Articoli - Lavoro e Post Mercato

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martedi, 19 novembre 2019


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 294 - del 16-01-19

Sommario




  • Argomento: Rete sociale


    Servizio civile universale: bando per la selezione di 613 volontari.

    Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato il bando straordinario per la selezione di 613 volontari da impiegare nell’attuazione di 15 progetti di servizio civile universalepresentati e finanziati dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno.

    Si può presentare una sola domanda da indirizzare al Ministero dell’Interno oppure alla Prefettura sede del progetto scelto; gli indirizzi sono pubblicati sulla home page all’indirizzo dei siti internet.

    Si può presentare la domanda di partecipazione in uno dei seguenti modi:

    tramite PEC, da indirizzare alle PEC della Prefettura prescelta o del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf;
    con raccomandata a/r;
    presentarla a mano.

    La data di scadenza è il 30 gennaio 2019 (in caso di consegna a mano entro le ore 18:00).

    ATTENZIONE!!! Per poter partecipare alla selezione innanzitutto occorre individuare il progetto di Servizio Civile Universale (SCU).

    Per avere l'elenco dei progetti di SCU deve essere utilizzato il motore di ricerca "Scegli il tuo progetto in Italia”, che si trova nella sezione Progetti della pagina web. Cliccando soltanto il tasto CERCA (senza effettuare, quindi, una scelta negli altri campi proposti) si ottiene l’elenco completo di tutti i progetti. Per effettuare, invece, una ricerca mirata di un progetto occorre selezionate i valori delle voci che interessano.

    Dopo aver selezionato il progetto d’interesse, occorre consultare la Home page del sito del Ministero dell’Interno o della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo interessato, dove si troverà la scheda contenente gli elementi essenziali del progetto, le indicazioni per poter partecipare alla selezione e l’indirizzo a cui presentare la domanda.

    Come anticipato si può presentare una sola domanda da indirizzare al Ministero dell’Interno oppure alla Prefettura sede del progetto scelto; gli indirizzi sono pubblicati sulla home page all’indirizzo dei siti internet.

    (Fonte: http://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/selezione-volontari/2018_bandovolmininterno.aspx)


    Rita Schiarea




  • Argomento: Formazione


    Giornalisti: nuove regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali. (Prima parte).

    Importanti novità per chi esercita l'attività giornalistica, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.3 del 4 gennaio 2019 la Delibera del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 29 novembre 2018 contenente le "Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivita' giornalistica pubblicate, ai sensi dell'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101. (Delibera n. 491)".

    La Delibera in esame contiene in allegato le seguenti regole declinate in 13 articoli:

    A.1. Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell´attivita' giornalistica

    Art. 1. Principi generali

    1. Le presenti norme sono volte a contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all´informazione e con la liberta' di stampa.
    2. In forza dell´art. 21 della Costituzione, la professione
    giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto
    condizione essenziale per l´esercizio del diritto dovere di cronaca,
    la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di
    notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi,
    istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero,
    attuate nell´ambito dell´attivita' giornalistica e per gli scopi
    propri di tale attivita', si differenziano nettamente per la loro
    natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad
    opera di banche dati o altri soggetti. Su questi principi trovano
    fondamento le necessarie deroghe previste dal considerando 153 e
    dall'art. 85 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e
    del Consiglio del 27 aprile 2016 (di seguito «regolamento») e
    dal decreto legislativo 30 giugno, 2003, n. 196 (Codice in materia di
    protezione dei dati personali, di seguito «Codice»), cosi' come
    modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101.

    Art. 2. Banche dati di uso redazionale e tutela degli archivi personali dei giornalisti

    1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni
    di cui all'art. 4, n. 2, del regolamento rende note la propria
    identita', la propria professione e le finalita' della raccolta salvo
    che cio' comporti rischi per la sua incolumita' o renda altrimenti
    impossibile l'esercizio della funzione informativa; evita artifici e
    pressioni indebite. Fatta palese tale attivita', il giornalista non
    e' tenuto a fornire gli altri elementi dell´informativa di cui agli
    articoli 13 e 14 del regolamento.
    2. Se i dati personali sono raccolti presso banche dati di uso
    redazionale, le imprese editoriali sono tenute a rendere noti al
    pubblico, mediante annunci, almeno due volte l´anno, l'esistenza
    dell´archivio e il luogo dove e' possibile esercitare i diritti
    previsti dal regolamento. Le imprese editoriali indicano altresi' fra
    i dati della gerenza il responsabile del trattamento al quale le
    persone interessate possono rivolgersi per esercitare i diritti
    previsti dal regolamento.
    3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali
    all´esercizio della professione e per l´esclusivo perseguimento delle
    relative finalita', sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle
    notizie, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 69/1963 e dell'art. 14,
    par. 5, lett. d), del regolamento, nonche' dell'art. 138 del Codice.
    4. Il giornalista puo' conservare i dati raccolti per tutto il
    tempo necessario al perseguimento delle finalita' proprie della sua
    professione.

