Articoli - Lavoro e Post Mercato

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martedi, 19 novembre 2019


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 296 - del 16-02-19

Sommario




  • Argomento: Rete sociale


    Antropologia e musica: il caso Lauro.

    Su Lauro e la sua Rolls Royce, la canzona presentata al Festival di Sanremo accusata di essere un inno alla droga sintetica (Rolls Royce è una particolare pasticca di Ecstasy) non finiremmo mai di discutere chi scrive non è d'accordo con l'autore che esclude categoricamente il riferimento alla droga (il testo parla chiaro e non ha bisogno di interpretazioni) e nemmeno con Don Mazzi e con Striscia la noizia ... anche perché, se si voleva "arginare" il messaggio, occorreva ignorarlo e non evidenziarlo come è stato fatto ...ed infatti, il suo (di don Mazzi) intervento e quello di Striscia ne hanno fatto un "evento" da non perdere ...prima ancora di conoscerlo), certo è stato che dopo Cristicchi, pura poesia che ha subito emozionato l'Ariston, e la qualità canora de il Volo (drammaticamente oggetto di boicottaggio da parte delle due giurie cosiddette di qualità)Roll Royce è stata la canzone che ha davvero impressionato un pubblico eterogeneo: in Rolls Royce di "Lauro" (che ad avviso di chi scrive è un omaggio più al Vasco Rossi di "Coca Cola", con le stesse allusioni, e di "Vita spericolata" che a Marilyn Monroe ) dietro la patina shockante di una moderna e riprodotta superficialità e di una riuscita "maschera" di "strada", astutamente ambigua, e molto alla moda, si nasconde la descrizione drammatica di una vita (e di una musica) maledetta di un giovane che, sebbene in preda ai vizi e alla sua fragilità, trova la forza di sollevarsi e di vedere realmente la sua condizione e quella dei suoi "fratelli" e di interrogarsi sul suo (loro) futuro... emblematico quel "di noi che sarà" e di chiedere aiuto... a Dio: " Dio ti prego salvaci da questi giorni. Tieni da parte un posto e segnati sti nomi".

    Da questo singolo ed isolato testo (ammesso che non sia un mero artifizio scenico) non si possono dedurre illazioni sulla personalità dell'autore e neppure se quanto scritto nel testo rispecchi il suo reale pensiero, al di là di riferimenti autobiografici, o una sua costruzione... ma... il testo, la musica e l'interpretazione, soprattutto quella sanremese, hanno davvero colpito (In particolare la preghiera ispirata chiaramente a Luca 23, 39-43).

    Questo "trapper" , infatti, ha di fatto e incredibilmente, probabilmente addirittura inconsapevolmente, portato il problema della condizione tragica dell'uomo e della sua "Salvezza" a Sanremo.

    E di questi tempi, in cui anche l'immoralità è diventata un valore di fronte all'amoralità ed al relativismo dilaganti, è, ad avviso di chi scrive, un qualcosa di straordinario... ed uno spaccato di una fascia di giovani che da quel "modello" sono rappresentati, ciò sia rilevato al di là dei gusti musicali di ognuno e delle stesse intenzioni dell'autore.


    Diego Piergrossi




  • Argomento: Rete sociale


    Sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impegnano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare: pubblicato il Regolamento.

    E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.39 del 15 febbraio 2019 (con entrata in vigore prevista per il 2 marzo pv)il Decreto Ministeriale (Interno)22 dicembre 2018, n. 151 contenente il "Regolamento di attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impegnano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare" .

    Il Regolamento, strutturato in tre articoli, dispone all'Art. 1 Criteri per la determinazione e l'aggiornamento del costo medio del rimpatrio

    che "1. Il costo medio del rimpatrio di cui all'articolo 1, comma 2, del
    decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, avuto riguardo all'anno
    in cui e' pronunciata la sentenza di condanna, e' dato dalla media
    nel triennio che precede l'anno anteriore a quello cui il costo medio
    si riferisce dei valori risultanti dal rapporto tra il totale degli
    oneri sostenuti annualmente per il rimpatrio dei cittadini stranieri
    e il numero complessivo dei rimpatri eseguiti nel medesimo anno. Il
    costo medio del rimpatrio e' aumentato nella misura del 30% in
    ragione all'incidenza degli oneri economici connessi ai servizi di
    accompagnamento e scorta, con arrotondamento dell'unita' di euro, per
    eccesso o per difetto, a seconda che le cifre decimali del calcolo
    siano superiori o inferiori a 50.

