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mercoledi, 20 novembre 2019


Lavoro e Post Mercato
Quindicinale telematico a diffusione nazionale a carattere giornalistico e scientifico di attualità, informazione, formazione e studio multidisciplinare nella materia del lavoro


Rivista n. 290 - del 16-11-18

Sommario




  • Argomento: Info lavoro


    Agricoltura biologica e di qualità il Ministero delle Risorse Agricole ha indetto una procedura di selezione pubblica per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti di ricerca f

    Sulla Gazzetta Ufficiale n.265 del 14 novembre 2018 è stato pubblicato lo "Avviso pubblico per la concessione di contributi finalizzati allo sviluppo del settore dell'agricoltura biologica attraverso la selezione di progetti di ricerca rispondenti alle tematiche prioritarie di ricerca e innovazione individuate nel Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico".

    Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del
    turismo nell'ambito, delle risorse afferenti al «Fondo per la ricerca
    nel settore dell'agricoltura biologica e di qualita'» ha indetto una
    procedura di selezione pubblica per la concessione di contributi per
    la realizzazione di progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo del
    settore dell'agricoltura biologica rispondenti alle tematiche
    prioritarie di ricerca e innovazione individuate nel Piano strategico
    nazionale per lo sviluppo del sistema biologico e specificatamente
    indicate nell'Allegato tecnico n. 1 parte integrante dell'avviso pubblico.


    Il testo integrale dell'avviso pubblico completo di allegati contenuto nel DM 67374 del 27 settembre 2018 e'
    disponibile sul sito web www.sinab.it/sites/default/files/share/DM%20n.%2067374%20del%2027%20settembre%202018%20-%20Avviso%20pubblico.pdf

    Il DM è struttarato nei seguenti 16 articoli:

    (Oggetto)
    1. Con il presente avviso è indetta una selezione pubblica per la presentazione di progetti di ricerca
    rivolti allo sviluppo del settore dell’agricoltura biologica, individuati nell’ambito delle tematiche di ricerca e innovazione di cui al “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema
    biologico”, di seguito Piano.
    2. L’avviso è volto alla concessione di contributi, a favore dei soggetti di cui al successivo art. 3,
    per la realizzazione di progetti di ricerca sulle tematiche indicate nell’Allegato Tecnico n. 1, che
    è parte integrante del presente avviso.
    3. I contributi, di cui al presente avviso, costituiscono finanziamento pubblico di attività non
    economiche in quanto svolte da organismi di ricerca, in maniera indipendente, al fine di
    migliorare e trasferire le conoscenze nel settore dell’agricoltura biologica.
    Art. 2
    (Obiettivi)
    1. I progetti di ricerca devono essere orientati al miglioramento delle produzioni biologiche,
    all’innovazione dei processi produttivi delle imprese, al trasferimento tecnologico ed alla
    fruizione e diffusione dei risultati della ricerca.
    2. I progetti di ricerca devono altresì tendere al consolidamento ed allo sviluppo del settore
    dell’agricoltura biologica attraverso un approccio di tipo “multi-attoriale”, che preveda la
    partecipazione, in tutte le fasi progettuali, di almeno un’azienda biologica, al fine di agevolare
    l’applicazione concreta dei risultati della ricerca alla realtà produttiva.
    3. Il progetto di ricerca deve prevedere che i risultati siano ampiamente diffusi e accessibili
    gratuitamente attraverso conferenze, pubblicazioni, banche dati o software open source.
    Art. 3
    (Soggetti)
    1. Possono presentare domanda di partecipazione al presente avviso, in qualità di “soggetto
    proponente”, i Dipartimenti e gli Istituti Universitari, gli Enti pubblici di ricerca nazionali,
    regionali, di province autonome ed i Consorzi interuniversitari che non abbiano ricevuto, in
    qualità di beneficiario, nell’ultimo biennio, contributi per la ricerca in materia di agricoltura
    biologica a valere sul cap. 7742/2 del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del
    turismo, di seguito Ministero. Ciascun soggetto proponente può presentare un solo progetto per
    ciascuna delle tematiche di ricerca di cui all’Allegato tecnico n. 1. A tal fine, i soggetti proponenti
    sono identificati tramite il proprio codice fiscale o, in subordine, la partita iva.
    2. I soggetti proponenti possono coinvolgere, nella realizzazione del progetto, in qualità di “Unità
    operativa”, gli Enti pubblici di ricerca e gli Enti privati che hanno tra gli scopi istituzionali e
    statutari la ricerca e la sperimentazione e che non perseguono scopo di lucro. Tali enti devono
    poter svolgere in maniera indipendente attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale o
    di sviluppo sperimentale o nel garantire un’ampia diffusione dei risultati di tali attività, mediante
    l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di conoscenze. 3. I soggetti proponenti devono coinvolgere obbligatoriamente almeno un’azienda biologica che
    partecipa alle attività di ricerca, senza beneficiare a titolo esclusivo dei risultati della stessa.
    4. Le aziende, di cui al precedente comma, devono svolgere un’attività produttiva coerente con la
    tematica di ricerca prescelta, devono essere regolarmente notificate ai sensi del Decreto
    Ministeriale 1° febbraio 2012 n. 2049 e non devono avere ricevuto, negli ultimi due anni, alcun
    provvedimento per irregolarità o infrazione a seguito di non conformità.
    Art. 4
    (Risorse finanziarie)
    1. L’importo totale delle risorse disponibili per il finanziamento dei progetti di ricerca di cui all’art.
    1 è pari ad € 3.000.000,00 (euro tremilioni/00).
    2. Il contributo concesso, per ogni singolo progetto, è calcolato in misura non superiore all’80% del
    costo ritenuto ammissibile e non può, in ogni caso, essere superiore al limite massimo di
    contributo previsto per ciascuna delle tematiche di ricerca di cui all’Allegato Tecnico n. 1.
    3. I progetti di ricerca sono finanziati fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
    4. L’amministrazione si riserva la facoltà di aumentare le risorse di cui al comma 1 per il
    finanziamento di ulteriori progetti di ricerca che abbiano conseguito un punteggio uguale o
    superiore a 70/100.
    Art. 5
    (Spese ammissibili)
    1. Le spese ammissibili, per la realizzazione di ciascun progetto di ricerca, sono indicate all’art. 31
    comma 6 del Reg. (UE) n. 702/2014, articolate secondo quanto riportato nell’allegato F) “Costi
    Ammissibili” del presente avviso.
    Art. 6
    (Modalità e termini di presentazione dei progetti)
    1. La domanda di partecipazione, corredata dalla documentazione di cui al successivo comma 4,
    deve pervenire, a pena di esclusione, in plico chiuso e sigillato, timbrato e firmato dal legale
    rappresentante sui lembi, con l’indicazione del mittente e della seguente dicitura: “NON
    APRIRE - Avviso pubblico per la selezione di progetti di ricerca in agricoltura biologica -
    Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico”, entro le ore 14.00 del 45°
    giorno a decorrere dalla data di pubblicazione del presente avviso sulla Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica Italiana, al seguente indirizzo:
    Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo
    Dipartimento delle politiche competitive della qualità agroalimentare ippiche e della pesca
    Direzione Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica
    Ufficio PQAI 1 - Via XX settembre n. 20 - 00187 Roma 2. Il plico deve pervenire secondo le seguenti modalità:
    a) a mezzo raccomandata A/R;
    b) a mezzo corriere espresso, presso la sede dell’Ufficio postale del Ministero, all’indirizzo sopra
    indicato, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00;
    c) consegna a mano, presso la sede dell’Ufficio postale del Ministero, all’indirizzo sopra
    indicato, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00.
    3. Il recapito del plico è ad esclusivo rischio del mittente, restando esclusa ogni responsabilità del
    Ministero per mancato o tardivo recapito del plico stesso o per eventuali disguidi postali
    comunque imputabili a fatto di terzi, caso fortuito o forza maggiore. Non saranno in alcun caso
    prese in considerazione le domande pervenute oltre il termine indicato al comma 1 del presente
    articolo.
    4. La domanda di partecipazione (Allegato A) deve essere corredata, a pena di esclusione, dalla
    seguente documentazione:
    - Scheda di progetto e finanziaria (Allegato B);
    - Scheda di progetto e finanziaria relativa alla/e unità operativa/e, se presente/i (Allegato C);
    - Dichiarazione di interesse della/e azienda/e agricola/e a partecipare al progetto (Allegato D).
    5. I documenti di cui al precedente comma, devono pervenire in duplice originale ed in formato
    elettronico “.pdf” non modificabile e “word” su supporto usb o cd o dvd. Il supporto contenente
    il formato elettronico dei documenti sopraindicati è inserito nel plico.
    6. Qualora il progetto preveda la partecipazione di unità operativa/e, di cui all’art. 3 comma 2, è
    necessario altresì presentare:
    - lo statuto e/o l’atto costitutivo che dimostri che l’ente ha tra gli scopi istituzionali e statutari
    la ricerca e la sperimentazione e che non persegue scopo di lucro;
    - l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio sociale utile;
    - la dichiarazione, resa ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, prevista all’Allegato
    E.
    7. In caso di incompletezza o irregolarità della documentazione di cui agli allegati A e D ed al
    comma 6, il Ministero assegna al soggetto proponente un termine non superiore a dieci giorni
    perché sia resa, integrata o regolarizzata la documentazione. In caso di inutile decorso del termine
    di regolarizzazione, il soggetto proponente è escluso dalla procedura.
    8. Il presente avviso e gli allegati sopracitati sono pubblicati sul sito del Ministero
    www.politicheagricole.it e sul sito del Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura
    biologica (di seguito SINAB) www.sinab.it.Requisiti di ammissibilità)
    1. Il progetto di ricerca è ammesso a valutazione per l’inclusione nelle graduatorie di merito se:
    a) il “soggetto proponente” e le eventuali “Unità operative” soddisfano i requisiti di cui all’art.
    3, commi 1 e 2;
    b) prevede la partecipazione di un’azienda, di cui all’art. 3, comma 4;
    c) è pervenuto secondo le modalità ed i termini indicati all’art. 6;
    d) è coerente con l’oggetto e gli obiettivi della tematica prescelta tra quelle indicate all’Allegato
    Tecnico n. 1.
    Art. 8
    (Commissione di valutazione)
    1. Il Ministero si avvale di una o più commissioni di valutazione, da nominarsi con successivo
    provvedimento, al fine di verificare i requisiti di ammissibilità di cui all’art. 7 e valutare i contenuti
    tecnico-scientifici dei progetti presentati sulla base dei criteri stabiliti al successivo art. 9.
    Art. 9
    (Criteri di valutazione tecnico-scientifica dei progetti)
