino
    da cessazioni a qualsiasi titolo, nell'anno scolastico 2019/2020 e
    negli anni scolastici seguenti, del personale assunto ai sensi del
    comma 5-tersono prioritariamente utilizzate per la trasformazione a
    tempo pieno dei predetti rapporti. Il personale immesso in ruolo ai
    sensi del presente comma non ha diritto, ne' ai fini giuridici ne' a
    quelli economici, al riconoscimento del servizio prestato quale
    dipendente delle imprese di cui al comma 5-ter»;
    e) dopo il comma 5-quater sono inseriti i seguenti:
    «5-quinquies. Nel limite di spesa di cui al comma 5-bis, primo
    periodo, e nell'ambito del numero complessivo di 11.263 posti, per
    l'anno scolastico 2020/2021 sono avviate, una tantum, operazioni di
    mobilita' straordinaria a domanda, disciplinate da apposito accordo
    sindacale e riservate al personale assunto con la procedura selettiva
    di cui al comma 5-ter sui posti eventualmente ancora disponibili in
    esito alle attivita' di cui al comma 5-quater. Nelle more
    dell'espletamento delle predette operazioni di mobilita'
    straordinaria, al fine di garantire lo svolgimento delle attivita'
    didattiche in idonee condizioni igienico-sanitarie, i posti e le ore
    residuati all'esito delle procedure di cui ai commi 5-ter e 5-quater
    sono ricoperti mediante supplenze provvisorie del personale iscritto
    nelle vigenti graduatorie.
    5-sexies. Nel limite di spesa di cui al comma 5-bis, primo periodo,
    dopo le operazioni di mobilita' straordinaria di cui al comma
    5-quinquies, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca e' autorizzato ad avviare una procedura selettiva per la
    copertura dei posti eventualmente residuati, graduando i candidati
    secondo le modalita' previste nel comma 5-ter. La procedura selettiva
    di cui al presente comma e' finalizzata ad assumere alle dipendenze
    dello Stato, a decorrere dal 1° gennaio 2021, il personale impegnato
    per almeno cinque anni, anche non continuativi, purche' includano il
    2018 e il 2019, presso le istituzioni scolastiche ed educative
    statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari, in
    qualita' di dipendente a tempo determinato o indeterminato di imprese
    titolari di contratti per lo svolgimento dei predetti servizi. Alla
    procedura selettiva non puo' partecipare il personale di cui
    all'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2017, n. 205,
    nonche' il personale che e' stato inserito nelle graduatorie della
    procedura di cui al comma 5-ter. Non possono, altresi', partecipare
    alla selezione il personale escluso dall'elettorato politico attivo,
    coloro che siano stati destituiti o dispensati dall'impiego presso
    una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento
    o dichiarati decaduti per aver conseguito la nomina o l'assunzione
    mediante la produzione di documenti falsi o viziati da nullita'
    insanabile, nonche' i condannati per i reati di cui all'articolo 73
    del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9
    ottobre 1990, n. 309, i condannati per taluno dei delitti indicati
    dagli articoli 600-septies.2 e 609-nonies del codice penale e gli
    interdetti da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado
    o da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o
    private frequentate abitualmente da minori. Con decreto del Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con i
    Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica
    amministrazione e dell'economia e delle finanze, sono determinati i
    requisiti per la partecipazione alla procedura selettiva, nonche' le
    relative modalita' di svolgimento e i termini per la presentazione
    delle domande. Le assunzioni, da effettuare secondo la procedura di
    cui al presente comma, sono autorizzate anche a tempo parziale e i
    rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati
    in rapporti a tempo pieno, ne' puo' esserne incrementato il numero di
    ore lavorative, se non in presenza di risorse certe e stabili. Le
    risorse che derivino da cessazioni a qualsiasi titolo del personale
    assunto ai sensi del presente comma sono utilizzate, nell'ordine, per
    la trasformazione a tempo pieno dei rapporti instaurati ai sensi del
    comma 5-ter e del presente comma. Nelle more dell'avvio della
    predetta procedura selettiva, al fine di garantire il regolare
    svolgimento delle attivita' didattiche in idonee condizioni
    igienico-sanitarie, i posti e le ore residuati all'esito delle
    procedure di cui al comma 5-quinquies sono ricoperti mediante
    supplenze provvisorie del personale iscritto nelle vigenti
    graduatorie. Il personale immesso in ruolo ai sensi del presente
    comma non ha diritto, ne' ai fini giuridici ne' a quelli economici,
    al riconoscimento del servizio prestato quale dipendente delle
    imprese titolari di contratti per lo svolgimento dei servizi di
    pulizia e ausiliari. Successivamente alle predette procedure
    selettive e sempre nel limite di spesa di cui al comma 5-bis, primo
    periodo, sono autorizzate assunzioni per la copertura dei posti resi
    nuovamente disponibili ai sensi del medesimo comma»;
    f) dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:
    «6-bis. A decorrere dall'anno scolastico 2020/2021 e' autorizzato
    lo scorrimento della graduatoria della procedura selettiva di cui
    all'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, per
    la copertura di ulteriori quarantacinque posti di collaboratore
    scolastico. Dalla medesima data e' disposto il disaccantonamento di
    un numero corrispondente di posti nella dotazione organica del
    personale collaboratore scolastico della Provincia di Palermo.
    6-ter. All'onere derivante dal comma 6-bis, pari a euro 0,452
    milioni per l'anno 2020 e a euro 1,355 milioni annui a decorrere
    dall'anno 2021, si provvede:
    a) quanto a euro 0,452 milioni per l'anno 2020 e a euro 1,355
    milioni per l'anno 2022, mediante corrispondente riduzione del Fondo
    per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui
    all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con
    riferimento all'incremento disposto ai sensi dell'articolo 1, comma
    763, della legge 30 dicembre 2018, n. 145;
    b) quanto a euro 1,355 milioni per l'anno 2021 e a decorrere
    dall'anno 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui
    all'articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107».
    5-bis. All'onere derivante dal comma 5, lettera a), pari a euro 88
    milioni per l'anno 2020, si provvede:
    a) quanto a euro 28 milioni, pari a euro 56 milioni in termini di
    saldo netto da finanziare, mediante riduzione degli stanziamenti di
    bilancio riferiti al pagamento di stipendi, retribuzioni e altri
    assegni fissi al personale amministrativo, tecnico e ausiliario a
    tempo indeterminato;