    2. Al costo medio del rimpatrio, calcolato secondo i criteri di cui
    al comma 1, si applica la variazione media, relativa all'anno
    precedente, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di
    operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi, elaborata
    dall'Istituto nazionale di statistica";

    all' Art. 2 Modalita' di pagamento e riassegnazione dei proventi

    che "1. La sanzione amministrativa accessoria di cui all'articolo 22,
    comma 12-ter, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e'
    versata in unica soluzione sul capitolo n. 3648 del capo XIV dello
    stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato.

    2. I proventi derivanti dall'applicazione della sanzione
    amministrativa accessoria di cui all'articolo 22, comma 12-ter, del
    decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, affluiscono all'entrata
    del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati,
    nella misura e per le finalita' di cui all'articolo 1, comma 2, del
    decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109.

    3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
    apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio";


    all'Art. 3 Determinazione del costo medio del rimpatrio

    che " 1. Il costo medio del rimpatrio per ogni lavoratore straniero
    assunto illegalmente, complessivamente determinato secondo tutti i
    criteri di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, e' fissato, per l'anno
    2018 in euro 1398,00.

    2. Con decreto del Capo della Polizia direttore generale della
    Pubblica Sicurezza, su proposta del Direttore Centrale
    dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, il costo medio del
    rimpatrio e' determinato in aggiornamento entro il 30 gennaio di ogni anno, sulla base dei medesimi criteri richiamati al comma 1".

    (Fonte: Gazzetta Ufficiale).


    La Redazione (D.P.)




  • Argomento: Rete sociale


    Cittadinanza e Costituzione: articolo 38 e la tutela del cittadino lavoratore.

    Nuova collaborazione tra Terzo Settore Onlus e l'Unione Giuristi Cattolici Italiani della sezione di Terni (UGCI Terni) è stato fissato per il 16 marzo 2019 un interessantissimo seminario destinato agli studenti della scuola secondaria di secondo grado degli Istituti Cesi (Tecnico Commerciale) e Casagrande (Alberghiero) di Terni dal titolo
    «Cittadinanza e Costituzione: l’articolo 38 e la tutela del cittadino lavoratore».

    Il seminario esaminerà nel dettaglio gli articoli 1 (il lavoro quale fondamento della Repubblica) , 32 (diritto alla salute), 35 (tutela del lavoro) e 38 (diritto alla previdenza e assistenza sociale) della Costituzione italiana e di seguito il sistema delle assicurazioni sociali.

    Il sistema assistenziale e previdenziale gestito dall'Inps, l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali gestita dall'Inail.

    La prevenzione dalla piramide di Bird Germain alla sistematizzazione della valutazione dei "quasi infortuni" con un approfondimento della prevenzione quale fattore strategico competitivo dell'azienda nei mercati.

    Il seminario si concluderà con la consegna, in occasione della festa della donna, della consegna del Premio Ugci Terni Donna 2019.





    Diego Piergrossi




  • Argomento: Formazione


    Fatturazione Medici di base: modalità di assolvimento degli obblighi di certificazione.

    L'Agenzia delle Entrate in data 13 febbraio 2019 ha pubblicato un'importante risposta ad interpello, la n.54, in tema di fatturazione Medici di base: modalità di assolvimento degli obblighi di certificazione.

    L'Agenzia delle Entrate ha risposto con l'atto n.59, alla richiesta avente ad oggetto l'Interpello articolo 11, comma 1, lett .a), legge 27 luglio 2000, n.212
    medici di base – modalità di assolvimento degli obblighi di
    certificazione.

    Più precisamente con l’interpello sopra specificato è stato esposto il seguente

    QUESITO
    Il contribuente, nel prosieguo istante, rappresenta il quesito qui di seguito
    sinteticamente riportato.
    L’istante esercita attività di lavoro autonomo quale medico di medicina generale convenzionato con l’A.S.L. (c.d. “medico di base” o “medico di famiglia”).

    Alla luce del quadro normativo attualmente vigente e della specifica prescrizione contenuta nel decreto ministeriale 31 ottobre 1974 per le prestazioni medico-sanitarie
    svolte dai medici in favore dei vari enti – in base alla quale la fattura è sostituita dal foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dagli enti stessi – l’istante chiede se per tali prestazioni:

    a) risultino tutt’ora valide le indicazioni contenute nella risoluzione n. 98/E del 25 novembre 2015 e, dunque, non vi sia obbligo di documentare le stesse tramite fatture elettroniche;

    Divisione Contribuenti

    b) sia venuto meno l’obbligo di invio dei dati previsto dall’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

    In sintesi, in riferimento ai quesiti posti l’interpellante ritiene corretto:
    a) «non emettere fatture elettroniche né per i compensi percepito dall’A.S.L., né per quelli percepiti direttamente dai pazienti e comunicati al sistema Tessera Sanitaria»;

    b) «non fare alcun adempimento aggiuntivo né per i dati relativi ai compensi che i medici di medicina generale ricevono dalle A.S.L., né per eventuali spese documentate da fatture d’acquisto datate 2018 e ricevute all’inizio del 2019».