    1. La Commissione, di cui all’art. 8, valuta i progetti ammissibili e attribuisce un coefficiente sulla
    base dei criteri di seguito elencati, successivamente moltiplica il coefficiente per il punteggio
    massimo attribuibile:
    a. Rispondenza e chiarezza degli obiettivi (attinenza alla tematica prevista all’allegato tecnico 1
    e chiarezza nella presentazione delle attività e verificabilità degli obiettivi): max punti 20;
    - Ottimo: 1
    - Buono: 0,75
    - Sufficiente: 0,50
    - Scarso: 0,25
    - Insufficiente: 0
    b. Trasferibilità e ricadute applicative dei risultati attesi (trasferibilità, nel comparto produttivo,
    dei risultati del progetto): max punti 20;
    - Ottimo: 1
    - Buono: 0,75
    - Sufficiente: 0,50
    - Scarso: 0,25
    - Insufficiente: 0
    c. Qualità scientifica e di innovazione del progetto (giudizio sull’impostazione scientifica delle
    prove sperimentali e sulla qualità dell’innovazione proposta): max punti 20;
    - Ottimo: 1
    - Buono: 0,75
    - Sufficiente: 0,50
    - Scarso: 0,25
    - Insufficiente: 0
    d. Competenza ed esperienza tecnica e scientifica, in ricerche applicate in agricoltura
    biologica, della compagine progettuale (esperienza in attività di supporto tecnico-scientifico
    e valutazione delle potenzialità nel trasferimento dei risultati da parte del soggetto proponente,
    delle unità operative, delle aziende e dell’intero gruppo di ricerca coinvolto): max punti 10;
    - Ottimo: 1
    - Buono: 0,75
    - Sufficiente: 0,50
    - Scarso: 0,25
    - Insufficiente: 0
    e. Impostazione della proposta progettuale basata su un approccio multi-attoriale e
    multidisciplinare riferito a sistemi produttivi biologici (studi di sistema e modelli produttivi
    ad elevata sostenibilità, caratterizzati da approccio agro-ecologico): max punti 10;
    - Ottimo: 1
    - Buono: 0,75
    - Sufficiente: 0,50
    - Scarso: 0,25
    - Insufficiente: 0
    f. Qualità della partecipazione delle aziende nella realizzazione del progetto: max punti 10;
    - Ottimo: 1
    - Buono: 0,75
    - Sufficiente: 0,50
    - Scarso: 0,25
    - Insufficiente: 0
    g. Partecipazione di azienda biologica collocata in Regioni meno sviluppate (Basilicata,
    Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna) ai sensi
    del Reg. (UE) n. 1305/2013: max punti 5;
    - Tre o più aziende ubicate nelle aree sopracitate: 5 punti;
    - Due aziende ubicate nelle aree sopracitate: 4 punti;
    - Un’azienda ubicata nelle aree sopracitate: 3 punti.
    h. Partecipazione di aziende condotte da giovani imprenditori, con età massima di 40 anni:
    max punti 5;
    - Tre o più aziende condotte da giovani imprenditori (5 punti)
    - Due aziende condotte da giovani imprenditori (4 punti)
    - Un’azienda condotta da giovane imprenditore (3 punti).
    2. Il punteggio complessivo di ogni progetto è ottenuto dalla somma dei punteggi di cui al
    precedente comma, per un totale massimo di 100 punti.
    3. Sono ammissibili a finanziamento i progetti che hanno conseguito un punteggio uguale o
    superiore a 70/100. È redatta una graduatoria per ciascuna delle quattro tematiche.
    4. Sono ammessi a finanziamento i tre progetti che ottengono il punteggio più elevato nella
    graduatoria relativa ad ognuna delle quattro tematiche.
    5. Qualora residuino risorse finanziarie sono finanziati progressivamente i progetti che hanno
    ottenuto il punteggio più alto.
    6. In caso di parità di punteggio è data preferenza al progetto che ha ottenuto un punteggio superiore
    per il criterio di cui alla lettera f) e, in caso di ulteriore parità, al criterio di cui alla lettera b) di
    cui al comma 1.
    7. L’amministrazione si riserva, previa accettazione da parte del soggetto proponente, di rimodulare
    l’entità del contributo concedibile qualora le risorse finanziarie stanziate non siano sufficienti ad
    erogare l’intero importo richiesto.
    8. La graduatoria definitiva è approvata con decreto e pubblicata sul sito del Ministero
    www.politicheagricole.it e del SINAB www.sinab.it.
    Art. 10
    (Modalità di finanziamento ed erogazione del contributo)
    1. Le risorse finanziarie disponibili sono concesse ai primi tre progetti in base all’ordine della
    graduatoria per tematica e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
    2. Con successivo decreto è concesso il contributo nel limite massimo dell’80% dei costi ammessi.
    3. Il contributo è erogato con le seguenti modalità:
    a) anticipazione pari al 30% del contributo concesso, previa presentazione di apposita istanza da
    parte del beneficiario e compatibilmente con le disponibilità di cassa;b) successivo acconto pari ad un ulteriore 30% del contributo concesso, previa presentazione, da
    parte del beneficiario, di apposita istanza corredata da relazione tecnico-scientifica sulle
    attività realizzate e da documentazione amministrativo-contabile che attesti le spese sostenute
    e quietanziate;
    c) saldo della spesa ammessa pari al 40% a conclusione del progetto, previa presentazione, da
    parte del beneficiario, di apposita istanza corredata da relazione tecnico-scientifica sulle
    attività realizzate e da documentazione amministrativo-contabile con eventuale ulteriore
    recupero dell’anticipazione già corrisposta e liquidazione del rimanente contributo.
    Art. 11
    (Durata del progetto)
    1. Il beneficiario è tenuto a garantire la realizzazione delle attività ed il conseguente raggiungimento
    degli obiettivi identificati entro il termine indicato nel decreto di concessione contributo.
    2. Il Ministero si riserva la facoltà di concedere la proroga del termine sopracitato, previa
    presentazione di istanza motivata e della relazione sullo stato di attuazione delle attività
    realizzate.
    Art. 12
    (Monitoraggio dei progetti)
    1. Il Ministero effettua il controllo dello stato di avanzamento dei progetti attraverso le relazioni
    tecnico-scientifiche che devono essere prodotte dal beneficiario con cadenza semestrale.
    Art. 13
    (Esenzione)
    1. Gli aiuti previsti dal presente provvedimento sono esentati dall’obbligo di notifica alla
    Commissione europea ai sensi dell’art. 31 del Regolamento (UE) n. 702/2014 della Commissione
    del 25 giugno 2014, che dichiara compatibili con il mercato interno, in applicazione degli articoli
    107 e 108 del Trattato dell’Unione Europea alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e
    forestale e nelle zone rurali e che abroga il regolamento della commissione (CE) n. 1857/2006,
    in quanto rientranti nella categoria di aiuti a ricerca e sviluppo.
    2. Con Decreto Dipartimentale 24 novembre 2015, n. 79691, sono state comunicate le informazioni
    sugli aiuti di Stato ai sensi del Regolamento (UE) n. 702/2014 per la concessione degli aiuti
    pubblici per la realizzazione di programmi di ricerca e sviluppo di specifici settori o dei comparti
    agricolo o forestale per un importo massimo di 5.000.000,00 di euro con validità fino al
    31.12.2020.
    3. Il numero di ricevuta di identificazione degli aiuti rilasciato dalla Commissione U.E. è
    SA.43727(2015/XA) - “Aiuti pubblici per la realizzazione di programmi di ricerca e sviluppo”.Art. 14
    (Pubblicazione e informazioni)
    1. Sono pubblicate, prima della data di avvio di ciascun progetto di ricerca, sul sito del Ministero
    www.politicheagricole.it e sul sito del SINAB www.sinab.it tutte le informazioni relative allo
    svolgimento ed alla finalità della ricerca, nonché la data approssimativa della pubblicazione dei
    risultati attesi.
    2. I risultati dei progetti di ricerca restano a disposizione, su internet, per un periodo di almeno 5
    anni dalla data di conclusione del progetto finanziato e devono avere larga diffusione.
    3. Le iniziative di comunicazione, divulgazione e pubblicazione riferibili al progetto devono
    evidenziare che sono state finanziate dal Ministero. A tal fine, previa richiesta, verrà trasmesso
    il logo del Ministero con relativo manuale d’uso. I materiali divulgativi devono essere trasmessi
    all’indirizzo di posta elettronica certificata saq1@pec.politicheagricole.gov.it al fine di garantire
    la compatibilità degli stessi agli standard dei prodotti editoriali del Ministero.
    4. Il presente avviso è pubblicato per estratto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in
    versione integrale sul sito del Ministero www.politicheagricole.it e del SINAB www.sinab.it.
    5. Eventuali richieste di chiarimenti e/o di informazioni, devono pervenire, entro e non oltre 20
    giorni dalla scadenza prevista per la presentazione del progetto, al seguente indirizzo di posta
    elettronica pqai1@politicheagricole.it
    Art. 15
    (Responsabile del procedimento)
    1. Il responsabile del procedimento amministrativo è il Dirigente dell’Ufficio PQAI 1 - Direzione
    Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica.
    Art. 16
    (Controversie e Foro competente)
    1. Per eventuali controversie relative al presente avviso, può essere proposto ricorso al Tribunale
    Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione di Roma.
    Il presente avviso è trasmesso agli Organi di controllo per la registrazione.


