Articoli - Lavoro e Post Mercato

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giovedi, 17 ottobre 2019


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 301 - del 01-05-19

Sommario




  • Argomento: Laboratorio sociale


    Dal 25 aprile al Primo Maggio.

    Questo 25 aprile il mio ricordo va ad Aldo Gastaldi "Bisagno": Primo partigiano d'Italia, alla Brigata Ebraica, agli Internati Militari Italiani ed ai tanti partigiani bianchi sistematicamente dimenticati e cancellati dalle pagine di Storia da parte di chi voleva sostituire ad una dittatura una nuova dittatura. Il 25 aprile sia memoria della fine di un'odiosa dittatura, della fine di una terribile guerra civile, della fine di una vile monarchia, della fine, almeno per l'Italia, di una sanguinosissima ed inumana guerra mondiale, ma anche del ripudio di una nuova tirannide, della scommessa democratica e repubblicana di un popolo vinto e prostrato, della voglia condivisa di rinascere e di costruire in Pace un nuovo Paese fondato sulla Libertà e sul Lavoro. Un grazie alle Forze straniere della nuova Alleanza, per non aver commesso l'errore del primo dopoguerra e per averci offerto una autodeterminazione ed un sostegno prezioso , ma soprattutto un grazie ai nostri nonni, molti dei quali morti su entrambi i fronti, che messe da parte le divisioni fra fascisti e antifascisti, fra monarchici e repubblicani, fra comunisti e cattolici, fra socialisti e liberali hanno saputo cogliere l'occasione di quella liberazione straniera per costruire un Sogno italiano.

    La redazione tutta coglie, altresì , l'occasione per augura un buon primo maggio a tutti suoi lettori.


    Rita Schiarea




  • Argomento: Info lavoro


    Concorso pubblico 150 dirigenti AdE.

    Comunicata il 2 aprile us l'avviso relativo al "Concorso pubblico per il reclutamento di centocinquanta (150) dirigenti di seconda fascia da destinare in via prioritaria alla direzione di uffici preposti ad attività operative di gestione, riscossione e contenzioso dei tributi di competenza dell’Agenzia delle entrate (provvedimento n. 15513 del 21
    gennaio 2019)":

    "Per il concorso pubblico per il reclutamento di centocinquanta (150) dirigenti di seconda fascia da destinare in via prioritaria alla direzione di uffici preposti ad attività operative di gestione, riscossione e contenzioso dei tributi di competenza dell’Agenzia delle entrate, sono pervenute 9.596 domande di partecipazione.

    In base all’articolo 6 del bando di concorso sarà necessario espletare la prova preselettiva.

    Il diario e la sede d'esame per lo svolgimento della prova preselettiva saranno pubblicati con valore di notifica a tutti gli effetti il giorno 5 luglio 2019 nel sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it".

    (Fonte: Agenzia delle Entrate).


    La Redazione (R.S.)




  • Argomento: Formazione


    Whistleblowing: modifiche al Regolamento

    Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.97 del 26 aprile 2019 la Delibera dell'Agenzia Nazionale Anti Corruzione n.312 del 10 aprile 2019 rubricata: Modificazioni al regolamento sull'esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarita' di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro di cui all'articolo 54-bis del decreto legislativo n. 165/2001 (c.d. whistleblowing).

    La Delibera strutturata in due articoli dispone:

    -all'articolo 1 "Modifiche all'art. 13 del regolamento sull'esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di
    reati o irregolarita' di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito
    di un rapporto di lavoro di cui all'art. 54-bis del decreto
    legislativo n. 165/2001 (c.d. whistleblowing)" :

