Articoli - Lavoro e Post Mercato

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domenica, 21 luglio 2019


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 300 - del 16-04-19

Sommario




  • Argomento: Rete sociale


    Auguri per una Santa Pasqua .

    La redazione tutta augura ai suoi lettori sinceri auguri per una Santa Pasqua. La rivista tornerà on line il 1° maggio 2019 con il numero 301.


    Diego Piergrossi




  • Argomento: Formazione


    La nuova antropologia del Terzo Millennio.

    DIFESA DELLA VITA, DELLA FAMIGLIA, E DELLA LIBERTA' RELIGIOSA NON E' TEMPO DI DIVIDERSI TRA CATTOLICI! Riporto un estratto di un interessantissimo articolo del Dott. Paciolla sull'ultimo attacco alla Libertà religiosa ed ai valori cristiani avvenuto a Verona contro chi partecipava al Congresso WCF:
    "... il problema, da oggi in poi, è che non si potrà più parlare di famiglia naturale semplicemente perché, secondo alcune forze, è un concetto che lede la dignità di altri “tipi di famiglia”. Quindi, la necessità di un bavaglio. Esattamente quello che è andato in scena a Verona.
    Mi chiedo: ma questo mondo cattolico si rende conto che quello che ci aspetta, implicito nel percorso intrapreso dalle forze LGBT, sarà il tentativo di impedirci di testimoniare la nostra fede per non urtare la sensibilità di chi non ha fede?
    Infatti, secondo alcune frange culturali, molto potenti e influenti dal punto di vista dei mezzi finanziari e mediatici, la libertà religiosa, cioè la libertà di esprimere il proprio credo religioso, è considerata intrinsecamente discriminatoria nei confronti di chi non ha fede poiché censura alcuni comportamenti o orientamenti sessuali. In questo senso, queste forze tendono a considerare la libertà religiosa non come un diritto pienamente riconosciuto ma come una eccezione che deve essere malamente tollerata. Una eccezione che, in quanto eccezione, diventerà sempre più limitata, fino a scomparire del tutto.
    Questo mondo cattolico, purtroppo, attardandosi su concetti piuttosto fumosi, sta perdendo di vista la questione fondamentale che è in gioco, ovvero, la libertà religiosa tout court. Poiché la libertà religiosa è un diritto preminente e la pietra angolare della democrazia, in gioco, dunque, c’è l’essenza stessa della democrazia e non la semplice irritazione espressa da alcune forze nei confronti di un convegno di cui non condividono i contenuti. Pertanto, la cifra alla base del “chiasso” di Verona non è altro che il totalitarismo intrinseco alla nostra cultura sempre più post-liberale. Un totalitarismo abilmente camuffato di buoni sentimenti, falsamente non discriminatorio,
    Alcuni esponenti della Chiesa non si sono resi conto che quello che a Verona è andato in scena è stato il primo, plateale, evidente, chiarissimo tentativo messo in atto da parte di alcune forze di mettere il bavaglio ad altri, per il semplice motivo che non si vuole che si parli, si agisca e persino si pensi secondo una particolare concezione antropologica, quella cristiana.
    D’altra parte, è stato lo stesso card. Parolin, il 3 aprile scorso, a dire che il sostegno del principio del diritto naturale, della famiglia e delle questioni relative alla vita dei credenti religiosi è sotto attacco, perché la società laica non ritiene che il credo religioso sia parte essenziale della natura umana.
    “Alcuni dei cosiddetti ‘nuovi diritti umani’ a volte tendono a entrare in conflitto con quelli universalmente riconosciuti come diritti umani fondamentali, tra cui la libertà religiosa e il diritto alla vita”, ha detto Parolin.
    È in atto nella nostra società contemporanea un evidente (per chi abbia gli occhi aperti) esperimento di liberare l’uomo estirpando dal suo cuore il desiderio di Dio, il desiderio di un Padre buono. Infatti, la radice ultima della ideologia del gender non è altro che questo. Lo aveva ben capito Dostoevskij quando scrisse nel suo quaderno nel 1863-1864: “I socialisti vogliono rigenerare gli esseri umani, per liberarli, presentandoli senza Dio e senza la famiglia”.
    Eppure, alcune personalità della Chiesa non si rendono conto che passo dopo passo, tentativo dopo tentativo, il bavaglio messo sulla bocca dei cristiani, e quindi della Chiesa, si fa sempre più stretto. Esse non si rendono conto della sofferenza patita da tanti cristiani che hanno visto distrutta la loroattività economica a causa della loro concezione cristiana della famiglia. Non si rendono conto che medici perdono il loro lavoro o vengono arrestati perché si sono rifiutati di eseguire aborti. Non si rendono conto che laureatinon riescono a trovare lavoro negli ospedali o nelle scuole pubbliche perché provenienti da Università che professano chiaramente una concezione della famiglia secondo l’insegnamento di sempre della Chiesa. Non si rendono conto che professori perdono il posto per la loro concezione cristiana della famiglia e della sessualità. Non si rendono conto che legislazioni, vedi l’Irlanda, potrebbero imporre agli ospedali Cattolici l’obbligo di offrire il servizio degli aborti se volessero mantenere i fondi pubblici. Non si rendono conto che Università come la Yale Law School non fornirà più sostegno finanziario a studenti e laureati che lavorano presso organizzazioni che operano in base ad un “orientamento sessuale e identità ed espressione di genere”. Non si rendono conto del grave atto messo in atto in questi giorni dal Comune di Milano, dove è stata imposta per legge l’esclusione dalla partecipazione ad un bando per l’assegnazione di un negozio di proprietà del Comune, per qualsiasi associazione contraria all’aborto, alle Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento) e alle unioni civili.
    Questi sono tutti esempi che dimostrano che sarà sempre più difficile, finanche impossibile, esprimere liberamente il proprio pensiero cristianamente definito perché, proprio come è avvenuto a Verona, si sarà accusati di essere propagatori di odio, di omofobia, di transfobia, di intolleranza, di razzismo, ecc. Questo significa che per noi cristiani non ci sarà posto nella società odierna, e che per questo motivo saremo oggetto di discriminazione, a meno che la nostra fede diventi spiritualistica e privata, cioè insignificante.
    Guardate quello che è avvenuto. Si è passati in pochissimo tempo da una tolleranza verso manifestazioni che esprimevano contenuti anche in maniera blasfema (Gay Pride), alla completa intolleranza verso coloro che vogliono parlare della santità della vita, del matrimonio cristiano e della famiglia naturale. È difficile capirlo? (Sabino Paciolla)"