    b) quanto a euro 60 milioni, mediante corrispondente riduzione del
    Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui
    all'articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, con
    riferimento all'incremento disposto ai sensi dell'articolo 1, comma
    763, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.
    6. L'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017,
    n. 75, si applica anche alla progressione all'area dei direttori dei
    servizi generali e amministrativi del personale assistente
    amministrativo di ruolo che abbia svolto a tempo pieno le funzioni
    dell'area di destinazione per almeno tre interi anni scolastici a
    decorrere dall'anno scolastico 2011/2012. Le graduatorie risultanti
    dalla procedura di cui al primo periodo, sono utilizzate in subordine
    a quelle del concorso di cui all'articolo 1, comma 605, della legge
    27 dicembre 2017, n. 205, nelle quali la percentuale di idonei e'
    elevata al 30 per cento dei posti messi a concorso per la singola
    regione, con arrotondamento all'unita' superiore.

    Art. 3

    Disposizioni urgenti in materia di rilevazione biometrica delle
    presenze del personale scolastico e di servizi di trasporto
    scolastico

    1. All'articolo 2 della legge 19 giugno 2019, n. 56, il comma 4 e'
    sostituito dal seguente:
    «4. Il personale degli istituti scolastici ed educativi nonche' i
    dirigenti scolastici sono esclusi dall'ambito di applicazione del
    presente articolo.».
    2. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 5 del decreto
    legislativo 13 aprile 2017, n. 63, la quota di partecipazione diretta
    dovuta dalle famiglie per l'accesso ai servizi di trasporto degli
    alunni puo' essere, in ragione delle condizioni della famiglia e
    sulla base di delibera motivata, inferiore ai costi sostenuti
    dall'ente locale per l'erogazione del servizio, o anche nulla,
    purche' sia rispettato l'equilibrio di bilancio di cui all'articolo
    1, commi da 819 a 826, della legge 30 dicembre 2018, n. 145.