    Rita Schiarea




  • Argomento: Rete sociale


    Solidarietà ad Asia Bibi ed ai fratelli copti trucidati

    La Redazione tutta esprime piena solidarietà ad Asia Bibi e alla sua famiglia ancora una volta vittime dell'odio islamista.

    Ricordiamo i fatti in estrema sintesi: 10 anni fa Asia Bibi bracciante agricola cristiana, in uno Stato a prevalente maggioranza islamica quale il Pakistan, si trovava a lavorare la terra sotto il sole, fianco a fianco a braccianti islamiche, al momento di dissetarsi fu diffidata dal bere nello stesso recipiente per attingere l'acqua perché impura in quanto Cristiana...ne seguì un battibecco in cui Asia Bibi si limitò a rispondere agli insulti con la propria fedeltà a Cristo. Tutto sembrava chiuso quando i fatti furono riportati ad un Imam che diffuse la falsa notizia che Asia Bibi con il suo comportamento e le sue parole avesse offeso il Profeta Maometto e per questo meritasse di essere uccisa. Fu catturata da una folla islamica inferocita che la percosse , la sequestrò e stuprò . a seguito dello stupro rimase in stato interessante dei suoi stupratori. Fu costretta a partorire con le gambe incatenate, A seguito di questa ulteriore tortura la bambina nacque con una grave disabilità.
    Seguirono i processi farsa e le condanne fino al giudizio della Suprema Corte che dopo quasi 10 anni di carcere ingiusta ha riconosciuto l'innocenza di Asia Bibi, nelle more tutti quelli che hanno tentato di difenderla pubblicamente sono stati o uccisi o picchiati o minacciati di morte...tra gli assassinati il Ministro delle minoranze religiose e l'ex Governatore del Punjab. L'avvocato è stato invece costretto a fuggire in Europa per salvarsi da morte certa.
    Con la recentissima sentenza della Suprema Corte ed il riconoscimento definitivo dell'innocenza di Asia Bibi sembrava finalmente trionfare lo stato di diritto anche in Pakistan.

    Invece il marito e i figli di Asia Bibi non hanno potuto riabbracciarla, poiché Asia Bibi non è stata mai scarcerata, nonostante la sentenza di assoluzione, non solo gli islamisti aizzati da alcuni Imam hanno messo a ferro e fuoco le principali città del Pakistan così da costringere il Governo a sospendere la sentenza di assoluzione e addirittura ad ipotizzare un ulteriore ricorso contro quello che doveva essere il provvedimento definitivo.

    Il Governo, pertanto, ha inserito il suo nome tra quelli cui è impedito di estradare.

    Ancora una volta l'islamismo fa vedere il suo vero volto e la sua incompatibilità con lo "stato di diritto" e con quei valori universali contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo.

    Ferma infatti la esistenza certa di islamici moderati in Pakistan, come in altro stati a maggioranza islamista, ogni qualvolta vi sia un contrasto religioso i primi, seppur maggioranza, si piegano al volere di una minoranza fanatica ma ben organizzata e dotta sui precetti coranici.

    Assoluta solidarietà inoltre la stessa Redazione offre commossa alla comunità dei fratelli copti in Egitto colpita dall'ennesima strage islamista che ha visto assassinati 11 innocenti (quasi tutte donne, 7, e bambini, 3) che andavano a pregare, rei di essere Cristiani.

    A fronte di queste stragi e di questo autentico genocidio da parte islamista il mondo occidentale e le organizzazioni internazionali tacciono, evidenziando senza alcuna giustificazione il loro imbarazzante assordante silenzio.





    La Redazione (D.P.)




  • Argomento: Approfondimento


    Lavoro in agricoltura: prorogata la dichiarazione di vendemmia.

    Con il decreto ministeriale n. 5811 del 26 ottobre 2015 sono state adottate le ”Disposizioni nazionali di attuazione del regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione del 26 maggio 2009
    inerenti le dichiarazioni di vendemmia e di produzione vinicola.”
    Il decreto ha abrogato, a decorrere dal 1 agosto 2016, il decreto ministeriale 8 ottobre 2004
    nonché gli articoli 17 e 18, commi 2, 3 e 4, del decreto ministeriale del 16 dicembre 2010 e, in
    applicazione degli articoli 8 e 9 del regolamento (CE) n. 436/2009 (oggi artt. 31 e 33 del Reg. (UE)
    n. 2018/273 e artt. 22 e 24 del Reg. (UE) n. 2018/274), ha previsto modalità e termini per la
    presentazione delle dichiarazioni esclusivamente in forma telematica.
    Per una visione d’insieme, si rinvia all’Allegato 1 del decreto, recante per ciascuno dei soggetti
    obbligati alla presentazione delle dichiarazioni, i quadri che devono essere compilati nonché dei
    relativi termini di presentazione.
    Si evidenzia che non è più prevista la compilazione dei modelli relativi alle uve da tavola
    raccolte, ricevute o cedute (prima del 30 novembre), comunque destinate alla trasformazione in
    mosto per succhi d’uva, ed ai mosti da esse ottenuti, nonché del relativo attestato di consegna (modelli M2 ed F4 di cui, da ultimo, alla Circolare dell’AGEA Coordinamento prot. n.
    ACIU.2015.371 del 7 agosto 2015).
    Anche in questo caso, per le istruzioni applicative generali per la presentazione e la
    compilazione delle dichiarazioni, si rinvia alla circolare che ogni anno Agea - Area Coordinamento
    rende disponibile sul proprio sito (percorso Home > Servizi di utilità > Normativa).

    Con Decreto Mipaft è stato ufficialmente prorogato al 15 dicembre il termine di presentazione delle dichiarazioni di vendemmia, di produzione vinicola e di diffusione dei dati per la campagna vitivinicola 2018/2019.
    La modifica del decreto n. 5881, che ha cosi individuato in un'unica data le scadenze obbligatorie per il settore, è stata decisa per venire incontro agli operatori del settore, al fine di non caricarli di aggiuntivi oneri burocratici.


    Diego Piergrossi




  • Argomento: Approfondimento


    Cessione di diritti volumetrici - Agevolazioni ex art. 1, comma 88, legge n. 205/2017: imposte di registro, ipotecaria e catastale.