    La Redazione (R.S.)




  • Argomento: Approfondimento


    Interpello articolo 11, comma 1, lettera a) legge 27 luglio 2000, n. 212 – Passaggio al regime forfettario.

    Pubblicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate la Risposta dell'11 aprile 2019 rubricata: "Interpello articolo 11, comma 1, lettera a) legge 27 luglio 2000, n.
    212 – Passaggio al regime forfettario"-.

    Più precisamente con l’interpello sopra indicato è stato esposto il seguente quesito:

    "[ALFA] (di seguito istante), dottore commercialista iscritto all’ordine che
    svolge attività di consulenza sulla sicurezza ed igiene dei posti di lavoro, espone il caso concreto e personale qui di seguito sinteticamente riportato.
    L’istante ha adottato fino al periodo d’imposta 2016 il regime contabile
    semplificato per gli esercenti arti e professioni.

    Nel 2017, pur avendo i requisiti per accedere al regime naturale forfetario, ha manifestato, con la presentazione
    della dichiarazione IVA, l’opzione di rinnovo tacito per il regime contabile
    semplificato.

    Tenuto conto dei chiarimenti resi con la risoluzione n. 64/E del 14 settembre 2018, l’istante chiede se gli sia possibile applicare il regime naturale
    forfetario a partire dal 1° gennaio 2019.

    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

    In sintesi, l’istante, avendone i requisiti, ritiene di poter adottare dal 2019 il regime forfetario senza necessità di rispettare il vincolo triennale correlato all’esercizio tacito dell’opzione per il regime contabile semplificato.