    Segue


    La Redazione (D.P.)




  • Argomento: Info lavoro


    Cessazione partita IVA. Ultimi chiarimenti della Agenzia delle Entrate

    Il 29 novembre 2019 è stata pubblicata la Risposta n.20 dell'Agenzia delle Entrate rubricata: CONSULENZA GIURIDICA - CHIARIMENTI SULLA CESSAZIONE
    DELLA PARTITA IVA

    Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, in particolare, e' stato esposto il seguente QUESITO

    [ALFA] (di seguito istante) pone il quesito, qui di seguito sinteticamente
    riportato, in merito ad alcuni dipendenti assunti di recente per concorso con rapporto di lavoro di dipendente pubblico a tempo pieno, già titolari di partita IVA in ragione
    dello svolgimento, prima di entrare in servizio, di un'attività professionale.

    In particolare, chiede se i neoassunti debbano ovvero possano mantenere o meno aperta la partita IVA per il tempo strettamente necessario alla riscossione dei crediti afferenti alla pregressa attività professionale e maturati prima dell'assunzione.

    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

    L'istante non prospetta alcuna soluzione interpretativa.


    PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

    Il quesito prospettato dall'istante si inserisce nell'ambito di un tema complesso - quello della cessazione dell'attività professionale - che ha visto nel tempo diversi
    pronunciamenti sia da parte dell'amministrazione finanziaria che della giurisprudenza.

    In linea generale, la cessazione dell'attività professionale, con conseguente cessazione
    della partita IVA, non può prescindere dalla conclusione di tutti gli adempimenti conseguenti alle operazioni attive e passive effettuate.

    Pertanto, il professionista che
    non svolge più l'attività professionale non può cessare la partita IVA in presenza di corrispettivi per prestazioni rese in tale ambito ancora da fatturare ai propri clienti.

    Al riguardo l'Agenzia delle entrate si è espressa con la circolare n. 11/E del 16 febbraio 2007 al punto 7.1, affermando che "[...] l'attività del professionista non si può considerare
    cessata fino all'esaurimento di tutte le operazioni, ulteriori rispetto all'interruzione delle prestazioni professionali, dirette alla definizione dei rapporti giuridici pendenti,
    ed, in particolare, di quelli aventi ad oggetto crediti strettamente connessi alla fase di svolgimento dell'attività professionale".

    Con la successiva risoluzione n. 232/E del 20 agosto 2009, è stato ulteriormente specificato che"La cessazione dell'attività per il
    professionista non coincide, pertanto, con il momento in cui egli si astiene dal porre in essere le prestazioni professionali, bensì con quello, successivo, in cui chiude i
    rapporti professionali, fatturando tutte le prestazioni svolte e dismettendo i beni strumentali. Fino al momento in cui il professionista, che non intenda anticipare la fatturazione rispetto al momento di incasso del corrispettivo, non realizza la riscossione dei crediti, la cui esazione sia ritenuta ragionevolmente possibile (perché,
    ad esempio, non è decorso il termine di prescrizione di cui all'art. 2956, comma 1, n. 2 del codice civile) l'attività professionale non può ritenersi cessata".