    L'art. 13 del regolamento sull'esercizio del potere sanzionatorio
    in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o
    irregolarita' di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un
    rapporto di lavoro di cui all'art. 54-bis del decreto legislativo n.
    165/2001 (c.d. whistleblowing) e' stato sostituito dal seguente:
    «Art. 13 (Archiviazione diretta delle segnalazioni/comunicazioni e
    diposizioni relative ai procedimenti di vigilanza attivati sulla base
    di una segnalazione di reati o irregolarita' ai sensi dell'art.
    54-bis). - 1. L'ufficio che riceve la segnalazione procede
    all'archiviazione diretta delle segnalazioni/comunicazioni nei casi
    di:
    a) manifesta mancanza di interesse all'integrita' della pubblica
    amministrazione;
    b) manifesta incompetenza dell'Autorita' sulle questioni
    segnalate;
    c) manifesta infondatezza per l'assenza di elementi di fatto
    idonei a giustificare accertamenti;
    d) manifesta insussistenza dei presupposti di legge per
    l'applicazione della sanzione;
    e) intervento dell'Autorita' non piu' attuale;
    f) finalita' palesemente emulativa;
    g) accertato contenuto generico della segnalazione/comunicazione
    o tale da non consentire la comprensione dei fatti, ovvero
    segnalazione/comunicazione corredata da documentazione non
    appropriata o inconferente;
    h) produzione di sola documentazione in assenza della
    segnalazione di condotte illecite o irregolarita';
    i) mancanza dei dati che costituiscono elementi essenziali della
    segnalazione/comunicazione.
    2. Fuori dai casi di cui al comma 1, l'ufficio trasmette agli
    uffici di vigilanza competenti per materia la segnalazione di
    illeciti. Essi svolgono le attivita' istruttorie ai sensi del
    relativo regolamento di vigilanza e delle linee guida adottate
    dall'Autorita' in materia. L'ufficio che riceve procede nel rispetto
    della tutela della riservatezza dell'identita' del segnalante, come
    previsto dall'art. 54-bis, con la collaborazione degli altri uffici
    di vigilanza eventualmente coinvolti nella segnalazione.
    3. L'ufficio trasmette bimestralmente al Consiglio l'elenco delle
    segnalazioni/comunicazioni valutate inammissibili o improcedibili,
    notiziando il segnalante dell'avvenuta archiviazione, nonche'
    l'elenco delle segnalazioni di cui al comma 2.»;

    -all'articolo 2: "Disposizioni finali"

    1. Nell'adunanza del 10 aprile 2019 il Consiglio ha approvato
    l'allegato testo coordinato del regolamento sull'esercizio del potere
    sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di
    reati o irregolarita' di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di
    un rapporto di lavoro di cui all'art. 54-bis del decreto legislativo
    n. 165/2001 (c.d. whistleblowing), approvato nell'adunanza del 30
    ottobre 2018, ed entrato in vigore il 4 dicembre 2018, con le modifiche introdotte dalla presente delibera.

    2. La presente delibera e' pubblicata nel sito istituzionale
    dell'autorita', insieme al testo coordinato del regolamento. L'art.
    13 del regolamento sull'esercizio del potere sanzionatorio in materia
    di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarita' di
    cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro di
    cui all'art. 54-bis del decreto legislativo n. 165/2001 (c.d.
    whistleblowing) come modificato all'art. 1, entrera' in vigore con la
    pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale.


    Giuseppe Formichella




  • Argomento: Formazione


    Fisco: quesito su numerazione delle fatture.

    Importante risposta quella pubblicata in data 30 aprile 2019 dall'Agenzia delle Entrate (la n.132)rubricata: "Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 – Numerazione delle fatture".


    Con l’interpello appena specificato è stato esposto il seguente QUESITO:

    Il contribuente, nel prosieguo istante, fa presente quanto qui di seguito
    sinteticamente riportato.
    L’istante è titolare di una ditta individuale che svolge l’attività di commercio all’ingrosso di frutta ed ortaggi, effettuando numerosi acquisti da agricoltori in regime di esonero di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della
    Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA).

    Vista l’introduzione, a decorrere dal 1° gennaio 2019, dell’obbligo di fatturazione elettronica ex articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 e i
    chiarimenti resi dall’Agenzia delle entrate - in specie tramite le “FAQ - Risposte alle domande più frequenti” reperibili all’interno dell’area tematica del suo sito istituzionale all’indirizzowww.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/co
    municazioni/fatture+e+corrispettivi/faq+fe -, l’istante chiede «come dovrà essere gestita la numerazione delle autofatture elettroniche, nello specifico occorre predisporre una numerazione separata per ciascun fornitore in regime di esonero
    (come previsto dalle faq per il caso della fatturazione da parte delle cooperative per i conferimenti effettuati dai propri soci ai sensi dell’art. 34, comma 7 DPR 633/1972,
    contraddistinte da lettere in modo da distinguerle ad esempio la fattura n. 1 emessa all’istante dalla fattura n. 1emessa da un altro cessionario), oppure utilizzare un’unica numerazione seguendo l’ordine progressivo di emissione da parte del cessionario?».

    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

    In sintesi, in riferimento al quesito posto, visto il dettato dell’articolo 21, comma2, del decreto IVA - il quale prevede, tra l’altro, che la fattura debba contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco - l’istante ritiene:

    a) che «tale univocità possa essere rispettata utilizzando un’unica numerazione progressiva per le autofatture emesse ma aggiungendo delle lettere in modo da distinguere ad esempio l’autofattura n. 1 emessa per una cessione effettuata da un agricoltore allo scrivente dall’autofattura n. 1 emessa per una cessione effettuata dallo stesso agricoltore ad un altro cessionario»;

    b) in conseguenza di quanto detto sub a), di attribuire «un’unica numerazione
    progressiva seguita da lettere (ad esempio 1/DPE, 2/DPE ...) alle autofatture emesse nei confronti degli agricoltori in regime di esonero».

