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sabato, 20 luglio 2019


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 299 - del 01-04-19

Sommario




  • Argomento: Laboratorio sociale


    Congresso WFC di Verona: la libertà di opinione è a rischio anche in Italia.

    Congresso Mondiale Famiglie 2019: TUTTI CONTRO: un attacco alla libertà di opinione non si vedeva così violento ed organizzato dai tempi in cui fu impedito a Papa Benedetto XVI di compiere l'annuale visita all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" con minacce , raccolta di firme e manifestazioni intimidatorie.

    Ma forse è la prima volta che si è assistito ad un attacco così articolato contro un congresso mondiale avente ad oggetto la famiglia naturale.

    Tutti dalle multinazionali al livello del colosso svedese Ikea al maggior partito di governo e a quello di opposizione, dai maggiori sindacati ai centri sociali, dal Mainstream dell'informazione agli antagonisti, dai maggiori opinion leaders agli anarchici, dalle associazioni cd femministe ai troll...hanno tentato in tutti i modi di impedire l'esercizio di un diritto costituzionalmente riconosciuto come una legittima manifestazione di libertà di pensiero da parte di pacifici cittadini.


    Tutto è iniziato un mese prima del'evento: innumerevoli intimidazioni, black list e minacce agli albergatori che avevano offerto convenzioni con i partecipanti al convegno da parte di associazini antagoniste, intimidazioni verso gli sponsor a seguito delle quali alcuni sponsor hanno rinunciato al loro patrocinio concordato e creato un buco di 150.000 euro nelle casse degli organizzatori; contemporaneamente sono state effettuate pressioni per far ritirare il patrocinio già concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, poi si sono attivate pressioni per non far partecipare nemmeno a titolo personale il Presidente dell'ISTAT ed altri relatori rappresentativi, contemporaneamente è stata fatta terra bruciata intorno al WCF e marchiato come medievali, estremisti, integralisti, fanatici ed offeso i partecipanti del congresso internazionale sulla famiglia.

    Di seguito flash mob preceduti, inusualmente, da un "seminario" preparatorio, e, ancora contromanifestazioni organizzate dai più importanti Sindacati e dal principale partito d'opposizione con dispiegamento di mezzi e risorse da manifestazione nazionale (con più di 20.000 partecipanti, fonte Corriere della Sera)

    E poi si è assistito ad un martellamento mediatico preventivo durante il quale gli opinion leader più blasonati si alternavano nel diffondere fake news sul congresso e sui suoi partecipanti, a lanciare "scomuniche" da parte del leader del primo partito per chi avesse partecipato, e, poi, un drammatico e suicida fuoco amico, giustificato da una non condivisione del metodo, ed ancora ttacchi informatici a mezzo troll (almeno 100) per impedire la fruizione delle dirette e per provocare, con insulti e bestemmie, una reazione nei partecipanti che volevano solo seguire un congresso internazionale sulla famiglia .

    Ebbene dopo tutto questo, e sebbene tutto ciò, i lavori del congresso, grazie alla protezione e alla professionalità delle forze dell'ordine, sono potuti proseguire, gli interventi propositivi e le esperienze di politiche familiari e di conciliazione famiglia-lavoro si sono potuti confrontare ed i partecipanti sono riusciti a seguire i lavori del congresso.