    Ad analoghe conclusioni sono pervenute le sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza n.
    8059 del 21 aprile 2016. Nello specifico il Supremo collegio ha enunciato il seguente principio di diritto: "il compenso di prestazione professionale è imponibile ai fini IVA, anche se percepito successivamente alla cessazione dell'attività, nel cui ambito la prestazione è stata effettuata, ed alla relativa formalizzazione"; e questo perché "[...] il fatto generatore del tributo IVA e, dunque, l'insorgenza della correlativa imponibilità
    vanno identificati [...] con la materiale esecuzione della prestazione, giacché, in doverosa aderenza alla disciplina Europea, la previsione di cui al D.P.R. n. 633 del
    1972, art. 6, comma 3, va intesa nel senso che, con il conseguimento del compenso, coincide, non l'evento generatore del tributo, bensì, per esigenze di semplificazione
    funzionali alla riscossione, solo la sua condizione di esigibilità ed estremo limite temporale per l'adempimento dell'obbligo di fatturazione". Resta, peraltro, salva per il
    professionista la possibilità di anticipare la fatturazione delle prestazioni rese e, quindi,
    l'esigibilità dell'IVA rispetto al momento dell'effettivo incasso e poi chiudere la partita
    IVA. In tale evenienza, vanno computate nell'ultima dichiarazione annuale IVA, ove
    effettuate, "anche le operazioni indicate nel quinto comma dell'articolo 6, per le quali
    non si è verificata l'esigibilità dell'imposta" (così il comma 4 dell'articolo 35 del
    D.P.R. n. 633 del 1972). Si precisa, infine, che nella disciplina dell'IVA, delle imposte
    sui redditi e dell'IRAP non si rinvengono disposizioni che vietino ai dipendenti
    pubblici di mantenere l'attribuzione della partita IVA in riferimento agli adempimenti
    fiscali relativi ad attività di lavoro autonomo precedentemente svolta. Questa Agenzia
    non ha invece competenza a trattare la questione sotto il profilo dell'applicazione della
    complessa disciplina delle inconferibilità e incompatibilità riguardanti il rapporto di
    pubblico impiego.


    Diego Piergrossi




  • Argomento: Evoluzione normativa


    Individuazione delle imposte e delle tasse da rimborsare mediante procedure automatizzate

    Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. del 15 gennaio 2020 il DECRETO MINISTERIALE (Finanze) 22 novembre 2019 avente ad oggetto la "Individuazione delle imposte e delle tasse da rimborsare mediante procedure automatizzate e determinazione delle relative modalita' di esecuzione".
    Il Decreto è strutturato nei seguenti cinque articoli:

    Art. 1 Rimborsi

    1. L'Agenzia delle entrate mediante procedure automatizzate dispone
    i rimborsi di tasse e imposte dirette e indirette, di propria
    competenza, risultanti dalla liquidazione delle dichiarazioni e delle
    istanze, sulla base di liste contenenti, per ciascun periodo e tipo
    d'imposta, in corrispondenza del singolo nominativo, le generalita'
    dell'avente diritto, il numero di protocollo della dichiarazione o
    dell'istanza dalla quale scaturisce il rimborso e l'ammontare
    dell'imposta da rimborsare.
    2. Sono fatte salve le diverse modalita' di rimborso previste da
    specifiche norme.

    Art. 2 Modalita' di pagamento dei rimborsi

    1. Il pagamento dei rimborsi avviene mediante bonifico su conto
    corrente bancario o postale.
    2. Il beneficiario comunica all'Agenzia delle entrate le coordinate
    del conto corrente, bancario o postale, nonche' le relative
    variazioni, da utilizzare per tutti i rimborsi da pagare al
    beneficiario medesimo.
    3. L'erogazione dei rimborsi alle persone fisiche, in caso di
    mancata comunicazione delle coordinate bancarie o postali di cui al
    comma 2, avviene tramite titoli di credito a copertura garantita
    emessi da Poste Italiane S.p.a.
    4. Le operazioni di pagamento dei rimborsi fiscali tramite titoli
    di credito emessi da Poste Italiane S.p.a. costituiscono operazioni
    afferenti il servizio di tesoreria dello Stato, la cui esecuzione e'
    affidata a Poste Italiane S.p.a. ai sensi dell'art. 2, comma 2, del
    decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71.