    Importante risoluzione dell'Agenzia delle Entrate in materia di cessione di diritti volumetrici. Ci si riferisce alla Risoluzione n.80/E del 24 ottobre 2018 avente ad oggetto: la "Cessione di diritti volumetrici - Agevolazioni ex art. 1, comma88, legge n. 205/2017: imposte di registro, ipotecaria e catastale".

    L'Agenzia ha così risposto al seguente quesito:
    L’interpellante… rappresenta la seguente fattispecie.
    Il Comune X, con delibera approvata dal Consiglio Comunale, ha avviato
    la cessione mediante asta pubblica ai sensi del RD 23 maggio 1924, n. 827, dei
    diritti volumetrici di proprietà comunali allocati nelle unità di intervento di
    proprietà privata in esecuzione di una convenzione attuativa del piano
    particolareggiato adottato, che riguarda le aree e gli edifici situati nel Comune X.
    Il piano di cui la convenzione costituisce attuazione, prevede, tra l’altro, la
    realizzazione di edifici con destinazione residenziale, commerciale, artigianale e
    di servizi e parcheggi.
    Il Comune X, in quanto titolare di un’area ricompresa nell’ambito
    territoriale del piano particolareggiato nonché dei diritti volumetrici relativi a tale
    area, con propria determinazione dirigenziale ha approvato il bando relativo alla
    vendita con la procedura dell’asta pubblica, dei menzionati diritti volumetrici,
    fissando un prezzo di base d’asta. A seguito dell’esperimento dell’asta pubblica,
    con successiva determinazione dirigenziale, il Comune ha aggiudicato in via
    definitiva i diritti volumetrici alla società Y proprietaria delle aree e degli edifici
    nei quali saranno allocati i diritti volumetrici in seguito alla cessione da parte del
    Comune X.
    Ciò premesso, l’istante chiede di conoscere se all’atto di cessione dei
    diritti volumetrici aggiudicati sia applicabile la disciplina prevista dall’articolo 32
    del DPR 29 settembre 1973, n. 601 (imposta di registro in misura fissa ed
    esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale) richiamata dall’articolo 20 della
    legge 28 gennaio 1977, n. 10, come modificato dall’articolo 1, comma 88, della
    legge 27 dicembre 2017, n. 205, in base al quale “ Ai provvedimenti, alle
    convenzioni e agli atti d’obbligo previsti dalla presente legge si applica il
    trattamento tributario di cui all’articolo 32, secondo comma, del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601. Il trattamento tributario
    di cui al primo comma si applica anche a tutti gli atti preordinati alla
    trasformazione del territorio posti in essere mediante accordi o convenzioni tra
    privati ed enti pubblici, nonché a tutti gli atti attuativi posti in essere in
    esecuzione dei primi. La disposizione di cui al secondo comma si applica a tutte
    le convenzioni e atti di cui all’articolo 40-bis della legge provinciale di Bolzano
    11 agosto 1997, n. 13, per i quali non siano ancora scaduti i termini di
    accertamento e di riscossione ai sensi della normativa vigente o rispetto ai quali
    non sia stata emessa sentenza passata in giudicato”.
    In sede di integrazione documentale, l’interpellante ha successivamente
    rappresentato che la cessione in parola è stata assoggettata ad IVA ai sensi
    dell’articolo 2, comma 1, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
    Soluzione interpretativa prospettata
    L’interpellante ritiene che alla cessione dei diritti volumetrici si applichi il
    trattamento di favore previsto dall’articolo 32 del DPR n. 601 del 1973,
    richiamato dall’articolo 20 della legge n. 10 del 1977, trattandosi di cessione
    eseguita nell’ambito di una convenzione per l’attuazione di un piano
    particolareggiato preordinata alla trasformazione del territorio.Pertanto, tale atto di cessione dovrebbe essere soggetto ad imposta di
    registro in misura fissa ed esente dalle imposte ipotecaria e catastale.