    Un congresso che più di ogni altro ha rimesso al centro il ruolo della famiglia, il valore della donna, la sacralità della vita e la sua libertà di scelta. Ovviamente i "paladini" delle libertà, quelli che se non la pensi come loro non sei nemmeno umano e sei da sopprimere, sempre per il bene dell'umanità, s'intende, hanno continuato a schernire i partecipanti al Congresso con ulteriori attacchi mediatici, con decontestualizzazioni, attraverso lo sperimentato controllo dei principali mass media. Per carità, nessuna sorpresa. Tutto già visto da parte di un'ideologia che giudica come intollerabile chiunque si permetta di esprimere un pensiero diverso da quello ritenuto come progressista. Ma, forse, mai vista tanta volontà e forza di reprimere un dissenso. È vero chi vorrebbe difendere la Famiglia fa davvero paura perché la Famiglia è l'ultimo baluardo a difesa dell'individuo e dei suoi diritti innati. Ognuno scelga pure il modello che vuole. Si definiscano i partecipanti a questo congresso con tutti gli insulti del mondo... Ma nessuno può contestare la gravità di quanto hanno subito per aver espresso un pensiero chiaro, perfettamente in linea con quanto disposto dalla Costituzione italiana , esaminato problemi concreti come quello della denatalizzazione, dello sfruttamento delle donne povere, della mancata tutela della vita e dei neonati, dell'alcolismo e delle droghe... e proposto soluzioni normative, tributarie sulla base di esperienze internazionali reali e condivise. Nessuno può contestare che i contenuti veri del Congresso siano stati nascosti all'opinione pubblica, poiché il messaggio che doveva passare era che in quel congresso si sarebbero orditi complotti ed oscuri disegni contro il progresso umano. Si dirà che alla fine il congresso si è svolto. Certo è che per esercitare in Italia diritti costituzionalmente riconosciuti e tenere un pacifico Congresso sulla famiglia c'è voluto l'intervento delle forze dell'ordine...!!! Se questo è normale... spiega molto della crisi occidentale odierna.


    Ma perché tutto questo odio verso chi parla di Famiglia, il Prof. Gandolfini è stato mediaticamente linciato e se non vi fossero state le Forze dell'Ordine a proteggerlo, anche fisicamente, non vi è stata esclusione di colpi, si è speculato perfino sulla figlia adottata.

    Perché ?
    Gandolfini, in fondo, non ha detto nulla di nuovo: "L'aborto è l'omicidio di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli che aiutano la maternità".
    Di fronte a questa affermazione, chiarissima, ecco la risposta dei giornali:
    Corriere della Sera (da centrosinistra): "Meeting di Verona: attacco alla 194".
    Il Giornale (da centrodestra): "A Verona l'attacco alla 194".
    Ma l''intervento di Gandolfini è, tuttaltro che un attacco alla L.194, è, infatti, in primis la richiesta di applicare integralmente la legge 194 !!! Ad oggi applicata sistematicamente solo nella parte soppressiva; ed in secundis la conferma di quello che il Cristianesimo, dall'inizio a Papa Francesco, ha sempre dichiarato: "l'aborto è la soppressione volontaria di una vita umana nel tempo che va dal concepimento alla nascita".

    Maurizio Faggioni , illustre Professore Ordinario di Bioetica, ricorda, infatti, che " Il rifiuto dell’aborto è stato sin dalle origini un tratto distintivo dei Cristiani nei confronti del mondo greco-romano in cui l’aborto era pratica diffusa. Gli antichi difensori della fede cristiana come Tertulliano e le testimonianze della catechesi primitiva, come la Didaché, sono unanimi e decise nella condanna dell’aborto. Questa persuasione del popolo credente è così continua, unanime e universale che san Giovanni Paolo II in Evangelium vitae ne ha fatto oggetto di una dichiarazione solenne (EV 62).

    Papa Francesco in più occasioni ha parlato dell’aborto in termini netti e inequivocabili, in piena sintonia con tutta la Tradizione della Chiesa. Basti ricordare alcune parole appassionate di Evangelii gaudium in cui difende la dignità e il diritto ad esistere dei nascituri: «Tra questi deboli di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo» (Evangelii gaudium, 213)".

    Se quanto premesso è vero, e lo è , dove sarebbe l'estremismo di Gandolfini? Perché accusarlo di medioevalismo? Perché definirlo ultracattolico o estremista? E' semplicemente cattolico.