    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
    Il 2018 ha recato, in tema di fatturazione, una serie di novità, avviate dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 (cfr. l’articolo 1, commi 909 e ss.), proseguite in una molteplicità di interventi normativi - il più importante dei quali è il decreto-legge 23
    ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136 (si vedano gli articoli 10 e ss.) - e concluse, ad ora, con la legge 30 dicembre 2018, n. 145.
    Volendo trarre un quadro di sintesi dei vari provvedimenti deve dirsi che:
    - dal 1° gennaio 2019 «Al fine di razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti
    residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse
    esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio e secondo il formato di cui al comma 2 [ossia di cui all’allegato A del decreto interministeriale 3 aprile 2013, n. 55, ndr.] […] Con il medesimo decreto ministeriale di cui al comma 2 potranno essere individuati ulteriori formati della fattura elettronica basati su
    standard o norme riconosciuti nell’ambito dell’Unione europea» (così l’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127);

    - la regola generale appena richiamata prevede, tuttavia, alcune eccezioni:

    1) di ordine soggettivo, in riferimento a coloro che «rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e quelli che applicano il regime forfettario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190» (si veda sempre l’articolo 1, comma 3, del d.lgs. n. 127 del 2015);

    2) di ordine oggettivo, per quelle cessioni/prestazioni di servizi che non hanno obbligo di essere documentate tramite fattura. Si pensi, ad esempio, alle operazioni verso consumatori finali di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA);

    3) “miste”, per soggetti specificamente individuati quando si verificano peculiari situazioni. Ci si riferisce, in particolare, a coloro che:

    - «hanno esercitato l’opzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a euro 65.000 […]» (così l’articolo 1, comma 3, ultimo periodo del d.lgs. n. 127 del 2015);

    - sono «tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria», i quali, in riferimento al solo periodo d’imposta 2019, «non possono emettere fatture elettroniche ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto
    2015, n. 127, con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria» (cfr. l’articolo 10-bis del D.L. n. 119 del 2018).

    L’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica coincide, peraltro, con la soppressione dell’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute di cui
    all’articolo 21 del D.L. n. 78 del 2010, norma abrogata, per tutti i contribuenti, con effetto dal 1° gennaio 2019 (si veda l’articolo 1, comma 916, della legge n. 205 del
    2017).

    A completamento del quadro di sintesi sopra tratteggiato va evidenziato che la
    razionalizzazione del processo di fatturazione operata dal legislatore reca, come necessario presupposto, l’obbligo di documentare un’operazione tramite fattura (la quale, a decorrere dal 1° gennaio 2019, fatta eccezione per i soggetti già visti, deve essere elettronica e transitare tramite Sistema di Interscambio).

    I vari interventi normativi, infatti, non hanno modificato le ulteriori previsioni del decreto IVA (o di altri provvedimenti) che dettano le regole relative alla certificazione delle operazioni (tramite fattura o con un diverso strumento ritenuto
    parimenti idoneo, si tratti di scontrini, ricevute fiscali o altro).
    Ne deriva, venendo al caso oggetto di odierno esame, che risulta ancora attuale quanto riportato nella risoluzione n. 98/E del 2015, laddove si è precisato che se l’obbligo di emettere una fattura non sussisteva prima, lo stesso non è venuto ad esistenza con la legge 24 dicembre 2007, n. 244 – o, oggi, con la legge n. 205 del
    2017 ed i successivi provvedimenti che sono variamente intervenuti sulla stessa o sul d.lgs. n. 127 del 2015 – né, a maggior ragione, l’obbligo può riguardare la forma di
    una fattura che, in ragione dell’articolo 2 del decreto ministeriale 31 ottobre 1974, non è da emettere (in quanto sostituita dal foglio di liquidazione dei corrispettivi).
    Nel rinviare al documento di prassi e al D.M. appena richiamati per tutti i dettagli del caso sulle modalità di compilazione del foglio di liquidazione dei corrispettivi e sulle
    connesse annotazioni, al quesito posto dall’istante sub a) deve darsi, dunque, risposta positiva, con la precisazione che il divieto di emettere fatture elettroniche per le prestazioni i cui dati saranno oggetto di invio al sistema Tessera Sanitaria è legislativamente previsto per il solo periodo d’imposta 2019.