    Art. 3. Tutela del domicilio

    1. La tutela del domicilio e degli altri luoghi di privata dimora
    si estende ai luoghi di cura, detenzione o riabilitazione, nel
    rispetto delle norme di legge e dell´uso corretto di tecniche
    invasive.

    Art. 4. Rettifica

    1. Il giornalista corregge senza ritardo errori e inesattezze,
    anche in conformita' al dovere di rettifica nei casi e nei modi
    stabiliti dalla legge.

    Art. 5. Diritto all´informazione e dati personali

    1. Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine
    razziale ed etnica, convinzioni religiose, filosofiche o di altro
    genere, opinioni politiche, adesioni a partiti, sindacati,
    associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico,
    politico o sindacale, nonche' dati genetici, biometrici intesi a
    identificare in modo univoco una persona fisica e dati atti a
    rivelare le condizioni di salute e la sfera sessuale, il giornalista
    garantisce il diritto all´informazione su fatti di interesse
    pubblico, nel rispetto dell´essenzialita' dell´informazione, evitando
    riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti.
    2. In relazione a dati riguardanti circostanze o fatti resi noti
    direttamente dagli interessati o attraverso loro comportamenti in
    pubblico, e' fatto salvo il diritto di addurre successivamente motivi
    legittimi meritevoli di tutela.


    Art. 6. Essenzialita' dell´informazione

    1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o
    sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando
    l´informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione
    dell´originalita' del fatto o della relativa descrizione dei modi
    particolari in cui e' avvenuto, nonche' della qualificazione dei
    protagonisti.
    2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni
    pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno
    alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica.
    3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla liberta'
    di informazione nonche' alla liberta' di parola e di pensiero
    costituzionalmente garantita a tutti.

    SEGUE nel prossimo numero.


    Rita Schiarea




  • Argomento: Formazione


    Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente: individuazione del domicilio fiscale.

    In data 11 gennaio 2019 l'Agenzia delle Entrate con la risposta N.4/2019 ha riscontrato il seguente "Interpello articolo 11, comma 1, lettera b) legge 27 luglio 2000, n. 212 – Individuazione del domicilio fiscale".

    Più precisamente con l’interpello in esame è stato esposto il QUESITO che segue:
    La signora X (istante), espone il caso concreto e personale qui di
    seguito sinteticamente riportato.
    L’istante, residente in Svizzera nel Canton Ticino ed iscritto all’AIRE
    presso il comune di Campione d’Italia, chiede se, analogamente a quanto avveniva
    per il coniuge deceduto, il proprio domicilio fiscale debba essere considerato il
    comune di Campione d’Italia, ai sensi dell’articolo 188-bis, comma 3, del testo
    unico delle imposte sui redditi (di seguito TUIR) approvato con decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero se sia corretta
    l’interpretazione del […] emergente dalla Certificazione Unica del 2018 (redditi
    2017) la quale riporta in via convenzionale il comune di […] quale domicilio
    fiscale.


    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
    L’articolo 2 del TUIR dispone: “1. Soggetti passivi dell'imposta sono le
    persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato.
    2. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che
    per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.

    2-bis. Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini
    italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o
    territori diversi da quelli individuati con decreto del Ministro dell'economia e
    delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale”.

    L’articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
    1973, n. 600 dispone, a sua volta, che “Agli effetti dell'applicazione delle imposte sui redditi ogni soggetto si intende domiciliato in un comune dello Stato, giusta le disposizioni seguenti. Le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato hanno
    il domicilio fiscale nel comune nella cui anagrafe sono iscritte. Quelle non
    residenti hanno il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui si è prodotto il reddito più
    elevato.”.

    Ne consegue che nella dichiarazione dei redditi i contribuenti non residenti
    devono indicare il domicilio fiscale nel comune italiano nel quale hanno prodotto
    il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui è stato
    prodotto il reddito più elevato.
    Con specifico riferimento ai soggetti iscritti nei registri anagrafici del
    comune di Campione d’Italia, l’articolo 188-bis del TUIR (introdotto dall’articolo 2, comma 25, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286) dispone che “1. Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, i redditi delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d'Italia prodotti in franchi svizzeri
    nel territorio dello stesso comune per un importo complessivo non superiore a
    200.000 franchi sono computati in euro sulla base del cambio di cui all'articolo 9, comma 2, ridotto forfetariamente del 30 per cento.