    E' il Cardinal Biffi a profetizzarlo nel 1989 „Un altro esempio di menzogna che si sta diffondendo è quello di chiamare cattolici integralisti coloro che coraggiosamente si pongono al servizio della verità e in tutti i modi si adoperano per la difesa della vita, proponendo iniziative che prevengano o distolgano dall'"abominevole delitto" dell'aborto. [... ] A loro dico: non preoccupatevi! In questo contesto essere chiamati integralisti equivale a essere chiamati cristiani.“

    Ed è così nell'era della Liquidità, del Relativismo, della Tolleranza apparente, non si tollera chi si permette di esprimere un pensiero diverso dal Pensiero Unico. Il Cristiano con il suo sistema valoriale netto, con una Verità unica: Cristo, non può essere tollerato, va isolato ed espulso dalla società "civile".

    La Verità è, dunque, che con la scristianizzazione ormai avanzata dell'Occidente, l'Occidente medesimo inizia a smarrire tutti i valori di tolleranza e di libertà che lo hanno distinto nei millenni e portato ad essere Faro di Civiltà, di Democrazia, di Progresso e di Difesa dell'Uomo, e lentamente , ma inesorabilmente, a ritornare ai canoni ed ai valori precristiani, pagani.

    La Redazione di Lavoro e Post Mercato allora esprime solidarietà ai partecipanti al Congresso WCF di Verona e
    ringrazia l'organizzazione del Congresso e i suoi partecipanti per l'interessantissimo seminario internazionale di Verona che ha toccato i temi del sostegno alla Famiglia naturale e all'infanzia esaminando le diverse politiche tributarie attuate nel mondo, il tema della tutela della vita e dei diritti delle persone più deboli (soprattutto neonati e donne del terzo mondo ). La denatalizzazione europea, italiana in particolare, si vince puntando sulla famiglia, questo credo sia la proposta pragmatica e lungimirante del Congresso. Proposta che Lavoro e Post Mercato condivide e fa sua.


    La Redazione (R.S.)




  • Argomento: Laboratorio sociale


    Numero speciale UGCI BIS

    Si conclude con il presente numero lo speciale per celebrare i 20 anni del'Unione Giuristi Cattolici Italiani della sezione di Terni. Tra gli articoli si segnala una sintesi sull'appena concluso Congresso Mondiale della Famiglia di Verona.

    Sul perché di questo formidabile attacco contro chi pacificamente vuole chiede di mettere al centro dell'attenzione mondiale la famiglia c'è un profetico pensiero del mai dimenticato Don Luigi Giussani:

    "La famiglia è attaccata per far sì che l’uomo sia più solo, e non abbia tradizioni in modo che non veicoli responsabilmente qualcosa che possa esser scomodo per il potere o che non nasca dal potere. La seconda ragione, più profonda, è questa: che distruggendo la famiglia si attacca l’ultimo e più forte baluardo che resiste naturalmente alla concezione culturale che il potere introduce, di cui il potere è funzione: vale a dire, intendere la realtà atomisticamente, materialisticamente, una realtà in cui il bene sia l’istinto o il piacere, o meglio ancora il calcolo".


    Diego Piergrossi




  • Argomento: Rete sociale


    1999-2009: La Presidenza Molè (Seconda Parte)

    Segue dal numero 298:

    -16 0ttobre 2003 assemblea soci per il rinnovo delle cariche. Sono stati riconfermati gli eletti alla assemblea del 2000.

    -26 febbraio 2004 assemblea soci.

    -9 giugno 2005 assemblea soci per la elezione di 1 delegato all' assemblea nazionale UGCI.

    -1 marzo 2007: spedizione a tutti i soci della copia integrale del documento della Presidenza nazionale UGCI sulla proposta di legge sulle unioni civili in discussione al Parlamento, detta "DI.CO.".

    -29 marzo 2007 spedizione ai soci del testo del "manifesto "più famiglia"in preparazione della iniziativa nazionale del maggio successivo indetta dal Forum delle associazioni famigliari al quale aderisce l' UGCI .