    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

    Preliminarmente si rileva come il richiamo ai chiarimenti di cui alla
    risoluzione n. 64/E del 2018 non sia strettamente attinente al caso di specie poiché essa si riferisce ad un soggetto esercente attività di impresa, mentre l’istante è un professionista.

    Inoltre, dalle dichiarazioni presentate, risulta che l’istante ha
    adottato il regime di tassazione ordinario, che ha continuato ad utilizzare - optando tacitamente con comportamento concludente - pur possedendo, dal 2017, i requisiti per adottare il regime forfetario.

    Detto regime, destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni, è
    stato introdotto dall’articolo 1, commi da 54 a 89, delle legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) e modificato dall’articolo 1, commi da 111 a 113, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) .

    Esso rappresenta il regime naturale delle persone fisiche che esercitano
    attività di impresa, arte o professione in forma individuale, che siano in possesso del requisito di cui al comma 54, dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015, e non incorrano in una delle cause di esclusione previste dal successivo comma 57. A tal riguardo, la legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019), all’articolo 1, commi da 9 a 11, ha introdotto delle significative novità; in particolare, ha
    semplificato i requisiti di accesso prevedendo come unica condizione quella di aver conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 65.000 euro, ed ha introdotto nuove cause di esclusione.

    Ciò premesso, al caso di specie si applica quanto disposto dall’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, secondo il quale - in deroga al vincolo triennale disposto dall’articolo 3 del medesimo decreto nel caso di opzione per regimi di determinazione dell’imposta - è possibile “la variazione dell'opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative” (cfr circolare n. 10/E del 4 aprile 2016, paragrafo 3.1.1).

    Pertanto il contribuente, in possesso dei requisiti per accedere al regime
    forfetario, può transitare dal regime di tassazione ordinario a quello forfetario già a partire dal periodo d’imposta 2019.
    (Fonte: Agenzia delle Entrate).


    Pierfrancesco Viola




  • Argomento: Approfondimento


    La mercificazione umana 2.0

    Giù la maschera!!! Questa non è difesa di nuovi diritti civili, questi sono esperimenti sulla pelle dei bambini e basta. Drammatica la descrizione del Dott. PACIOLLA sulla notizia proveniente dal Nebraska : "Una donna di 61 anni ha dato alla luce una bimba fecondata con lo sperma del figlio omosessuale, sposato con un uomo, e con l’ovulo della sorella del compagno del figlio omosessuale. La bimba avrà un padre che sarà anche suo fratello, avrà una zia che sarà anche sua madre e avrà una mamma che sarà anche sua nonna...Questo è l’esito della rivoluzione sessuale fatta dell’allora “pace e amore”, o dell’odierno obamiano “Love is love”.".Qui non si tratta di credere o meno in un Dio, ma dell'avere o meno rispetto dei diritti del bambino e più in generale di quelli del genere umano. L'uomo non è la pecora dolly. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2162901483790882&id=100002131530435


    Rita Schiarea




  • Argomento: Approfondimento


    Chi ha paura della famiglia?