    2. I soggetti di cui al presente articolo assolvono il loro debito d'imposta in euro.

    3. Ai fini del presente articolo si considerano iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d'Italia anche le persone fisiche aventi domicilio fiscale nel medesimo comune le quali, già residenti nel comune di Campione d'Italia, sono iscritte nell'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) dello stesso
    comune e residenti nel Canton Ticino della Confederazione elvetica.

    3-bis. Ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, i redditi di
    pensione e di lavoro prodotti in euro dai soggetti di cui al presente articolo
    concorrono a formare il reddito complessivo per l'importo eccedente 6.700 euro.

    La disposizione del primo periodo si applica a decorrere dal 1° gennaio 2015”.

    Pertanto, affinché un soggetto possa applicare le regole di tassazione sopra
    richiamate è necessario che sia:
    a) un soggetto iscritto nei registri anagrafici del comune di Campione
    d’Italia;

    oppure
    b) un soggetto iscritto all’AIRE del comune di Campione d’Italia e
    residente nel Canton Ticino, che già era residente nel comune di
    Campione d’Italia e che ivi ha il domicilio fiscale.

    Ciò detto, dai dati disponibili risulta che l’istante è cittadina italiana
    residente nel Canton Ticino, iscritta all’AIRE del comune di Campione d’Italia dal
    […], proveniente dall’AIRE del comune di […]. Non risulta, invece, che l’istante
    avesse prima della predetta data la residenza in Campione d’Italia.
    Mancando tale requisito l’istante non può avvalersi delle disposizioni di cui
    all’articolo 188-bis del TUIR; conseguentemente deve fare riferimento alle regole ordinarie di tassazione e il domicilio fiscale va individuato, secondo il citato articolo 58 del D.P.R. n. 600 del 1973, nel comune italiano dove è prodotto il reddito o il maggior reddito.

    (Fonte: agenzia delle Entrate).


    Diego Piergrossi




  • Argomento: Evoluzione normativa


    Dal 1° gennaio 2019 in vigore le modifiche concernenti le modalita' di assolvimento della imposta di bollo su fatture elettroniche.

    Nella gazzetta Ufficiale n.5 del 7 gennaio 2019 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale (MEF) rubricato:
    "Modifiche al decreto 17 giugno 2014, concernente le modalita' di assolvimento dell'imposta di bollo su fatture elettroniche".

    Il Decreto in esame risulta strutturato in soli due articoli:

    Art. 1 Modifiche alle modalita' di assolvimento dell'imposta di bollo su fatture elettroniche.

    1. Il comma 2 dell'art. 6 del decreto del Ministro dell'economia e
    delle finanze 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2014, n. 146, e' sostituito dal seguente:

    «Il pagamento dell'imposta relativa agli atti, ai documenti ed ai
    registri emessi o utilizzati durante l'anno avviene in un'unica
    soluzione entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio. Il
    pagamento dell'imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in
    ciascun trimestre solare e' effettuato entro il giorno 20 del primo
    mese successivo. A tal fine, l'Agenzia delle entrate rende noto
    l'ammontare dell'imposta dovuta sulla base dei dati presenti nelle
    fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di interscambio di
    cui all'art. 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n.
    244, riportando l'informazione all'interno dell'area riservata del
    soggetto passivo I.V.A. presente sul sito dell'Agenzia delle entrate.
    Il pagamento dell'imposta puo' essere effettuato mediante il servizio
    presente nella predetta area riservata, con addebito su conto
    corrente bancario o postale, oppure utilizzando il modello F24
    predisposto dall'Agenzia delle entrate. Le fatture elettroniche per
    le quali e' obbligatorio l'assolvimento dell'imposta di bollo devono
    riportare specifica annotazione di assolvimento dell'imposta ai sensi
    del presente decreto».

    L'Articolo 2 rubricato "Efficacia" che dispone che le disposizioni declinate nell'articolo 1 sopra descritto si applichino alle fatture
    elettroniche emesse dal 1° gennaio 2019.

    (Fonte: Gazzetta Ufficiale).


    Giuseppe Formichella




  • Argomento: Approfondimento


    Modalità di pagamento dei tributi non versati per effetto della sospensione dei termini tributari a causa di eventi sismici.

    Importante Nota per i contribuenti abitanti nelle zone terremotate è stata pubblicata in data 21 dicembre 2018 la risposta alla richiesta di consulenza giuridica concernente l'interpretazione dell'art. 48 del DL n. 189 del 2016 sulle "Modalità di pagamento dei tributi non versati per effetto della
    sospensione dei termini tributari a causa di eventi sismici".