    Parere dell’Agenzia delle Entrate
    Considerato che, in sede di integrazione documentale, l’interpellante ha
    rappresentato che la cessione di diritti volumetrici è stata assoggettata ad IVA ai
    sensi dell’articolo 2, comma 1, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, si rende
    necessario, in via preliminare, esaminare la fattispecie sotto il profilo dell’
    inquadramento IVA dell’atto di cessione.
    A tal riguardo, si osserva che il Comune, ancorchè faccia ricorso ad uno
    strumento di natura privatistica (la cessione di diritti edificatori) agendo pertanto
    “iure privatorum”, opera di fatto una redistribuzione della volumetria presente
    sull’area di sua proprietà in base agli strumenti urbanistici vigenti, perseguendo,
    tramite l’esercizio della potestà conformativa del territorio, un interesse di
    carattere pubblicistico.
    Per tale motivo, deve ritenersi che l’operazione con cui il Comune cede i
    diritti volumetrici in favore della società Y risulti carente del requisito soggettivo
    richiesto, ai fini dell’applicazione dell’IVA, dall’articolo 4 del DPR 26 ottobre
    1972, n. 633, trattandosi di atto posto in essere dal Comune nell’ambito della sua
    attività istituzionale.
    Non trovando applicazione l’IVA, come corollario del principio di
    alternatività IVA- registro, previsto dall’articolo 40 del Testo Unico dell’imposta
    di registro, approvato con DPR 26 aprile 1986, n. 131 (TUR), a mente del quale
    “per gli atti relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi soggetti all’imposta
    sul valore aggiunto, l’imposta si applica in misura fissa”, si riespande l’ambito
    applicativo dell’imposta di registro, che, in via generale, è dovuta in misura
    proporzionale, sempre che non ricorrano i requisiti per l’applicazione di un
    regime fiscale agevolato.A tal proposito, con il comma 88 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre
    2017, n. 205, sono state apportate delle modifiche all’interno dell’articolo 20
    della legge 28 gennaio 1977, n. 10, che prima dell’entrata in vigore della citata
    novella prevedeva, con disposizione tuttora in vigore, che “ai provvedimenti, alle
    convenzioni e agli atti d’obbligo previsti dalla presente legge si applica il
    trattamento tributario di cui all’art. 32, secondo comma, del DPR 29 settembre
    1973, n. 601”.
    Il citato comma 88 prevede che il trattamento tributario di favore recato
    dal comma 1 dell’articolo 20 della legge n. 10 del 1977, che richiama l’articolo
    32 del DPR n. 601 del 1973 (imposta di registro in misura fissa ed esenzione
    dalle imposte ipotecaria e catastale), di cui l’interpellante invoca l’applicazione,
    “si applica anche a tutti gli atti preordinati alla trasformazione del territorio
    posti in essere mediante accordi o convenzioni tra privati ed enti pubblici,
    nonché a tutti gli atti attuativi posti in essere in esecuzione dei primi”.
    Il medesimo comma 88 dell’articolo 1 della legge n. 205 del 2017
    inserisce una nuova disposizione all’interno dell’articolo 20 della legge n. 10 del
    1977, che stabilisce che “la disposizione di cui al secondo comma si applica a
    tutte le convenzioni e atti di cui all’articolo 40-bis della legge provinciale di
    Bolzano 11 agosto 1997, n. 13, per i quali non siano ancora scaduti i termini di
    accertamento e di riscossione ai sensi della normativa vigente o rispetto ai quali
    non sia stata emessa sentenza passata in giudicato”.
    Ciò premesso, considerato che la novella di cui al comma 88 è stata
    inserita – con due disposizioni aggiunte – nell’art. 20 della legge n. 10 del 1977,
    la stessa va letta in maniera coordinata e coerente con tale contesto normativo.
    Ne consegue che il regime agevolativo previsto dal citato comma 88 non
    possa essere esteso ad atti che, sebbene genericamente preordinati alla
    trasformazione del territorio, non hanno ad oggetto interventi edilizi riconducibili
    a quelli previsti dalla disciplina individuata dalla legge n. 10 del 1977 e
    successive modifiche, tra i quali rientrano invece, tra l’altro, le cessioni di aree
    per la realizzazione delle opere di urbanizzazione connesse all’intervento edilizio, ovvero (cfr. in tal senso risoluzione 1° giugno 2015, n. 56) gli atti aventi
    ad oggetto la redistribuzione di aree tra colottizzanti.
    Pertanto, la novella recata dal comma 88 citato, pur nella sua ampia
    formulazione, va considerata prevalentemente come strumento di adeguamento al
    costante aggiornamento della disciplina urbanistica, al fine di tener conto della
    evoluzione degli strumenti urbanistici, caratterizzata anche da mutamenti di
    carattere procedurale che si concretizzano altresì nell’adozione, da parte degli
    enti territoriali, di strumenti più snelli, coerentemente con le sopravvenute
    esigenze degli operatori del settore.
    Tuttavia, l’ambito applicativo del regime di favore recato dall’articolo 20
    della legge n. 10 del 1977, in seguito alle modifiche apportate dal comma 88, non
    può essere oggetto di stravolgimento tale da condurlo al di fuori del contesto
    normativo della legge n. 10 del 1977, seppur tenendo conto della menzionata
    evoluzione del contesto della disciplina urbanistica.
    Da ciò deriva che esulano dall’ambito applicativo dell’agevolazione gli
    atti traslativi o costitutivi dei diritti reali immobiliari, che non siano riconducibili
    a tale disciplina o ad altre disposizioni agevolative ancora vigenti.
    Pertanto, l’atto avente ad oggetto la cessione di diritti volumetrici dal
    Comune X ad una società, da porre in essere in esecuzione di quanto previsto
    dalla convenzione attuativa di un piano particolareggiato che interessa alcune
    aree ed edifici situati nel Comune X ed avente ad oggetto la realizzazione dei
    menzionati interventi edilizi, non può beneficiare del trattamento di favore di cui
    all’articolo 20 della legge n. 10 del 1977.
    Tale soluzione appare altresì coerente con l’indirizzo assunto dal
    Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze che, con
    nota prot. n. 32399 del 23 luglio 2018, ha condiviso le argomentazioni svolte
    dalla scrivente, tra l’altro, nella parte in cui si ritiene non possibile “applicare il
    regime di favore con riferimento ad atti che, pur se genericamente preordinati
    alla trasformazione del territorio, non appaiono riconducibili alla tipologia di atti
    relativi e connessi all’attuazione della disciplina individuata dalla legge n. 10 del1977 e successive modifiche, vuoi perché in tali atti non è individuata
    compiutamente la disciplina cui ricondurre la tipologia di intervento edilizio,
    vuoi perchè la disciplina applicabile a tali atti è differente o comunque non
    connessa a quella di cui alla legge n. 10 del 1977 e successive modificazioni”.
    Del resto, le norme agevolative sono di stretta interpretazione, e, pertanto,
    l’ambito applicativo delle stesse non può essere esteso, in via interpretativa, a
    fattispecie non espressamente contemplate dalla norma.
    La Corte di Cassazione ha, infatti, precisato, al riguardo, che le norme
    agevolative di carattere fiscale rientrano tra quelle “… di carattere eccezionale
    che (…) esigono un’esegesi ispirata al criterio di stretta interpretazione (…) e
    non ammettono interpretazioni analogica o estensiva (…) con la conseguenza
    che i benefici in esse contemplati non possono essere estesi oltre l’ambito di
    applicazione come rigorosamente identificato in base alla definizione
    normativa” (cfr. sentenza Corte di Cassazione, sez. V, 7 maggio 2008, n. 11106).
    Ciò premesso, si ritiene che tale atto di cessione di volumetria, tenuto
    conto che la Corte di Cassazione (cfr. in tal senso sentenza 14 maggio 2007, n.
    10797) ha precisato che la cessione di cubatura, in quanto facoltà inerente al
    diritto di proprietà, è assimilabile al trasferimento di un diritto reale immobiliare
    (in tal senso cfr. risoluzione 20 agosto 2009, n. 233) ed è pertanto soggetta ad
    imposta proporzionale di registro, sconta l’imposta di registro nella misura del
    9%, come previsto dall’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR, e, ai
    sensi del comma 3 dell’articolo 10 del D LGS n. 23 del 2011, le imposte
    ipotecaria e catastale ciascuna nella misura fissa di 50 euro.

    (Fonte: agenzia delle Entrate).


    Pierfrancesco Viola




  • Argomento: Approfondimento


    Diritto Tributario: la valutazione anti-abuso scissione parziale proporzionale.