    Parimenti condivisibile risulta la soluzione al quesito sopra riportato sub b), ponendo la dovuta attenzione alla circostanza che l’abrogazione dell’articolo 21 del D.L. n. 78
    del 2010 esclude l’invio dei dati delle fatture legittimamente ricevute e registrate a decorrere dal 1° gennaio 2019 (seppur riferite al 2018), ma non quello delle fatture emesse nel corso del 2018 (e ricevute dal cessionario/committente nel 2019), pur
    quando inerenti a prestazioni i cui dati sono stati inviati al sistema Tessera Sanitaria.

    Si rammenta, in proposito, che l’invio ex articolo 21 del D.L. n. 78, in riferimento ai dati del terzo e quarto trimestre 2018, ovvero del secondo semestre 2018, può avvenire entro il 28 febbraio 2019 (si veda l’articolo 11 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96).

    (Fonte Agenzia delle Entrate).


    Rita Schiarea




  • Argomento: Formazione


    Il trattamento fiscale Indennizzo contratto di locazione ai fini IVA – REGISTRO ed IRES. Pubblicata la Risposta AdE n.16/2019 (Seconda parte)

    Segue LPM n.295

    "PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

    X rappresenta di condurre in locazione un immobile strumentale il cui contratto cesserà a breve la sua efficacia, in forza della disdetta comunicata dal
    locatore, il quale, visto il rilevante incremento di valore dell'immobile in
    argomento, ha proposto alla controparte di stipulare un nuovo contratto di
    locazione a fronte di un canone più elevato.

    A seguito della negoziazione
    intercorsa, le parti hanno stipulato, in data …/…/n+7, un contratto preliminare
    (con contestuale versamento di una caparra confirmatoria di euro 5 milioni) in base al quale si sono impegnati a:

    - stipulare un nuovo contratto di locazione con un canone annuo pari ad euro 50 (in luogo dei 100 inizialmente richiesti) per una durata di 9 anni, con
    automatico rinnovo per altri 9 e rinuncia alla facoltà di disdire detto rinnovo da parte del locatore;

    - sottoscrivere una scrittura privata che prevede il pagamento al locatore di
    una somma una tantum (denominata indennizzo) pari ad euro 500,
    inconsiderazione della sensibile riduzione di canone annuo da questo accettato, non ripetibile in caso di cessazione anticipata del contratto.

    Al riguardo si osserva che, la somma una tantum in argomento di 500 euro
    trova la sua fonte nella scrittura privata espressamente qualificata dalle parti "scrittura indennitaria" (ex articolo 2), separata dal contratto di locazione, la quale dà origine ad un'obbligazione autonoma, non strettamente riconducibile al
    rapporto di locazione in argomento.
    Il pagamento di tale somma assume, infatti, funzione indennitaria nei
    confronti della società locatrice, essendo espressamente qualificata dalle parti quale "somma indennitaria" non ripetibile anche in caso di cessazione anticipata del contratto, dovuta a fronte del sacrificio che la società locatrice subirebbe per l'accettazione di una così rilevante decurtazione rispetto al canone dalla stessa
    proposto.

    In proposito si osserva che l'articolo … della scrittura privata in esame
    precisa che con la sottoscrizione del nuovo contratto di locazione le parti
    dichiarano espressamente che, relativamente al contratto precedente, non hanno nulla a pretendere l'una dall'altra per qualsiasi ragione o causa comunque dipendente e/o derivante dal contratto medesimo, rilasciandosi reciproca liberatoria.

    Alla luce dei predetti elementi, si ritiene che tale somma non possa essere
    qualificata come canone di locazione, e che assolva piuttosto una funzione
    indennitaria.

    All'anzidetta indennità, pertanto, non può essere applicato il regime IVA
    proprio del canone di locazione, la cui causa è, invece, il godimento di un
    immobile.

    Dalle considerazioni svolte discende che, nel caso di specie, non si verifica
    l'esistenza di un nesso diretto e immediato tra la locazione dell'immobile di cui trattasi e l'indennità corrisposta. Ciò coerentemente alla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE secondo cui, ai fini della rilevanza Iva di un'operazione, deve sussistere una stretta correlazione tra prestazione e controprestazione, che si verifica quando "il compenso ricevuto dal prestatore costituisca il controvalore
    effettivo del servizio prestato dall'utente" (cfr. sentenza 3 marzo 1994, C-16/93).