    -4 maggio 2007: partecipazione dell' avv. Stefano Minucci, delegato del Presidente in rappresentanza dell' UGCI di Terni, al "family day".

    L'evento più importante è stato il convegno interregionale dell' UGCI organizzato a Terni il 28 settembre 2002, su suggerimento del delegato regionale umbro avv. Antonio Bolletta, su "Pace-Giustizia-Perdono" che ha avuto come relatori il Vescovo mons. Vincenzo Paglia ed il Presidente nazionale UGCI prof. Francesco D' Agostino. Il convegno si è tenuto nella sala convegni dell' hotel Valentino a Terni. La relazione del Vescovo Paglia è stata pubblicata su Iustitia" nel numero di luglio-settembre 2003.

    Fin quì la vita "dinamica" della sezione UGCI della diocesi di Terni-Narni-Amelia: “dieci anni di lavoro dal 1999 a tutto il 2008 con la presidenza dell' avv. Nicola Molè. Era ora di cambiare e così è stato".

    Il Consulente ecclesiastico dell'U.G.C.I. sezione di Terni sin dall' inizio è stato mons. Gianni Colasanti (per tutti don Gianni) fino al 2018, anno della sua morte.

    E' stato un Consulente bravissimo, sempre presente a tutte le attività e capace di ottime relazioni con tutti i soci dell' associazione. D'altra parte è stato in Diocesi il Presbitero per eccellenza nei rapporti con i laici fedeli e vicini alla Chiesa, ma anche in generale con il più vasto mondo laicale.

    Ordinato sacerdote il 29 giugno 1963 don Gianni ha conseguito la laurea in Teologia dogmatica e nell' università statale la laurea in Filosofia. In effetti la sua attività è stata quella di docente nei licei statali di Terni. In ambito pastorale, oltre ad essere di aiuto in varie comunità parrocchiali, è stato soprattutto e sempre Assistente delle associazioni di laici quale l'Azione cattolica, la F.U.C.I., il Movimento dei laureati cattolici, l' U.G.C.I. e consulente ecclesiastico del Centro italiano femminile (C.I.F.), fino ad essere Vicario episcopale per il laicato.

    Tra i tanti incarichi ricevuti quello di Priore e poi Camerlengo del Capitolo della Cattedrale di Terni , Dirigente scolastico, Docente universitario, Vice Presidente della Pia Fondazione Mons. Vincenzo Tizzani, Cappellano di Sua Santità, Vice Cancelliere della Diocesi.

    Nel dare l' annuncio della Sua morte così si esprimeva la Diocesi: "Sacerdote esemplare con una ricca e vasta preparazione culturale e dalla lucida intelligenza, ha effuso le sue grandi capacità di cuore e di mente nel mondo della cultura, della scuola e nell' apostolato parrocchiale. Molto conosciuto, stimato ed amato in città. E' stato direttore dell' Istituto di scienze religiose diocesano e dell' Istituto Leonino, insegnante di dottrina sociale della chiesa all' istituto di scienze religiose di Assisi".

    Pur tra tanti impegni e le sue specializzazioni ha accettato di svolgere il compito di Cappellano del lavoro dal 1966 al 1976 alle Acciaierie ed alla Fabbrica d' armi. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile ed una memoria indimenticabile e grata.



    Nicola Mole




  • Argomento: Rete sociale


    Storia della unione Giuristi Cattolici Italiani.

    La Chiesa Cattolica, limitando l’analisi storica dall’Unità d’Italia ai nostri giorni, al fine di difendere i diritti della Santa Sede nel clima anticlericale del XIX secolo , ma soprattutto per rafforzare il proprio radicamento sociale, attraverso una nuova forma di laicato cattolico ha, fin da subito, sempre promosso e incoraggiato il costituirsi di organismi e associazioni di laici impegnati nella testimonianza e nella promozione dei valori cristiani.