    In una chat ieri notte è ricomparso per l'ennesima volta un attacco a chi ha osato condividere i temi del Congresso di Verona e per l'ennesima volta è ricomparsa la volontà di far apparire chi si oppone all'utero in affitto e alle adozioni da parte delle coppie omosessuali come soggetto oscuro e pericoloso che vuole togliere diritti (quali? Se è sempre stato proibito dalla legge l'utero in affitto per coppie omosessuali idem per le adozioni) per il solo gusto liberticida e sadico di veder soffrire gli altri!!! Ho tentato allora di affrontare una volta per tutte il tema con il seguente post che ho titolato: CHI HA PAURA DELLA FAMIGLIA?
    "Su Facebook fare domande è molto semplice, molto meno rispondere su temi complessi con lo smartphone…ci proverò
    con tre premesse e due considerazioni divisi in 2 post:
    1.Premessa catechetica
    Che la Chiesa dichiari fin dalla sua costituzione che siamo tutti figli di Dio e non si debba giudicare l’individuo sulla base dell’orientamento sessuale, ma dalla sua condotta, non è una novità di oggi. Questo la Chiesa Cattolica lo dichiara chiaramente senza alcun ombra di dubbio o reticenza a partire dal Vangelo. Più precisamente sull’omosessualità la Chiesa conferma all’articolo 2358 del Catechismo l’assoluto rispetto della persona omosessuale e raccomanda non solo l’assoluta attenzione ma
    stabilisce chiaramente che gli omosessuali debbano“essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone [come ogni altra persona] sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita]", quel che è altrettanto chiaro è che invece la Chiesa non approvi gli atti omosessuali che vengono ritenuti ai sensi dell’articolo 2357 atti “intrinsecamente disordinati… [perché ritenuti]… contrari alla legge naturale e [oggettivamente] precludono all'atto sessuale il dono della vita”. Questa premessa l’ho fatta perché nonostante la chiarezza del Catechismo, molti degli atei non conoscendolo esprimono giudizi assolutamente infondati. Aggiungo subito che tale premessa è necessaria ma vincola solo chi crede ed ognuno è libero di non credere come di credere.
    2. Premessa di fatto.
    Non è assolutamente vero che le famiglie naturali vogliano togliere diritti alle unioni civili o arcobaleno (Le unioni civili sono regolamentate dalla Legge n.76/2016 con numerosissimi diritti), quel che è avvenuto a Verona,e non solo a Verona, prova che la realtà è esattamente il contrario di quanto dalle associazioni LGBT sostenuto, infatti a Verona si voleva impedire ai rappresentanti delle famiglie naturali l'esercizio dei diritti garantiti dalla Costituzione (almeno agli articoli 19 e 21) e lo si è tentato con ogni mezzo lecito e non lecito: intimidazioni agli albergatori, intimidazioni nei confronti degli interpreti, minacce ai lavoratori degli stand, pressioni sui relatori perché disertassero, pressioni sugli sponsor che hanno determinato un buco da 150.000 euro, contromanifestazioni, bombardamento mediatico da parte dei maggiori opinion leader su tutte le tv pubbliche e private , i sindacati , il maggior partito di governo ed il maggior partito di opposizione uniti, colossi come Ikea a sostegno delle idee LGBT , flash mob…tanto che per garantire lo svolgimento del congresso la location è stata cinturata dalle Forze dell’Ordine e per garantire la manifestazione è dovuta intervenire anche la Digos. Questo per estrema chiarezza , ribaltare i termini è semplice, ma la verità viene sempre a galla.
    3. Premessa giuridica le discriminazioni si hanno quando si trattano cose eguali in modo diseguale, ma i “sessi” e le “generazioni”(da gender) non sono degli “uguali” Sono differenti e chiedono di essere trattati in modo che si rispettino le loro differenze (in altri termini un istituto è il matrimonio tra uomo e donna su cui si fonda la famiglia, altro istituto quello delle unioni civili tra uomo e uomo o tra donna e donna) Del resto come ben sanno tutti gli studenti di Giurisprudenza non esistono sinonimi in Diritto e quindi non solo NON vi è discriminazione regolamentando il matrimonio e, dunque, la famiglia sullo stesso fondata diversamente dall’unione civile, ma si commetterebbe ingiustizia qualora la regolamentazione non fosse diversa poiché si andrebbero a disciplinare in maniera uguale situazioni non uguali. Inoltre, da un punta di vista giuridico è parimenti e assolutamente falso che si vogliano togliere "diritti" poiché in tema di adozioni e utero in affitto la legge è assolutamente chiara e proibisce l'utero in affitto e l'adozione (Qualcuno potrebbe spiegarmi come si fa a togliere ad uno ciò che quello stesso non ha?) La distorsione dei fatti per ingannare l'opinione pubblica non è una tecnica che fa onore.