    Ne consegue che l'indennità di cui trattasi deve ritenersi esclusa dall'ambito di applicazione dell'Iva per mancanza del presupposto oggettivo di cui all'articolo 3 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

    Ai fini dell'imposta di registro si osserva che l'esclusione della somma in
    esame dal campo di applicazione dell'Iva, comporta quale conseguenza
    l'assoggettamento della medesima somma all'imposta di registro con aliquota del
    3%, come previsto dall'articolo 9, Tariffa Parte 1, del TUR.

    In merito al trattamento ai fini IRES e IRAP, si evidenzia che la società
    predispone il proprio bilancio in conformità alla normativa del codice civile, interpretata e integrata dai principi contabili elaborati dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC).

    In relazione ai profili contabili rilevanti nella fattispecie in esame si osserva che il pagamento in questione - riconducibile a un'obbligazione autonoma con funzione indennitaria - rappresenta un debito/passività di natura determinata ed esistenza certa, in quanto è rappresentato da un'obbligazione a pagare un
    ammontare fisso a una data stabilita.

    Ai fini fiscali, sulla base dell'anzidetta qualificazione, il componente negativo rappresentato dall'indennizzo deve, pertanto, essere considerato fiscalmente deducibile, ai fini IRES e ai fini IRAP, nel periodo d'imposta in cui sorge l'obbligazione della società al pagamento verso la controparte, trattandosi di un'obbligazione "istantanea" e non "di durata" (cfr. articolo 109, comma 2,
    lettera b),ultimo periodo, del TUIR).
    In relazione all'eventuale cessione del contratto di locazione da parte del
    locatario, a fronte di un corrispettivo specifico, si osserva che questa rileva ai fini IVA ai sensi dell'articolo 3, secondo comma, n. 5), del d.P.R. n. 633 del 1972, secondo cui costituiscono prestazioni di servizi, se effettuate verso corrispettivo, "le cessioni di contratti di ogni tipo e oggetto" (cfr. circolare n. 33/E del 16 novembre 2006,paragrafo 7.1).

    In merito alla possibilità o meno di applicare alla cessione del contratto di
    locazione il medesimo regime fiscale del contratto di locazione stesso, si
    evidenzia in primo luogo che, come precisato da costante giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, le esenzioni dall'IVA "costituiscono nozioni autonome del diritto dell'Unione", i cui termini, inoltre, "devono essere interpretati restrittivamente, dato che tali esenzioni costituiscono deroghe al principio generale secondo cui l'IVA è riscossa per ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo" (cfr. sentenze 3 marzo 2005, C-472/03 e 12 giugno 2014, C-461/12).

    Più specificatamente, la Corte di Giustizia UE ha chiarito la non uniformità della disciplina applicabile alle cessioni di contratto e della disciplina applicabile alle prestazioni poste in essere in dipendenza del contratto ceduto (cfr. sentenza
    22 ottobre2009, C-242/08).

    Indipendentemente dalla disciplina applicabile a tali ultime prestazioni, le cessioni di contratto, rese verso corrispettivo, sono, quindi,
    imponibili ai fini IVA con applicazione dell'aliquota ordinaria.

    Ne consegue, con riferimento al caso in esame, che un'operazione quale la
    cessione del contratto, che non costituisce, per sua natura, attività di locazione, non ricade nell'ambito di applicazione della disposizione di esenzione dall'IVA di cui all'articolo 10, comma 1, n. 8), del d.P.R. n. 633 del 1972.

    A tal fine, giova richiamare la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE in ordine alla nozione di locazione di beni immobili, secondo cui è riconducibile nella predetta nozione l'attività con la quale il locatore conferisce a un conduttore, per una durata convenuta e dietro corrispettivo, il diritto di occupare un immobile come se ne fosse il proprietario e di escludere qualsiasi altra persona da tale diritto (cfr. sentenza 18 novembre 2004, C-284/03).

    In forza di ciò, con riferimento al caso in esame, si ritiene che l'eventuale
    cessione a titolo oneroso del contratto di locazione in argomento non presenti
    essa stessa le caratteristiche di un contratto di locazione. Infatti, a differenza di un'operazione di locazione immobiliare, la suddetta cessione di contratto si traduce nel subentro di un nuovo soggetto nella posizione del cedente (locatario) relativa al contratto di locazione, che acquisisce tutti i diritti e gli obblighi
    inerenti al contratto di locazione ceduto.

    Ne consegue infine che, in virtù del principio di alternatività tra l'IVA e
    l'imposta di registro ex articolo 40 del TUR, la suddetta cessione sarà soggetta ad imposta di registro in misura fissa.

    (Fonte: Agenzia delle Entrate)


    Pierfrancesco Viola






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