    Tra le prime associazioni a ciò costituite si annoverano certamente: la “Società della Gioventù Cattolica Italiana” fondata a Bologna nel settembre del 1867 e approvata da S.S. Pio IX con il breve Dum filii Belial il 2 maggio 1868 . Quest’ultima, dopo la riforma di Pio XI del 1922 e l’avvento del Fascismo, confluisce nell’Azione Cattolica dapprima con il nome di GIAC (Gioventù Italiana di Azione Cattolica) e poi, dal 1969, semplicemente con il nome di “Azione Cattolica”, arrivando a contare a metà del XX secolo, in Italia, oltre tre milioni di iscritti; e la “ Federazione Universitaria Cattolica Italiana”(FUCI) sorta nel settembre del 1896 a Fiesole.

    Nel 1933 si costituisce, su indicazione di Giovanni Battista Montini (il futuro Papa Paolo VI), che era anche consulente ecclesiastico della citata FUCI , la “Sezione dei Laureati di Azione Cattolica” (divenuta, poi, “Movimento dei Laureati di Azione Cattolica”) come sezione autonoma dell’Azione Cattolica.

    L’undici ottobre 1946, nell’immediato dopoguerra e immediatamente dopo la scelta “repubblicana” veniva deliberato il nuovo Statuto dell’Azione Cattolica al cui articolo 91 disponeva: “Il Movimento dei Laureati di Azione Cattolica promuove la costituzione di Unioni Professionali…Le Unioni rimangono collegate al Movimento per tutte le attività comuni ai laureati. A tale scopi i Presidenti delle varie Unioni Professionali fanno parte del Consiglio Centrale dell’Associazione (il Movimento) e il Presidente Centrale potrà nominare un Segretario per le Unioni Professionali facente parte della Presidenza Centrale”.

    Dopo un’iniziale fisiologica inerzia dovuta alle innumerevoli attività di quegli anni di ricostruzione del Paese, nel settembre del 1948 l’Unione Giuristi Cattolici Italiani può finalmente “iniziare la sua autonoma attività a seguito dell’approvazione di uno Statuto provvisorio e la nomina del Comitato Provvisorio Centrale in funzione sino alla convocazione del Congresso Nazionale che decida sullo statuto definitivo e proceda alla elezione dei dirigenti statutari: il comitato è composto dall’avvocato Giuseppe Cassano, dal dottor Marcello Dondona, dal Professor Francesco Santoro Passarelli, dal dottor Salvatore Zingale e dal dottor Francesco Di Piazza…” . Lo Statuto provvisorio composto da dodici articoli fissava alcune linee programmatiche ed una struttura ancora profondamente subordinata agli organi del Movimento dei Laureati di Azione Cattolica .

    Il primo congresso dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani si tiene a Roma dal 4 al 6 novembre 1949 dove l’Assemblea dei Delegati procede alla preparazione e all’approvazione del primo Statuto definitivo dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani e all’elezione dei dirigenti nazionali in base allo statuto medesimo. “Le riunioni dell’Assemblea sono presiedute alternativamente dal senatore Mario Riccio e dal professor Francesco Santoro Passarelli: in quella conclusiva del 6 novembre viene acclamato Presidente Onorario a vita dell’Unione il professor Francesco Carnelutti” , F. Santoro Passarelli (Presidente del Consiglio Centrale), M. Berri e G. Cassano (Vice Presidenti), F. Di Piazza (Tesoriere-Segretario), G. Astuti, G. Auletta , G. Azzariti, D. Barbero, T. Cangini, M. Dondona, E. Gatto, E. Minoli, E. Nasalli Rocca, F. Pergolesi , A. Piola, U. Radaelli, M. Riccio, A. Trabucchi, C. Varelli (componenti).; mons. F. Costa (Consulente Ecclesiastico) .
    Lo Statuto del 1949 al cui testo si rimanda in Appendice Documentale (riprodotto integralmente nella Parte III) era composto di diciannove articoli che rimangono l’ossatura dei successivi sino ad oggi


    Diego Piergrossi






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