    Art. 3 Pagamento dei rimborsi mediante accreditamento delle somme in conto corrente bancario o postale

    1. Il pagamento dei rimborsi di cui all'art. 2, comma 1, e'
    eseguito dalla Banca d'Italia mediante bonifico sulla base degli
    elenchi forniti dall'Agenzia delle entrate.
    2. Le somme che le banche e Poste Italiane S.p.a. sono tenute a
    restituire alla Banca d'Italia a fronte di bonifici non andati a buon
    fine affluiscono automaticamente ai pertinenti capitoli di entrata
    del bilancio dello Stato.
    3. In caso di pagamento non andato a buon fine, l'Agenzia delle
    entrate ne da' comunicazione al beneficiario indicando le relative
    cause.

    Art. 4 Pagamento dei rimborsi mediante titolo di credito a copertura garantita emesso da Poste Italiane S.p.a.

    1. Il titolo di cui all'art. 2, comma 3, e' emesso e inviato al
    beneficiario da Poste Italiane S.p.a., sulla base degli elenchi
    trasmessi dall'Agenzia delle entrate. La somma puo' essere incassata
    presso tutti gli uffici postali oppure versata sul conto corrente
    bancario o postale indicato dal beneficiario.
    2. Gli importi dei titoli di credito non riscossi alla scadenza del
    termine di validita' degli stessi sono riaccreditati da Poste
    Italiane S.p.a. sul conto corrente in essere intestato al Ministero
    dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze, anche per
    un eventuale riversamento all'entrata del bilancio dello Stato.
    3. In caso di pagamento non andato a buon fine, l'Agenzia delle
    entrate ne da' comunicazione al beneficiario indicando le relative
    cause.

    Art. 5 Disposizioni finali e transitorie

    1. Al fine dei pagamenti di cui all'art. 2, sono valide le
    comunicazioni delle coordinate del conto corrente, bancario o
    postale, inviate prima dell'entrata in vigore del presente decreto.
    2. L'Agenzia delle entrate e la Banca d'Italia provvedono d'intesa
    a definire le regole tecniche, le modalita' di trasmissione dei
    flussi telematici e le specifiche informazioni per l'esecuzione dei
    rimborsi di cui all'art. 2, comma 1.
    3. L'Agenzia delle entrate e Poste Italiane S.p.a. provvedono
    d'intesa a definire le regole tecniche, le modalita' di trasmissione
    dei flussi telematici e le specifiche informazioni per l'esecuzione
    dei rimborsi di cui all'art. 2, comma 3.


    Rita Schiarea




  • Argomento: Approfondimento


    Aliquota IVA opere finalizzate al superamento di barriere architettoniche.

    Il 13 gennaio 2020 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato un'importante Risposta (la numero 3) in tema di "Articolo 11, comma 1, lett.a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Aliquota IVA
    opere finalizzate al superamento di barriere architettoniche".


    Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, in particolare, e' stato esposto il seguente QUESITO