    In data 8 novembre 2018 con la risposta n.65/2018, rubricata: "Articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 e art. 173 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 Valutazione anti-abuso scissione parziale proporzionale", l'Agenzia delle Entrate ha riscontrato il seguente quesito La società Alfa Spa ha per oggetto sociale l’acquisto, la vendita, la
    permuta, l’affitto, la locazione non finanziaria, la conduzione, il comodato di
    beni immobili, terreni e fabbricati industriali, commerciali e civili e la
    costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione anche straordinaria di edifici a
    uso industriale, commerciale e abitativo, direttamente o mediante affidamento in
    appalto a terzi, nonché l’esecuzione di opere civili e loro impianti in genere.
    La società, così come dichiarato dall’istante, risulta partecipata dal signor
    Beta per il 97% e dalla signora Gamma, per il 3%.
    È intenzione dei soci effettuare una scissione parziale proporzionale della
    società istante in favore di quattro neo società beneficiarie denominate Delta srl,
    Epsilon srl, Zeta srl, Eta srl.
    Alle società beneficiarie - che avranno la medesima compagine sociale
    della società scindenda e nelle stesse proporzioni - verranno attribuiti singoli
    rami d’azienda, collegati alla gestione di immobili collocati in regioni diverse
    dalla Lombardia. Non sono previsti conguagli in denaro in favore dei soci.
    La società scissa (istante), a seguito dell’operazione straordinaria,
    continuerà la propria attività sotto la forma giuridica di s.r.l.In particolare, alla società beneficiaria Delta srl verrà trasferita l’attività di
    sfruttamento turistico di un immobile sito in Comune di Xa; la società svilupperà
    l’attività ricettizia per fini turistici e per brevi periodi di tempo a clientela
    internazionale.
    Alla società sarà anche attribuita la partecipazione nella società “Theta
    Srl” proprietaria dell’area verde circostante l’immobile.
    Alla beneficiaria Epsilon srl verrà trasferita l’attività di sfruttamento
    turistico di un immobile sito nel Comune di Xb. L’immobile, costituito da una
    casa autonoma in stile baita, si presta ad essere locato a nuclei familiari, a fini
    residenziali e turistici e per durate quadriennali o annuali. A detta società sarà,
    inoltre, attribuita la partecipazione nella società “Iota Spa”. È intenzione della
    società favorire l’ingresso di nuovi soci mediante aumento di capitale sociale, in
    modo da reperire le risorse necessarie all’effettuazione delle manutenzioni
    necessarie e all’acquisizione di immobili aventi analoghe caratteristiche.
    Alla beneficiaria Zeta srl verrà trasferita l’attività di sfruttamento turistico
    di unità immobiliari ubicate in Comune di Xb. Il complesso immobiliare è
    costituito da due abitazioni e un’autorimessa.
    Il fabbricato, risalente agli inizi del secolo scorso, è stato oggetto di una
    prestigiosa ristrutturazione. I due immobili e la relativa autorimessa, per le
    caratteristiche e l’ubicazione prossima agli impianti di risalita, si prestano ad
    essere locati per fini turistici, per brevi periodi di tempo, nella stagione estiva e in
    quella invernale. La sede della società sarà stabilita in Trentino Alto Adige,
    anche al fine di poter godere delle agevolazioni riservate alle società esercenti
    attività aziendali in Trentino Alto Adige.
    Alla beneficiaria Eta srl verrà trasferita l’attività relativa allo sfruttamento
    immobiliare di un’area ubicata nel Comune di Xb. Si tratta di un’area in cui si
    stanno realizzando dei box, dei posti auto aperti e delle cantine, che si trovano in
    uno stato di ultimazione. È intenzione dei soci consentire l’ingresso nella
    compagine sociale della beneficiaria di nuovi soci mediante aumenti di capitale,
    al fine di reperire le risorse necessarie per sostenere i cospicui investimenti necessari. La sede della società sarà stabilita in Trentino Alto Adige, anche al
    fine di poter godere delle agevolazioni riservate alle società esercenti attività
    aziendali in Trentino Alto Adige.
    Alla società scissa Alfa S.p.A. resterà l’attività di compravendita e
    gestione di due complessi immobiliari ubicati nel Comune di Xc.
    La società avrà l’obiettivo di sviluppare l’attività di compravendita
    immobiliare. Con riferimento all’immobile locato ai soci della società, l’istante,
    con documentazione integrativa ha precisato che: “La locazione ai soci interessa
    esclusivamente l’immobile ubicato a [omisssis] che resterà di proprietà della
    scissa. Nessun immobile delle beneficiarie sarà locato ai soci. (..) Il canone di
    locazione ai soci dell’immobile [omisssis], è previsto a valori di mercato”.
    Come rappresentato, inoltre, anche in risposta alla richiesta di
    documentazione integrativa, l’istante dichiara che:
    - nessun bene sociale della scissa e delle beneficiarie resterà
    inutilizzato (…), nessun bene sociale della scissa e delle beneficiarie
    sarà riservato al godimento personale o familiare dei soci o,
    comunque, sarà destinato a finalità estranee all’esercizio di impresa;
    - la società scindenda proseguirà la sua attività caratteristica e, al
    contempo, le beneficiarie svolgeranno un’effettiva attività di gestione
    e valorizzazione dei beni, che saranno loro assegnati agli stessi valori
    contabili e fiscali riconosciuti in capo alla scindenda;
    - i soci della scissa e delle beneficiarie non effettueranno
    cessioni/trasferimenti di partecipazioni a terzi; in relazione alle
    società beneficiarie per le quali è previsto l’ingresso dei nuovi soci,
    attraverso l’aumento di capitale sociale e non cessione di quote, non è
    prevista l’acquisizione del controllo da parte di soggetti terzo rispetto
    ai soci della scindenda nel breve-medio periodo;
    - le società beneficiarie non fruiranno di un sistema di tassazione
    agevolato rispetto a quello in vigore per la scindenda.