    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
    L’articolo 34, comma 6, del decreto IVA prevede, in via generale e salva diversa
    opzione esercitata dai soggetti interessati, che: «I produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due
    terzi da cessioni di prodotti di cui al comma 1, sono esonerati dal versamento
    dell’imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la
    dichiarazione annuale, fermo restando l’obbligo di numerare e conservare le fatture e le bollette doganali a norma dell’articolo 39. I cessionari e i committenti, se acquistano i beni o utilizzano i servizi nell’esercizio dell’impresa, devono emettere
    fattura, con le modalità e nei termini di cui all’articolo 21, indicandovi la relativa imposta, determinata applicando le aliquote corrispondenti alle percentuali di compensazione, consegnarne copia al produttore agricolo e registrarla separatamente a norma dell’articolo 25. Le disposizioni del presente comma cessano comunque di avere applicazione a partire dall’anno solare successivo a quello in cui
    è stato superato il limite di 7.000 euro a condizione che non sia superato il limite di un terzo delle cessioni di altri beni. [...]».

    I nuovi obblighi di fatturazione elettronica recati dall’articolo 1, comma 3, del d.lgs.
    n. 127 del 2015, non hanno mutato la disposizione richiamata, né gli adempimenti a carico del cessionario/committente o le regole generali in tema di fatturazione, per
    quanto da leggere nel mutato quadro tecnico/normativo.

    Sotto questo profilo, ferme le indicazioni già rese note sulle modalità di compilazione dei documenti in esame - si vedano le citate “FAQ - Risposte alle domande più frequenti” reperibili all’interno dell’area tematica del sito istituzionale della scrivente,
    nonché i chiarimenti forniti in sede di incontri con le associazioni di categoria (cfr., ad esempio, i quesiti formulati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, disponibili sul sito internet del consiglio stesso all’indirizzo
    www.cndcec.it/Portal/News/NewsDetail.aspx?id=d9322d66-5e12-4f99-a04c-
    72c09268fdc2) - con specifico riferimento alla numerazione delle fatture occorre rammentare quanto chiarito a seguito delle modifiche recate all’articolo 21,comma 2,
    lettera b), del decreto IVA, dall’articolo 1, comma 325, lettera d), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, ossia che «è compatibile con l’identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma qualsiasi tipologia di numerazione
    progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa» (così la risoluzione n. 1/E del 10 gennaio 2013).

    Dunque, nell’adempiere l’obbligo posto a suo carico dall’articolo 34, comma 6, del decreto IVA, il cessionario, nel rispetto di un’ordinata contabilità, può determinarsi nel modo più confacente alla propria organizzazione aziendale (ad esempio, numerando progressivamente le fatture poi consegnate agli agricoltori cedenti facendole seguire da una o più lettere identificative [legate alle iniziali della propria denominazione o altro]), con l’unico limite dell’univocità, ossia dell’identificazione certa del documento, anche tramite la sua data, così da evitare duplicazioni od
    ostacolo all’attività di controllo.
    (Fonte AdE).


    Pierfrancesco Viola




  • Argomento: Approfondimento


    Agenzia delle Entrate: cause ostative alla applicazione del regime cd forfetario.

    E' stata pubblicata sul sito della Agenzia delle Entrate la Risposta n. 133 del 30 aprile 2019 avente ad oggetto
    lo "Articolo 1, comma 57, lettera d) della legge 23 dicembre 2014, n.
    190, come modificato dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge
    30 dicembre 2018, n. 145
    Cause ostative all’applicazione del regime cd. forfetario" e contenente il seguente QUESITO:

    L’istante esercita l’attività di mediazione immobiliare (codice Ateco
    68.31.00) ed è attualmente titolare di una quota di partecipazione al capitale
    sociale della società ALFA S.r.l. (codice Ateco 68.31.00) nella misura del 72 per cento nonché amministratore della stessa; l’attività esercitata è, quindi,
    riconducibile a quella della società in cui possiede la partecipazione.
    L’interpellante fa presente di aver superato, nel corso del periodo
    d’imposta 2018, la soglia dei ricavi prevista per poter usufruire del regime dei minimi, pur restando al di sotto del limite previsto dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190.