    La Società ALFA (in seguito, "Istante", "Società" o "Contribuente") ha per
    oggetto sociale la progettazione, costruzione e montaggio di montacarichi, servoscala,
    ascensori e piattaforme elevatrici anche finalizzate a consentire il superamento di
    barriere architettoniche (codice ATECO 28.22.01 - "fabbricazione di ascensori,
    montacarichi e scale mobili, attività svolta presso unità locale"). Di regola, opera
    stipulando con i propri clienti contratti di appalto, a norma degli articoli 1655 e
    seguenti del codice civile, aventi a oggetto forniture cd. "chiavi in mano", cioè
    comprensive sia del prodotto (servoscala, piattaforma elevatrice, ascensore etc.) sia
    delle opere edili e accessorie necessarie all'installazione dell'apparecchiatura all'interno
    dell'immobile (nelle parti comuni di edifici condominiali o all'intero dei singoli
    appartamenti).
    La Società è creditrice del saldo di un contratto di appalto per "manutenzione
    straordinaria" (quindi non per eliminazione delle barriere architettoniche) con
    fornitura e montaggio di un impianto di sollevamento per persone in vano scala
    condominiale non avente le misure minime prescritte dall'articolo 8.1.13 del D.M.
    236/1989 (e, per di più, raggiungibile solo dopo aver percorso una rampa di scale), in
    ragione del fatto che il condominio cliente insiste nel chiedere l'applicazione dell'IVA
    al 4 per cento, anche sulla scorta del parere di un consulente tecnico di parte.
    L'Istante rappresenta di avere dei dubbi in merito alla bontà di questa richiesta in
    quanto ritiene non definitivamente chiarite dall'amministrazione finanziaria le
    condizioni al ricorrere delle quali è possibile applicare l'aliquota IVA del 4 per cento
    agli interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche.
    La Società premette di aver presentato istanza di interpello alla competente
    Direzione Regionale (in breve, "DR"), che ha affermato: "Con riguardo agli
    ascensori, alle rampe, ai montacarichi, ai servoscala, ecc... gli artt. 4 e 8 del D.M. n.
    236 del 1989 hanno stabilito dimensioni e caratteristiche specifiche che devono
    possedere per garantire il superamento delle barriere architettoniche anche con
    riguardo a edifici già esistenti. La mancata corrispondenza a uno solo dei requisiti
    tassativamente stabiliti dal legislatore, tale da ostacolare il rilascio della conformità
    da parte del professionista abilitato, impedisce di qualificare l'opera come
    "direttamente finalizzata al superamento o all'eliminazione delle barriere
    architettoniche" e, di conseguenza, non consente di applicare l'aliquota IVA del 4 per
    cento prevista dal n. 41-ter), della Tabella A, parte II. Ne consegue che laddove
    l'intervento volto al superamento delle barriere architettoniche sia realizzato nel
    rispetto della vigente normativa tecnica sopra indicata, lo stesso potrà beneficiare
    dell'IVA del 4 per cento ai sensi del citato n. 41-ter), della Tabella A, Parte II, allegata
    al d.P.R. n. 633 del 1972".
    Tale risposta chiarisce che l'applicazione dell'aliquota IVA del 4 per cento è
    circoscritta alle ipotesi in cui sussiste l'effettiva rispondenza degli ascensori e degli
    altri elementi installati alle peculiarità tecniche imposte dalla normativa di settore (cfr.
    articolo 8.1.13 del D.M. 236/1989), senza lasciare spazio alla possibilità di derogare a
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    tali caratteristiche strutturali minime. Come noto, però, l'interpello ha portata
    esclusivamente soggettiva.
    A parere del Contribuente la consulenza giuridica n. 18 del 24 luglio 2019 avente
    ad oggetto "Chiarimenti in materia di aliquote IVA e ritenute d'acconto applicabili
    alle diverse operazioni aventi ad oggetto ascensori, ivi comprese quelle finalizzate
    all'abbattimento delle barriere architettoniche", si discosta dal parere della DR prima
    citato: in tale sede, l'amministrazione finanziaria non ha definito specificamente i tratti
    dell'agevolazione, limitandosi ad asserire che quella contenuta nel numero 41-ter),
    della Tabella A, Parte II, del d.P.R. n. 633 del 1972 è "un'agevolazione diretta a
    favorire l'esecuzione di opere finalizzate all'adeguamento degli edifici alle
    prescrizioni contenute nella legge 9 gennaio 1989, n. 13, recante 'Disposizioni per
    favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche'", senza tuttavia
    precisare alcunché circa la possibilità di fruire dell'aliquota IVA del 4 per cento anche
    in ipotesi di deroga ai requisiti minimi dimensionali degli elementi oggetto di