    Di seguito il quesito del CAF e la risposta dell'Agenzia:


    Il Caaf istante chiede chiarimenti in merito alla modalità di pagamento dei tributi
    non versati per effetto della sospensione dei termini tributari a favore dei
    contribuenti colpiti dagli eccezionali eventi sismici del 24 agosto 2016 verificatisi
    nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

    In particolare, chiede di conoscere:

    - le modalità di restituzione degli importi sospesi con riferimento alla
    tempistica, all'anno di imposta e ai codici tributi, in particolar modo nell'ipotesi di pagamento rateale;

    - il ruolo del sostituto di imposta e soprattutto se, lo stesso, su richiesta
    dell'interessato, possa provvedere alla restituzione dei tributi/contributi, sia in un'unica soluzione sia a rate.

    SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
    In sintesi, l'istante ritiene che si debba provvedere ad emanare specifici codici tributo al fine di procedere al versamento dei diversi tributi e/o a rilasciare le necessarie istruzioni.

    In subordine, è dell'avviso che possano essere utilizzati gli ordinari codici tributo utilizzati per il versamento a saldo (ad esempio, per l'IRPEF, si utilizzerà il codice 4001), indicando l'anno relativo alla competenza dell'imposta (ad esempio per
    l'IRPEF di competenza del 2016 sospesa, si indicherà l'anno 2016) e, da ultimo,
    indicando per la rateizzazione 1/1, nel caso di opzione per il pagamento in
    un'unica soluzione o 1/.numero rate prescelto nel caso di opzione per il pagamento
    rateale (con un numero massimo di rate come disposto dalla normativa in vigore).

    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
    L'articolo 48, comma 1-bis, del decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, prevede che "I sostituti d'imposta, indipendentemente dal domicilio fiscale, a richiesta degli interessati residenti nei comuni di cui agli allegati 1, e 2, non devono operare le ritenute alla fonte a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2017.

    La sospensione dei pagamenti delle imposte sui redditi, effettuati mediante ritenuta alla fonte, si applica alle ritenute operate ai sensi degli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni. Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato".

    L'articolo 48, comma 11, dello stesso decreto-legge n. 189 del 2016,
    modificato da ultimo dall'articolo 1, comma 1, lett. a), nn. 1), 2) e 3), del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018, n. 89, dispone, tra l'altro, che "La ripresa della riscossione dei tributi non
    versati per effetto delle sospensioni, disposte dal citato decreto ministeriale 1º settembre 2016 e dai commi 10 e 10-bis, avviene entro il 16 dicembre 2017 senza applicazione di sanzioni e interessi. I soggetti diversi da quelli indicati dall'articolo 11, comma 3, del decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, versano le somme oggetto di sospensione previste dal decreto ministeriale 1º settembre 2016 e dai commi 1-bis, 10 e 10-bis, senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il 16 gennaio 2019,
    ovvero, mediante rateizzazione fino a un massimo di 60 rate mensili di pari
    importo, a decorrere dal 16 gennaio 2019; su richiesta del lavoratore dipendente subordinato o assimilato, la ritenuta può essere operata anche dal sostituto d'imposta".

    I soggetti interessati dalla sospensione delle ritenute sono i percettori dei
    redditi assoggettati a ritenuta alla fonte ai sensi degli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, ossia i percettori di redditi di lavoro dipendente privato o pubblico, di pensioni e di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

    Tanto premesso, al fine di procedere al versamento dei tributi sospesi,
    devono essere utilizzati gli ordinari codici tributo indicando come "anno di
    riferimento", l'anno di imposta originario al quale si riferisce il pagamento del tributo sospeso. Laddove poi il contribuente scelga di pagare ratealmente le somme dovute, dovrà indicare per ogni tributo il numero della rata in pagamento (nn) rispetto al numero di rate prescelto (rr).

    A titolo esemplificativo, nell'ipotesi di pagamento in un'unica soluzione si
    dovrà indicare 01/01, mentre nell'ipotesi di versamento rateale (ad esempio n. 6 rate) si dovrà indicare 01/06, 02/06..

    Infine, per quanto concerne il ruolo del sostituto di imposta, l'articolo 48,
    comma 11, del citato decreto-legge n. 189 del 2016 riconosce che, su richiesta del lavoratore dipendente, la ritenuta può essere operata dal sostituto di imposta.

    In tale ipotesi il sostituto dovrà effettuare i versamenti utilizzando gli ordinari codici tributo delle ritenute, indicando nel modello F24 il mese "corrente" in cui è operata la ritenuta a seguito della ripresa dei versamenti e, come anno di riferimento,
    l'anno di imposta originario a cui si riferisce il pagamento del tributo sospeso.

    (Fonte: Agenzia delle Entrate)


    Pierfrancesco Viola






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