    "L’interpellante chiede se, tenuto conto della pubblicazione della legge di
    bilancio del 2019 nella Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 302 del 31 dicembre 2018 nonché dell’assenza di una disposizione normativa transitoria che preveda una finestra temporale volta a consentire al contribuente di poter rimuovere in tempo utile le cause ostative, possa operare nel corrente anno d’imposta 2019 per la propria attività professionale con il c.d. nuovo regime forfetario, di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge del 23 dicembre 2014, n. 190, come modificata dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (di seguito, legge di bilancio 2019)".

    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL
    CONTRIBUENTE

    Il contribuente ritiene di poter usufruire già a decorrere dall’anno
    d’imposta 2019 del nuovo regime forfetario, in ossequio a quanto previsto dall’articolo 3 della legge 27 luglio 2002, n. 212, (Statuto dei diritti del contribuente), secondo cui: “In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono
    prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata
    anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

    Preliminarmente si rappresenta che dal presente parere resta esclusa ogni
    considerazione in merito ai requisiti di applicazione del regime forfetario previsti dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché delle ulteriori cause ostative ivi previste.

    La legge n. 190 del 2014, all’articolo 1, commi da 54 a 89, ha introdotto
    un regime fiscale agevolato, c.d. regime forfetario, rivolto ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti.

    La legge di bilancio 2019 ha modificato, con portata estensiva, l’ambito
    di applicazione del regime forfetario.

    Tra le altre modifiche apportate, si rileva la riformulazione di alcune delle cause ostative all’applicazione del regime forfetario e, per quanto concerne il quesito posto dall’istante, di quella di cui alla lettera d) del comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014.

    In particolare, per quel che qui rileva, la lettera d) del comma 57 prevede
    che non possono applicare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che controllano direttamente o indirettamente società a
    responsabilità limitata, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti
    o professioni.

    In argomento, la circolare n. 9/E del 10 aprile 2019, cui si rinvia per
    completezza, ha chiarito che affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza:

    1) del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata e

    2) dell’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente
    o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

    In assenza di una delle predette condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario.
    Riguardo alla decorrenza della causa ostativa, la medesima circolare
    precisa che ai fini della verifica delle stessa assume rilevanza l’anno di
    applicazione del regime e non l’anno precedente, dal momento che solo
    nell’anno di applicazione del regime può essere verificata la riconducibilità
    diretta o indiretta delle attività economiche svolte dalla s.r.l. a quelle esercitate dal contribuente in regime forfetario.

    Con riferimento alla fattispecie rappresentata nell’istanza, dunque, il
    contribuente può aderire per il 2019 al regime forfetario in quanto la presenza
    della causa ostativa va valutata in detto anno e - ove ne sia accertata l’esistenza - comporterà la decadenza dal regime nel 2020.

    Con riferimento al caso di specie, si rileva il ricorrere della prima
    condizione, costituita dal controllo diretto di cui all’articolo 2359, primo comma, n. 1, del codice civile [cfr. sub 1)].

    Con riferimento alla seconda condizione [cfr. sub 2)], dal momento che i
    codici ATECO delle due attività rispettivamente svolte dall’istante e dalla società a responsabilità limitata controllata appartengono alla medesima sezione ATECO (la sezione L), la riconducibilità delle due attività economiche esercitate è da
    ritenersi sussistente, considerato che la persona fisica che usufruisce del regime forfetario percepisce compensi di amministratore, tassabili con imposta
    sostitutiva, dalla società a responsabilità limitata controllata, la quale, a sua volta, deduce dalla propria base imponibile i correlativi componenti negativi di reddito.

    Pertanto, essendo integrata la causa ostativa di cui alla lettera d) del
    comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014, secondo quanto chiarito
    dalla citata circolare n. 9/E del 2019, l’istante decadrà dal regime forfetario nel periodo d’imposta 2020 ai sensi del successivo comma 71 del citato articolo 1, ferma restando comunque l’applicabilità del regime forfetario nel periodo d’imposta 2019.

    Tuttavia, al fine di salvaguardare i comportamenti tenuti dai contribuenti
    nelle more della pubblicazione della circolare n. 9/E del 10 aprile 2019,
    considerato che i chiarimenti interpretativi da cui discende, nel caso di specie, la decadenza dal regime forfetario sono sopraggiunti con la pubblicazione della circolare stessa, qualora non sia effettuata alcuna cessione di beni o prestazione
    di servizi a qualsiasi titolo, ivi compreso per l’attività di amministratore, da parte
    dell’istante alla s.r.l. controllata a decorrere dalla predetta data di pubblicazione del menzionato documento di prassi e se l’istante dovesse cessare dalla carica di amministratore della s.r.l. controllata, lo stesso non decadrà dal regime forfetario
    nel periodo d’imposta 2020-
    (Fonte Agenzia delle Entrate).


    Diego Piergrossi






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