    installazione, ove ricorrano le condizioni stabilite dall'articolo 7 del D.M. n. 236 del
    1989.
    Al riguardo, l'Istante ricorda che l'articolo 4.1.13 del citato D.M. prevede
    specifiche caratteristiche tecniche - dettagliate nel successivo articolo 8.1.13 - che i
    servoscala, gli ascensori e gli altri elementi installati dovrebbero possedere per essere
    considerati idonei a consentire il superamento di barriere architettoniche (quali
    dimensioni, portata, velocità, sicurezze dei comandi etc.).
    Il successivo articolo 7 però lascia aperta la possibilità di derogare alle specifiche
    tecniche di cui al citato articolo 8:
    - qualora "le soluzioni alternative alle specificazioni e alle soluzioni tecniche
    (...) rispondano alle esigenze sottointese dai criteri di progettazione" (sempreché tale
    esigenza di mancare al rispetto dei requisiti tecnici dell'articolo 8 risulti attestata "da
    una relazione, corredata da grafici necessari, con la quale [venga] illustrata
    l'alternativa proposta e l'equivalente o migliore qualità degli esiti ottenibili"); oppure
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    - nell'ambito di interventi di ristrutturazione, qualora sia dimostrata
    "l'impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici"
    dell'edificio, pur dovendo in ogni caso rispettare l'articolo 1, comma 3, della legge n.
    13 del 1989.
    La possibilità di una deroga ha indotto molti operatori del settore, tra cui i clienti
    della Società, ad adottare una tesi estensiva dell'agevolazione in commento secondo la
    quale l'aliquota IVA del 4 per cento spetta anche quando l'ascensore sia suscettibile, in
    astratto, di superare le barriere architettoniche pur non rispondendo ai limiti
    dimensionali elencati all'articolo 8.1.13 del D.M. 236/1989 a causa delle
    "impossibilità tecniche connesse agli elementi strutturali e impiantistici" degli edifici
    nei quali sono installati (cfr. articolo 7 del citato D.M.). Un utente cardiopatico, ad
    esempio, non è disabile motorio costretto su sedia a ruote e pertanto con riferimento
    alla sua categoria, per superare le barriere architettoniche, sarebbe sufficiente un
    "normale" impianto di sollevamento, essendo ininfluenti le misure interne della cabina
    (ovvero, a prescindere dalla conformità di quest'ultime alle dimensioni minime
    elencate dall'articolo 8.1.13 del D.M. 236/1989), o la realizzazione di un'opera di
    abbattimento solo parziale (per esempio, rampa scala nell'ingresso non abbattuta,
    sbarco ai piani mezzanini etc.).
    Non essendoci un'interpretazione univoca da parte dei committenti e della
    concorrenza, generando asimmetrie e distorsioni di mercato oltre che un potenziale
    danno per la stessa Amministrazione finanziaria, data anche la dimensione non
    trascurabile del mercato (quasi 1.750 milioni di euro di fatturato nel mercato interno),
    la Società chiede che venga definitivamente chiarita l'esatta portata della norma
    contenuta nel numero 41-ter), della Tabella A, Parte II, del d.P.R. n. 633 del 1972 (in
    seguito "Decreto IVA"). In altri termini, chiede di chiarire se per l'applicare l'IVA al 4
    per cento sia necessaria la rispondenza dell'opera realizzata nell'ambito del contratto di
    appalto alle caratteristiche tecniche elencate nell'articolo 8.1.13 del D.M. n. 236 del
    1989, oppure, più genericamente, sia sufficiente che la prestazione in oggetto debba
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    rispettare nel suo complesso la disciplina contenuta nel citato D.M., con facoltà,
    quindi, di invocare - laddove possibile - la deroga di cui all'articolo 7 del medesimo
    decreto ai requisiti minimi dimensionali, di portata e di sicurezza. Pertanto, laddove un
    professionista abilitato attesti che l'intervento - pur non ottemperando alle
    caratteristiche minime di dimensione, portata, velocità e sicurezza dei comandi di cui
    al più volte citato articolo 8.1.13 - rientri comunque nelle ipotesi di deroga previste
    dall'articolo 7 del D.M. 236/1989, risulterebbe comunque applicabile l'IVA al 4 per
    cento.
    In ultimo, il Contribuente fa presente che adottando l'interpretazione estensiva,
    gran parte degli edifici preesistenti è suscettibile di giustificare una progettazione in
    deroga ai requisiti tecnici minimi dell'articolo 8 del D.M. 236/1989 (basti pensare agli
    edifici storici). Ne conseguirebbe che i requisiti minimi di cui all'articolo 8.1.13
    potrebbero in concreto essere rispettati solo quando l'intervento è eseguito su nuove