    Venendo alle considerazioni:
    I) Da un punto di vista socio antropologico la Famiglia naturale o normo costituita è quella formata da una coppia uomo donna stabile e potenzialmente aperta alla generatività . Questa generatività, sia pure solo potenziale, può essere data naturalmente solo da una coppia uomo donna e non da altre coppie Di più la famiglia non è mera aggregazione di soggetti o oggetti ma è relazione generativa di beni relazionali che possono conseguire anche in questo caso solo da una coppia eterosessuale.Nelle coppie omosessuali e in buona parte delle coppie di fatto prevale, infatti, l’interesse al rapporto di coppia fra i due partner rispetto all’impegno intergenerazionale e alla funzioni sociali della famiglia (ovviamente si possono dare singole eccezioni che però confermano l’osservazione prevalente).
    II) Da un punto di vista giuridico la distinzione è netta, la famiglia è riconosciuta dall’articolo 29 della Costituzione Italiana come società naturale fondata sul matrimonio e sostenuta dall’articolo 31 , non solo ma nell’articolo 30 si chiarisce in tema di filiazione i doveri che gravano sui "genitori" (in ogni caso i lavori preparatori sono chiarissimi sulla volontà dei Padri Costituenti che si trattasse di una coppia eterosessuale), le Unioni civili no, sono dei meri patti di convivenza e non fondano alcuna famiglia (costituzionalmente parlando).
    Venendo all’utero in affitto o, in maniera edulcorata, alla fecondazione eterologa, ritengo personalmente che costituisca un attentato ai diritti delle parti più deboli (le madri biologiche e i neonati) ed in genere dell’essere umano ridotto a merce (lo sperma si compra, l’utero si affitta, il bambino si acquista) a prescindere che si tratti di una coppia omosessuale o eterosessuale.
    Come diceva Jean Jacques Rousseau che certo non era un pensatore cattolico: “La Democrazia esiste dove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi” . Appunto!!!
    Come noto dopo la sentenza della Corte Costituzionale n.40/2004 è diventata lecita in Italia la fecondazione eterologa per le coppie eterosessuali (quindi no single, né omosessuali)
    Anche dopo questa sentenza, che ovviamente rispetto, continuo a ritenere quanto sopra premesso ed in particolare che i desideri dell’adulto non possano prevalere sui diritti del bambino .
    Si osservi che Regolamenti Comunali (quello del Comune di Roma) sulla tutela dei cuccioli degli animali domestici prevedono disposizioni di maggior tutela rispetto a quella prevista per i “cuccioli” d’uomo (i cuccioli di cani e gatti non possono essere separati dalla madre prima dei 60 giorni di vita).
    Di più, l’utero in affitto, oltre ad essere vietato dalla legge per i single e le coppie omosessuali , nel caso di specie (cioè nel caso di single e coppie omosessuali) , oltre ai diritti lesi sopra indicati, lede ulteriormente i diritti del bambino ad avere un padre ed una madre con tutto quello che consegue.(è evidente che per disgrazia ci siano bambini orfani di padre o di madre...ma perché farli volontariamente nascere orfani di un genitore, quando non di tutti e due?).
    Quindi le famiglie naturali non tolgono nulla a nessuno, ma innanzitutto vogliono poter esercitare i diritti costituzionalmente previsti senza alcuna riduzione da parte di violenti ed in secondo luogo richiedono il rispetto delle differenze poiché antropologicamente, sociologicamente e giuridicamente la famiglia naturale o normocostituita (fondata sul matrimonio) è istituto diverso dall’unione civile, ciò non solo in nome della Giustizia, ma per la tutela della parte più debole costituita dai bambini e dalle mamme povere indotte a mercificare il proprio utero per poter guadagnare quanto necessario per sopravvivere.
    Se poi si vuole, come mi sembra di aver capito, una risposta secca nonostante sia ben chiara la risposta da quanto sopra esposto alla “domanda a te cosa cambia se viene adottato..? ” Rispondo che 1. è vietato dalla legge e quindi ad oggi illecito 2. anche qualora venisse previsto da una nuova legge risulterebbe evidente in ogni caso la riduzione della donna (madre biologica) e del bambino da persone a merce , ma soprattutto una lesione assoluta e gravissima dei diritti del bambino. 3. poiché la tutela dell’innocente è il principio base dell’esistenza stessa di uno Stato di diritto , la lesione di quel principio comporterebbe una lesione dello stesso stato di diritto in Italia. Ecco cosa mi cambia!!! ". Mi si permetta , dopo tante risposte, una domanda CHI HA PAURA DELLA FAMIGLIA???


    Diego Piergrossi






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