    Tutto ciò premesso, l’istante chiede all’Agenzia delle entrate di
    riconoscere la liceità, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 212 del 2000 e
    con esclusivo riferimento al comparto delle imposte sui redditi, delle operazioni
    societarie precedentemente illustrate.
    SOLUZIONE INTERPRETATIVA
    PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE
    La società istante ritiene che l’operazione di scissione parziale
    proporzionale descritta non sia abusiva, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n.
    212 del 2000.
    In tal senso, precisa che l’operazione è supportata da valide ragioni di
    carattere organizzativo e gestionale, non aggira alcuna disposizione normativa o
    principio dell’ordinamento tributario e, quindi, non è finalizzata a conseguire
    vantaggi fiscali indebiti.
    A supporto di tale convincimento, l’istante evidenzia che la società
    scindenda proseguirà la sua attività caratteristica, migliorandola attraverso lo
    snellimento della struttura aziendale; le società beneficiarie svolgeranno
    un’effettiva attività di gestione e valorizzazione dei beni che riceveranno, che
    saranno loro assegnati agli stessi valori contabili e fiscali riconosciuti in capo alla
    scindenda.
    PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
    Per le ragioni che si andranno ad esporre, si ritiene che l’operazione di
    scissione in esame non costituisca un’operazione abusiva ai sensi dell’articolo
    10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, non consentendo la realizzazione di
    alcun vantaggio fiscale indebito.
    In via preliminare, con riguardo alla fattispecie rappresentata, si ritiene
    comunque di dover precisare che la società beneficiaria Delta srl (e tale
    considerazione vale per ciascuna delle società beneficiarie in istanza indicate), così come risulta dall’istanza di interpello, produrrà una differenza da scissione
    che, nel caso specifico, costituirà un avanzo di scissione - rappresentato dalla
    differenza tra l’aumento del capitale sociale della beneficiaria a favore della
    scissione e il patrimonio netto contabile assegnato dalla scindenda, rilevante ai
    fini dell’articolo 172, commi 5 e 6, giusta il rinvio di cui al comma 9 dell’articolo
    173 del TUIR.
    Sempre in via preliminare, in merito alla presenza, nel bilancio della
    società scissa, di riserve di rivalutazione (in sospensione d’imposta) ai sensi della
    legge di rivalutazione n. 413 del 1991 e della legge n. 72 del 1983 - così come
    dichiarato dall’istante con documentazione integrativa - si evidenza che, in
    considerazione della circostanza per cui il legame tra riserve di rivalutazione e
    vicende proprie degli elementi dell'attivo è venuto meno per decorrenza del c.d.
    periodo di sospensione degli effetti fiscali, è da ritenere che le citate riserve
    seguano il principio generale di attribuzione proporzionale rispetto al patrimonio
    netto trasferito o rimasto (cfr. circolare 17 maggio 2000, n. 98).
    Ciò in disaccordo con quanto affermato in istanza, con riferimento alle
    riserve di rivalutazione (dichiarate dall’istante in sospensione d’imposta) laddove
    si indicava la volontà di attribuire la stessa in misura proporzionale al valore
    dell’immobile attribuito (a ciascuna beneficiaria) e non “in proporzione delle
    rispettive quote del patrimonio netto contabile trasferite o rimaste”.
    La scrivente ritiene, infine, di dover precisare preliminarmente che, ai
    fini fiscali, la composizione del patrimonio netto (che residua dopo la
    ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta) destinato a ciascuna società
    beneficiaria (e) dovrà rispecchiare, percentualmente, la natura di capitale e/o di
    riserve di utili esistenti nella scissa antecedentemente l’operazione di scissione;
    in altri termini, dal punto di vista fiscale, il patrimonio netto (residuo) attribuito a
    ciascuna società beneficiaria dovrà considerarsi formato nel rispetto della natura
    (capitale o utile) delle poste di patrimonio netto presenti nella società scindenda e
    nelle medesime proporzioni (senza considerare nella proporzione le riserve in
    sospensione d’imposta già ricostituite dalla società beneficiaria).Passando alla richiesta di parere ai sensi dell’articolo 10-bis della legge
    n. 212 del 2000, si rappresenta che, per richiedere il parere dell’Agenzia in ordine
    alla abusività di una determinata operazione o fattispecie, le istanze di interpello,
    come specificato con la circolare n. 9/E del 1° aprile 2016, debbono - fra l’altro -
    indicare:
     il settore impositivo rispetto al quale l’operazione pone il dubbio
    applicativo;
     le puntuali norme di riferimento, comprese quelle passibili di una
    contestazione in termini di abuso del diritto con riferimento all’operazione
    rappresentata.
    In relazione al comparto dell’IRES, per il quale l’istante ha richiesto il
    parere della scrivente Agenzia, si osserva quanto segue.
    Esula dall’analisi della presente istanza antiabuso e da un eventuale
    sindacato la corretta determinazione e quantificazione delle poste contabili, dei
    valori fiscali e dei valori economici indicati in istanza e nei vari allegati prodotti,
    le modalità di ripartizione del valore fiscale originario delle partecipazioni
    detenute dai soci a seguito dell’operazione di scissione, restando impregiudicato
    qualsiasi potere di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria volto alla
    corretta determinazione, qualificazione e quantificazione degli stessi.
    La fattispecie di seguito analizzata consta in una scissione parziale
    proporzionale della società istante, partecipata dal signor Beta per il 97% e dalla
    signora Gamma, per il 3%, in favore di quattro neo società beneficiarie.
    In linea di principio, l’operazione di scissione è fiscalmente neutrale, ai
    sensi dell’articolo 173 del TUIR, e il passaggio del patrimonio della società
    scissa ad una o più società beneficiarie - che non usufruiscano di un sistema di
    tassazione agevolato - non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal
    regime ordinario d’impresa.
    In particolare, i plusvalori relativi ai componenti patrimoniali trasferiti
    dalla scissa alla società beneficiaria, mantenuti provvisoriamente latenti
    dall’operazione in argomento, concorreranno alla formazione del reddito secondo le ordinarie regole impositive vigenti al momento in cui i beni fuoriusciranno
    dalla cerchia dei beni relativi all’impresa, ossia, verranno ceduti a titolo oneroso,
    diverranno oggetto di risarcimento (anche in forma assicurativa) per la loro
    perdita o danneggiamento, verranno assegnati ai soci, ovvero destinati a finalità
    estranee all’esercizio dell’impresa.
    Sulla base delle dichiarazioni e delle affermazioni dell’istante contenute
    nell’istanza di interpello e nella relativa documentazione integrativa, si ritiene
    che l’operazione di scissione parziale proporzionale in esame non comporti il
    conseguimento di alcun vantaggio fiscale “indebito”, costituito da “benefici,
    anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o
    con i principi dell’ordinamento tributario”, risultando esclusivamente preordinata
    alla divisione nell’esercizio dell’attività immobiliare ovvero alla distinta gestione
    dell’attività di costruzione, compravendita, gestione (anche turistica) di immobili
    e aree immobiliari appartenenti a diverse tipologie (per natura, ubicazione
    geografica, target di clientela).
    Rimane fermo che l’operazione di scissione dovrà essere effettuata nel
    rispetto delle prescrizioni normative contenute nell’articolo 173 del TUIR (anche in relazione al rinvio ivi contenuto ai commi 5 e 6 dell’articolo 172) e delle ulteriori disposizioni contenute nel TUIR destinate a disciplinare la fiscalità dei
    soci.

    Il presente parere viene reso sulla base degli elementi e dei documenti
    presentati, assunti acriticamente così come illustrati nell’istanza di interpello, nel presupposto della loro veridicità e concreta attuazione del contenuto.

    Si ribadisce, altresì, che resta impregiudicato, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 212 del 2000, ogni potere di controllo dell’Amministrazione
    finanziaria volto a verificare se lo scenario delle operazioni descritto in
    interpello, per effetto di eventuali altri atti, fatti o negozi ad esso collegati e non rappresentati dall’istante, possa condurre ad identificare un diverso censurabile disegno abusivo.

    (Fonte: Agenzia delle Entrate).


    Giuseppe Formichella






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