    costruzioni.
    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
    Ai fini dell'applicazione dell'aliquota IVA del 4 per cento è necessario il rispetto
    dei requisiti minimi previsti dall'articolo 8.1.13 del D.M. n. 236 del 1989. In caso
    contrario, cioè quando l'appalto della manutenzione straordinaria è realizzato in deroga
    alle dimensioni minime del citato D.M., si applica l'aliquota IVA del 10 per cento.
    PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
    Il numero 41-ter) della Tabella A, parte II, allegata Decreto IVA prevede che
    siano assoggettate all'aliquota del 4 per cento le «prestazioni di servizi dipendenti da
    contratti di appalto o aventi ad oggetto la realizzazione di opere direttamente
    finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche».
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    Come affermato nella consulenza giuridica n. 18 del 24 luglio 2019, si tratta di
    un'agevolazione diretta a favorire l'esecuzione di opere finalizzate all'adeguamento
    degli edifici alle prescrizioni contenute nella legge 9 gennaio 1989, n. 13, recante "
    Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere
    architettoniche negli edifici privati".
    Le barriere architettoniche qui in discussione sono quelle descritte dall'articolo 2
    del D.M. 14 giugno 1989, n. 236, attuativo dell'articolo 1 della citata legge, ai sensi del
    quale sono tali:
    "a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in
    particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o
    impedita in forma permanente o temporanea;
    b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura
    utilizzazione di parti, attrezzature e componenti;
    c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e
    la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i
    non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi".
    La risoluzione 25 giugno 2012, n. 70/E chiarisce che l'aliquota IVA del 4 per
    cento prevista dal numero 31) della Tabella A, parte II, del Decreto IVA, applicabile
    alle cessioni dei beni ivi previsti (i.e. poltrone e veicoli per invalidi anche a motore,
    servoscala e altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per
    soggetti con ridotte o impedite capacità motorie), è un'agevolazione oggettiva. Ciò in
    quanto la finalità della norma è "...agevolare i trasferimenti di quei beni che, per le
    loro caratteristiche tecniche di costruzione, sono oggettivamente idonei a risolvere i
    limiti di deambulazione dei soggetti con ridotte e/o impedite capacità motorie, senza
    condizionare l'applicazione dell'aliquota ridotta alla circostanza che l'acquirente sia
    il soggetto portatore di handicap....Il legislatore ha dunque inteso oggettivizzare la
    portata applicativa dell'agevolazione in esame guardando alla natura del prodotto
    ceduto piuttosto che alla status di invalidità del soggetto acquirente.. In tale ottica,
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    l'aliquota ridotta del 4 per cento può applicarsi in ogni fase di commercializzazione
    del bene, anche nell'ipotesi in cui il cessionario sia un condominio, un ente, una
    scuola o simili ... nella misura in cui rispondano alle peculiarità tecniche indicate
    dalla normativa" (articolo 8.1.13 del D.M. 236 del 1989).
    Analoghe considerazioni si ritengono valide ai fini dell'individuazione della
    portata del numero 41-ter) della citata Tabella in relazione alle "prestazioni di servizi
    dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione di opere
    direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere
    architettoniche". La norma in esame di fatto completa la previsione del numero 31),
    prima commentato, includendo le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di
    appalto e pertanto il legislatore ha inteso anche in questo caso oggettivizzare la portata
    applicativa dell'agevolazione in esame guardando alla natura del prodotto piuttosto che
    allo status di invalidità del soggetto acquirente.
    In linea con quanto già dalla scrivente affermato nella risoluzione n. 70/E del
    2012, si ritiene che la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o
    all'eliminazione delle barriere architettoniche possa beneficiare dell'aliquota IVA
    ridotta del 4 per cento, nella misura in cui le stesse rispondano alle peculiarità tecniche
    indicate dall'articolo 8.1.13 del D.M. n. 236 del 1989.
    (Fonte: Agenzia delle Entrate)


    Pierfrancesco Viola






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